I Giovani di Confindustria Padova e Rovigo in assemblea unitaria

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Rodolfo Cetera Presidente GGI Confindustria Padova
Rodolfo Cetera Presidente GGI Confindustria PadovaAppuntamento venerdì 26 settembre a Villa Borromeo di Sarmeola di Rubano (Pd) con il presidente dei Giovani Confindustria Marco Gay, il sottosegretario Barbara Degani, il vice presidente Confindustria Stefano Dolcetta all’insegna di “Re-Italy: un paese da riscrivere”

Ripensare, riprogrammare, riscrivere l’Italia. Ripartire. Sono le parole d’ordine che ispirano l’assemblea 2014 dei Giovani imprenditori di Confindustria Padova e Unindustria Rovigo all’inega del tema “Re-Italy: un paese da riscrivere”, per la prima volta congiunta, in programma venerdì 26 settembre, alle ore 17.00 a Villa Borromeo di Sarmeola di Rubano (Pd), cui interverrà il presidente nazionale dei Giovani imprenditori di Confindustria, Marco Gay.

Uniti nel segno di una forte condivisione di valori e strategie. Il messaggio è chiaro: in un’economia globalizzata, le risposte devono superare i confini di una provincia o di un distretto. È in questo contesto che l’assemblea farà il punto sull’attuale panorama economico, visto da chi oggi fa impresa e ha meno di 40 anni. Una fotografia del Veneto e dell’Italia 2014, che dovrà servire per guardare e andare oltre. A partire da un punto fermo: l’etica d’impresa, del dovere e della responsabilità, che sarà al centro delle tesi dei Giovani Imprenditori.

Dopo il saluto dei presidenti senior Massimo Pavin e Gian Michele Gambato, le tesi dei Giovani di Confindustria Padova e Unindustria Rovigo saranno presentate dai presidenti, Rodolfo Cetera e Andrea Pascucci. Seguirà la tavola rotonda con Stefano Dolcetta vice presidente Confindustria per le relazioni industriali e il welfare, Andrea Cirino Pomicino, amministratore delegato Deriplast e Federico Grom, cofondatore Grom. I lavori saranno conclusi dal faccia a faccia tra il sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani e Marco Gay presidente Giovani imprenditori Confindustria.

Le aziende resistono, nonostante tutto, per attaccamento al territorio, responsabilità verso le persone. Negli anni della crisi, si sono assunte l’onere di “cuscinetto sociale”. Ne è prova il dramma di chi non ha retto il peso di scelte senza alternativa. L’equazione è semplice: più lavoro per le imprese, più occupazione; più occupazione, maggiore crescita. Ma oggi questo ruolo di “cuscinetto” rischia di essere compromesso da un Paese ingessato. Come continuare a svolgerlo e offrire un piano inclinato alla ripresa? Primo, rianimare il mercato interno. Secondo, investire in infrastrutture: alta velocità, digitale, edilizia. Terzo, tagliare la spesa pubblica in modo selettivo per ridurre la pretesa fiscale su imprese e famiglie.

Non solo: per i giovani imprenditori è necessario mettere etica negli affari, dando uno stop al malcostume, bandire la furbizia. Parte da un’analisi critica la nuova consapevolezza dei Giovani imprenditori di Padova e Rovigo. Inchieste e scandali che hanno colpito il Veneto non li hanno lasciati indifferenti. In azienda va quindi alzato il grado di attenzione verso i temi etici. Le proposte sono nette e coinvolgono in prima persona i capitani d’azienda: bilancio sociale obbligatorio e defiscalizzazione per le aziende che lo propongono, ferma contrarietà all’incorporazione dell’economia sommersa nel calcolo del PIL. E dentro il movimento Giovani di Confindustria, autosospensione dagli incarichi per chi è sotto indagine. La presunzione di innocenza è un caposaldo – sostengono i Giovani Imprenditori – ma oggi dare l’esempio di correttezza è il punto di svolta per una nuova cultura della legalità. La centralità dell’etica sarà anche il fulcro dell’education proposta agli studenti di tutte le età. “Ri-scrivere l’Italia”, partendo dai più giovani.

Secondo Rodolfo Cetera – presidente Giovani imprenditori Confindustria Padova, «riscrivere il Paese significa in primo luogo rileggere il passato recente e il presente. Da questo nasce la nostra consapevolezza che l’impresa oggi abbia un ruolo attivo nella vita civile e sia un cuscinetto sociale a tutti gli effetti. Questo cambio di prospettiva nel mettere a fuoco l’identità delle aziende è quello che chiediamo alla società e alla politica. Solo in questo modo possono nascere strategie di lungo respiro sul sistema Italia. Quello che chiediamo, in fondo, è di tornare ad essere imprenditori, tornare a fare impresa e a far sì che l’impresa sia cuscinetto sociale, ma soprattutto motore di crescita, catalizzatore di competenze. Servono però scelte politiche coraggiose, drastiche e anche impopolari facendo ognuno, noi compresi, i sacrifici necessari, ma che raddrizzino il Paese».

Per Andrea Pascucci, presidente Giovani imprenditori Unindustria Rovigo, «l’attuale panorama economico italiano rende ormai improrogabili scelte forti in ambito di politica per le imprese. Ciò che manca è una pianificazione di medio e lungo periodo che sia sistematica e non impulsiva. Gli obiettivi generali sono ormai chiari, condivisibili e condivisi. Ma oggi è fondamentale passare dal “che cosa” al “come”. Per questo chiediamo una strategia concreta e con misure efficaci che impattino direttamente sulla quotidianità delle imprese e delle persone. L’attaccamento al territorio e ai propri collaboratori è sempre stato un potente fattore motivazionale per gli imprenditori, ma oggi sono urgenti misure di valorizzazione del potenziale delle aziende».