Tgr Trentino, al via la digitalizzazione delle trasmissioni

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televisione videowall FbyShMorgante: «con il digitale si razionalizza tutta la produzione, collegando più strettamente le sedi locali con i centri nazionali»

Al via la digitalizzazione della sede di Trento della Rai, con l’avvio delle trasmissioni in alta definizione, in notevole ritardo rispetto alla vicina sede di Bolzano che il passaggio lo aveva già effettuato 15 anni fa. Per l’evento, è giunto nella sede trentina il direttore della Tgr Rai, Vincenzo Morgante, secondo il quale «sono molto aperto all’innovazione.

Se si resta fermi si è destinati a morire. In ogni caso il nostro arrivo è previsto in un momento successivo, entro il completamento della fase della digitalizzazione, prevista per il prossimo anno». Per Morgante «mi occupo delle redazioni e punto a una presenza ancora più capillare sul territorio, che non significa avere una redazione grande, ma gente sul territorio».

«La digitalizzazione – ha spiegato Morgante – consente il collegamento permanente con tutte le testate e la condivisione immediata degli archivi. Non mi riferisco a un potenziamento delle sedi – ha precisato – ma di sedi più snelle per il futuro: significa fare riprese e montarle sul territorio, cioè parlare di digital reporter. In passato abbiamo sperimentato la figura del redattore territoriale, che ha dato spunti da approfondire. Noi non siamo soltanto il tg regionale che vede la gente sul posto, ma anche un’agenzia per le nostre testate nazionali e quelli che fanno programmi e approfondimenti sul territorio». La digitalizzazione, ha affermato il direttore della Tgr a proposito del passaggio alla nuova tecnologia, «ha un valore in sé, perché sul territorio si recupera un ritardo tecnologico, con apparati ad alta definizione, e insieme il vertice aziendale conferma il proprio interesse per l’informazione regionale: è una garanzia per il futuro del servizio pubblico sul territorio, un fatto di strategia».

Quanto ai dati dell’ascolto della Tgr, secondo Morgante «confermano che i telespettatori sono attenti alle strategie di Obama per il terrorismo internazionale, a quelle dell’Europa per le sorti economiche della Grecia, ma anche all’informazione di prossimità: alla ristrutturazione di un museo sul territorio, all’adeguamento di una scuola o della viabilità, così come alla squadra di calcio locale».