Macchine utensili, 2014 da record

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ucimu macchina laserGaldabini, presidente di Ucimu: «questi dati fanno certamente ben sperare per il prossimo futuro, considerato che la raccolta ordini si concretizzerà in produzione nei prossimi sei otto-mesi»

Si chiude con il segno positivo l’anno per il settore delle macchine utensili. Nel quarto trimestre del 2014 gli ordini hanno registrato un aumento del 19,1% rispetto allo stesso periodo del 2013. Secondo i dati elaborati dal Centro studi di Ucimu gli ordini dall’estero sono cresciuti del 19,3% (rispetto ad ottobre-dicembre 2013); positiva anche la domanda interna che ha segnato un +18,8%.

Su base annua, c’è stato un incremento medio, rispetto al 2013, del 14,7%; questo è stato reso possibile, sia dal positivo andamento delle performance dei costruttori sul mercato estero (+10,1%), sia dai buoni riscontri ottenuti sul mercato interno (+37,2%) che è tornato a investire in beni strumentali, anche grazie alla rinnovata Legge Sabatini.

«Il settore ha registrato cinque trimestri consecutivi di crescita – evidenzia Luigi Galdabini, presidente di Ucimu – e questo fa certamente ben sperare per il prossimo futuro, considerato che la raccolta ordini si concretizzerà in produzione nei prossimi sei otto-mesi. Il risveglio della domanda italiana dimostra che l’industria manifatturiera del Paese si sta rimettendo in modo. L’auspicio è che questa nuova fase possa trovare conferma anche nel lungo periodo, a beneficio di tutto il nostro sistema Paese».

Da questo punto di vista l’introduzione delle Legge Sabatini, operativa del marzo 2014, è stata un valido strumento a supporto del settore. Per questo Ucimu si è impegnata affinché la misura fosse nuovamente compresa nel Decreto Legge di Stabilità 2015. «Anche se – ribadisce Galdabini – sono necessarie misure specifiche capaci di sostenere, in modo strutturato, il rilancio del mercato domestico e del manifatturiero italiano. Per questo complementare alla Sabatini dovrebbe essere favorita la liberalizzazione degli ammortamenti dei beni strumentali acquistati e la revisione dei coefficienti di calcolo degli stessi, fermi al 1988».

Perché, sottolinea il presidente di Ucimu, «la ripresa dei consumi di macchine utensili in Italia non deve interessare solo i costruttori ma, al contrario, deve essere sempre di più tra le priorità del Paese, la cui industria manifatturiera opera con tecnologie di produzione sempre più datate e meno performanti. Per evitare la perdita di competitività del nostro sistema Paese, occorre quindi pensare a un sistema di incentivi alla sostituzione dei macchinari obsoleti e all’ammodernamento degli impianti produttivi».

Si prospetta dunque un 2015 in crescita per il comparto, come confermano i dati di adesione ad «Emo Milano 2015», la manifestazione mondiale di settore, in programma dal 5 al 10 di ottobre 2015, che, a dieci mesi dall’inizio, ha già 1.100 imprese iscritte.