La cooperazione agricola trentina produce valore aggiunto per un miliardo di euro

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viceministo politiche agricole andrea olivero luca rigotti 1A Trento il convegno di settore con viceministro Olivero

Per il viceministro delle politiche agricole Andrea Olivero, l’agricoltura italiana batte la crisi solo se fa sistema, se si mette insieme. Proprio quello che accade da tempo in Trentino dove l’agricoltura organizzata in cooperative rappresenta l’81% del totale della ricchezza prodotta dal comparto, una percentuale tripla rispetto al resto d’Italia.

Secondo Carlo Borzaga, presidente di Euricse che ha appena concluso la prima parte di una indagine sull’indotto e le esternalità dell’agricoltura cooperativa trentina, in Trentino la ricchezza prodotta dalla cooperazione agricola (in termini di valore aggiunto, ovvero il fatturato al netto dei costi intermedi) è di 553 milioni di euro l’anno direttamente, e sfiora il miliardo (914 milioni) se si considera l’indotto. Gli occupati a tempo pieno (cosiddetti ULA) sono 19.000. L’impatto della cooperazione sull’economia provinciale e sull’occupazione è il triplo rispetto al resto d’Italia. «Perché guardare solo a ciò che produce direttamente l’agricoltura è troppo poco – afferma Borzaga – occorre allargare la visuale a tutti i settori dell’economia che l’agricoltura va a toccare, dal credito ai servizi, trasporti, energia, industria alimentare». «Ci salva l’export – ha detto Luca Rigotti, presidente del Gruppo Mezzacorona e vicepresidente della Federazione trentina della cooperazione – le nostre imprese cooperative hanno saputo organizzarsi in questi anni ed ora risentono meno della crisi».

Una crisi che si sente anche nella cooperazione, ma che occorre affrontare con fiducia nel futuro, guardando anche le luci oltre alle ombre. Ad esempio, ha argomentato il direttore della Federazione Carlo Dellasega, «ad agosto i posti di lavoro nelle cooperative erano stabili, con una crescita dell’1% rispetto all’inizio d’anno. Le ombre riguardano il calo dei consumi nei negozi alimentari, le rate non pagate nelle Casse Rurali e il calo della domanda di crediti, che però si contrappongono alla crescita dei risparmi, ben 500 milioni in più quest’anno. Tengono mediamente i fatturati delle sociali e di lavoro, ma è difficile prevedere come andrà il futuro. Una cosa è certa, l’impresa che non ha fiducia non investe più».

In agricoltura i dati che provengono dai settori non vanno tutti nella stessa direzione. I prezzi del latte sono in flessione e quest’anno sarà difficile mantenere le remunerazioni di 0,629 euro al litro del 2013. Nella frutta (soprattutto mele ma non solo) il liquidato medio per i 459 milioni di chili conferiti quest’anno sarà di 0.39 euro al chilo, che si allinea ai prezzi di due anni fa dopo la stagione record dello scorso anno (0,52 euro/kg). Il settore vitivinicolo è ancora in forma grazie alle esportazioni, e si avvia a remunerare con 87 euro a quintale in media l’uva della passata vendemmia 2013. L’annata record è stata quella scorsa, con remunerazioni medie di 93 euro. Peraltro, le rese ad ettaro quest’anno svettano a 13.271 euro, in deciso aumento rispetto agli 11.000 dell’anno prima.

Per il viceministro Olivero, il governo si sta fortemente impegnando su tre fronti: il primo riguarda la sburocratizzazione e semplificazione delle procedure. Prossimamente tutti i controlli di svariati enti (17 solo quelli del vino!) dovranno confluire in un registro telematico unico, in modo da evitare almeno i doppioni. Il secondo fronte è l’internazionalizzazione, con iniziative concrete per mettere in rete i soggetti, e nello stesso tempo presidiare bene gli accordi internazionali, a cominciare da quello con gli Usa in corso a Bruxelles. Il terzo riguarda la qualità. «Abbiamo puntato finora ad una agricoltura omologante, è tempo di cambiare rotta e puntare decisi sulle eccellenze dei territori», ha detto Olivero.

L’assessore provinciale all’agricoltura Michele Dallapiccola ha proposto alcuni “stratagemmi” da mettere in atto per far fronte alla crisi con la contemporanea contrazione di risorse pubbliche: intervento di Cooperfidi per anticipare ai contadini i premi 2014 relativi al piano di sviluppo rurale (Psr), bloccati dalla legge di stabilità. Quelli del 2013 sono in distribuzione in questi giorni. Intanto si attende il nuovo piano di sviluppo rurale, che però è al vaglio delle strutture della UE isnieme ad altri duecento (21 solo in Italia) in tutta Europa. «Il nostro – ha ammesso Dallapiccola – non è fra quelli di prossima approvazione». Ma per “stuzzicare il mercato” l’assessore propone progettualità, idee, novità. E una migliore sinergia tra turismo e agricoltura. «I turisti sono curiosi di visitare aziende agricole, specie quando piove, e poi comprano», ha suggerito. «L’importante è procedere uniti nella commercializzazione e distribuzione», ha affermato l’assessore alla cooperazione Tiziano Mellarini.