Friuli Venezia Giulia, riviste le quote di compartecipazione sulle ricette sanitarie

0
159
FVG assessore salute maria grazia telesca 2 1
FVG assessore salute maria grazia telesca 2 1Da un contributo fisso uguale per tutte le prestazioni si passa ad uno variabile

In Friuli Venezia Giulia la cosiddetta “quota fissa” che i cittadini non esenti devono pagare, in aggiunta al ticket, per ogni ricetta del Servizio sanitario, non sarà più di 10 euro uguale per tutte le prestazioni, ma varierà a seconda del costo dell’esame, da 1,5 euro per le prestazioni che valgono tra i 5 e i 10 euro, fino a 20 euro per quegli esami che superano in valore i 70 euro.

Per le prestazioni di costo inferiore ai 5 euro non è più prevista alcuna “”quota fissa”. Lo ha deciso la Giunta regionale su proposta dell’assessore alla salute, Maria Sandra Telesca. L’obiettivo del provvedimento è ridurre la differenza tra quanto pagato dal cittadino e il costo effettivo della prestazione, nell’ottica di una equa compartecipazione. Per il Servizio sanitario del Friuli Venezia Giulia l’impatto economico dell’introduzione del nuovo sistema sarà equivalente, come confermato dalle conclusioni di un tavolo tecnico istituito dalla Regione.

Si vogliono in particolare evitare le disparità di trattamento: gli utenti che chiedevano la prestazione con la ricetta del Servizio sanitario pagavano i 10 euro di “quota fissa”, importo che non era invece dovuto per quelli che si presentavano con la cosiddetta “ricetta bianca”. Tra l’altro, questo incentivava il ricorso alla “ricetta bianca” anche per le prestazioni da erogare a carico del Servizio sanitario, vanificando di fatto anche il gettito derivante dalla compartecipazione alla spesa. In alcuni casi diventava inoltre iniquo chiedere all’utente il pagamento di un importo che risultava addirittura superiore al valore della prestazione, con il paradosso che in alcuni casi il costo del Servizio sanitario risultava superiore a quello delle strutture private. Con la nuova modalità di compartecipazione alla spesa ora individuata dalla Regione, di tipo proporzionale al valore della ricetta, si cerca anche di incentivare l’appropriatezza delle prescrizioni, soprattutto per quelle a più alto costo e a maggiore complessità tecnologica. Va tenuto conto che le prestazioni di maggior valore, se appropriate, sono comunque generalmente esenti per patologia.

Con la nuova normazione, la quota fissa varierà da zero a 20 euro (per prestazioni di importo superiore ai 70 euro.