“Fluoro-TC” la nuova frontiera della radiologia ortopedica sperimentata all’ospedale di Camposampiero

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Ospedale camposampiero PD foto primari fluoro Ernesto Bissoli Ernesto Pizzirani Sabino Fiume 1
Ospedale camposampiero PD foto primari fluoro Ernesto Bissoli Ernesto Pizzirani Sabino Fiume 1Il nosocomio del Padovano pioniere della nuova interventistica in ambito Veneto

A Camposampiero si sviluppa in campo ortopedico la nuova frontiera della radiologia interventistica internazionale. Ciò grazie a strumentazioni uniche in Veneto e rare in Italia e grazie all’operatività di alcuni medici che stanno lavorando insieme, in equipe.

Questo porta ad ottenere risultati un tempo impensabili. La strumentazione all’avanguardia è la “Fluoro-TC”, donata da Silvana Gesuato, su disposizione testamentaria del fratello Martino Gesuato, medico di medicina generale di Borgoricco. La “Fluoro-TC” permette al medico di intervenire sul paziente guidato in combinata dalla TAC e dalla radioscopia ad arco. Si ottiene così la massima precisione anche in interventi difficili, quando sono ammesse solo tolleranze di millimetri perché si opera in aree critiche, vicino ad organi nobili come il midollo, le radici nervose e i vasi arteriosi. Dalle biopsie alla distruzione con ipertermia delle masse tumorali, dalle ernie ai drenaggi.

Ospedale camposanpiero PD foto  equipe fluoro 1La nuova attrezzatura permette ogni mese circa quaranta interventi di cui una decina di maggiore difficoltà. «Stiamo raggiungendo la nuova frontiera dell’interventistica ortopedica, grazie al lavoro di squadra tra radiologo, ortopedico e anestesista; lavoro che si sostanzia nel posizionare le viti per saldare le fratture di sedi difficili, per esempio le fratture del bacino o della colonna, per via mini-invasiva percutanea con aghi guida e viti cannulate, senza tagliare con il bisturi e senza lesionare muscoli, piccoli vasi e nervi  – spiega il primario di radiologia Ernesto Bissoli –. Questo nuovo modo di lavorare insieme è l’altra bella conquista della nostra Ulss. La collaborazione con il vicedirettore di ortopedia Sabino Fiume e il primario di anestesia Ernesto Pizzirani sta dando grandissimi risultati. Per il paziente significa essere sottoposto ad interventi di minore invasività, ma con maggiore sicurezza, efficacia e tempi più rapidi di recupero rispetto agli interventi tradizionali. Direi che tutto ciò non è poco».

I medici hanno realizzato con successo i primi quattro interventi andando a posizionare viti su alcune vertebre e sul bacino di pazienti altrimenti costretti ad interventi gravosi e debilitanti. «Recentemente siamo intervenuti anche su una signora di 82 anni che, per una caduta, si era rotta la vertebra C2 alla base del cranio  – afferma l’ortopedico Sabino Fiume – Con le nostre attrezzature siamo riusciti a saldare la vertebra fratturata entrando dalla bocca con un semplice ago-cannula metallico. In questo modo abbiamo risolto un significativo problema della paziente operando con precisione e con pressoché assente invasività».

«Già in altre occasioni ho affermato che nell’Ulss 15 abbiamo non solo delle apparecchiature all’avanguardia, ma anche delle professionalità in grado di sfruttare appieno queste nuove tecnologie – conferma il direttore generale dell’Ulss 15 Alta Padovana, Francesco Benazzi – Esprimere gratitudine ai nostri medici per quello che stanno facendo è doveroso. Ed è bello sentirli soddisfatti ed orgogliosi della loro Ulss».