Viabilità della Valsugana, gli amministratori della valle incontrano Zaia

Delegazione amministratori Valsugana Divina Fugatti Grisenti Civettini da zaia 1
Delegazione amministratori Valsugana Divina Fugatti Grisenti Civettini da zaia 1Confermati gli interventi sulla Supervalsugana e sulla Valdastico. Rossi e Zaia convocati al ministero da Lupi

Una nutrita delegazione di sindaci e di amministratori della comunità di valle della Valsugana trentina è scesa a San Vendemiano in provincia di Treviso per incontrarsi direttamente con il governatore del Veneto, Luca Zaia, per avere chiarimenti sui progetti di sviluppo della viabilità in territorio veneto, che inevitabilmente avrà pesanti ripercussioni anche in territorio trentino.

Un incontro che gli amministratori locali del Trentino, espressione di ogni appartenenza politica, hanno fortissimamente voluto e che hanno ringraziato il presidente per averli sollecitamente ricevuti (cosa ben diversa di quanto accaduto con l’omologo presidente del Trentino, Ugo Rossi, che non ha degnato di risposta gli interpellanti, nonostante tra questi ci fosse il vicepresidente della comunità di valle della Valsugana e vicesegretario vicario del Patt, il partito dello stesso Rossi). Un incontro dal quale è scaturita un’ineludibile verità: che il Veneto prosegue dritto per la propria strada in fatto di infrastrutturazione del territorio con la realizzazione della Pedemontana e della nuova Valsugana, mentre «attendo fiduciosamente il via libera anche al completamento della Valdastico Nord» come ha sottolineato Zaia. Entro il 2016 la Pedemontana sarà una realtà: i 99 chilometri di nuova superstrada a pedaggio che unità il Trevigiano con il Vicentino scaricherà inevitabilmente sulla direttrice della Valsugana una notevole mole di traffico diretta verso Nord, che sarà ulteriormente favorita dalla realizzazione del progetti in via di appalto della nuova Valsugana nel Bassanese. Entro il 2020 l’intero sistema viario veneto sarà profondamente modificato, con l’attivazione di nuove autostrade e strade ordinarie: «un progetto volto a dare risposte in tema di viabilità e di facilità di comunicazione ad un territorio di 5 milioni di abitanti e oltre 600.000 imprese – ha sottolineato Zaia – con l’obiettivo di agevolare tutti i traffici da Nord a Sud e da Est verso Ovest».

Uno scenario che per il Trentino e la Valsugana in particolare non promette nulla di buono in fatto di traffico e di inquinamento. «Scordatevi il giochetto che la Valsugana sia l’alternativa alla Valdastico e viceversa – sottolinea deciso il governatore del Veneto – in quanto si tratta di due collegamenti entrambi necessari ed indispensabili per la realtà veneta. Entro il 2020, tutto il traffico proveniente dal Veneto sarà scaricato ai confini del Trentino e tocca ora a voi risolvere questi problemi adeguando la vostra viabilità». Viabilità che, secondo Zaia, è strategica e fondamentale, «in quanto i trasporti su gomma nel breve e medio raggio, quelli che interessano la nostre realtà, sono insuperabili rispetto a quella ferrovia su cui il Trentino ha invece puntato tutte le sue carte, trascurando l’ammodernamento della rete viabilistica». Zaia è ottimista sul completamento della Valdastico: «giovedì 3 aprile, il ministro Lupi ha convocato a Roma i presidenti del Veneto e del Trentino per definire una volta per tutte lo sbocco della Valdastico Nord. Sono molto ottimista e lo stesso ministro ha già dichiarato pubblicamente che esistono gli strumenti giuridici per risolvere il veto del Trentino, se questo permanesse». Veto che, secondo il consigliere ed ex assessore provinciale ai trasporti Silvano Grisenti, «è puramente ideologico, un feticcio che la sinistra si porta dietro da trent’anni e che pone come condizione imprescindibili ad ogni sorta di governo di cui essa faccia parte». Peccato che lo stesso Grisenti, quando era al governo del Trentino, non abbia fatto nulla per ovviare a questa situazione.

Il quadro delineato da Zaia ha lasciato l’amaro in bocca alla delegazione trentina. «Zaia al contrario di Rossi è stato chiaro. Almeno così sappiamo cosa ci aspetta» commenta Giorgio Zuppel, consigliere della comunità di valle. Deluso il vicesegretario del Patt e vicepresidente della comunità di valle Carlo Ganarin, ora tra l’incudine del suo partito e della maggioranza provinciale di cui fa parte e il martello di una valle sempre più preoccupata del suo futuro: «Zaia è stato chiaro, e ora tocca al Trentino trovare risposte al legittimo attivismo veneto in fatto d’infrastrutture. Comunque, credo che il dialogo tra le due realtà sia necessario per arrivare ad una soluzione condivisa». Più netta la contrarietà espressa da Lucia Baldi, esponente di una lista civica: «appesantire ulteriormente di traffico la statale 47 è un controsenso ambientale, vista la conformazione della strada e della valle. Se il Veneto proseguirà nella sua strada la popolazione della valle dovrà attivarsi per evitare di finire in una camera a gas». Mentre i sindaci come Leopoldo Fogarotto, Attilio Iseppi e Fabio Dalledonne pensano già ad attuare controlli a tappeto con l’autovelox, a limiti di velocità e, se possibile, a contingentamenti del traffico pesante anche tramite l’istituzione di un pedaggio selettivo, il senatore Sergio Divina assieme ad altri esponenti della Lega Nord Trentino punta decisamente verso il completamento della Valdastico come asse prioritario di sfogo del traffico pesante verso Nord: «sarebbe la via di comunicazione più breve ed efficiente sia per i traffico merci che per quello turistico, una soluzione per giunta a costo zero per il Veneto e per il Trentino visto che gli oneri sono a carico di una concessionaria autostradale. Ora tocca al Trentino decidere e in fretta. Per il presidente Rossi sarebbe davvero una sconfitta politica imperdonabile vedere il Governo ricorrere a quanto già consente la “Legge obiettivo”. Tocca all’autonomia speciale del Trentino fare la scelta migliore per il completamento della Valdastico sul proprio territorio, cosa che comporterà il depotenziamento di fatto degli scenari di traffico sulla Valsugana».