Lorenzo Viotti dirige al Teatro Malibran musiche di Mozart, Barber e Stravinskij

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Viotti Lorenzo Photo Stephan Doleschal
Viotti Lorenzo Photo Stephan DoleschalSesto appuntamento della Stagione sinfonica della Fondazione La Fenice

Venerdì 6 marzo 2015 (ore 20.00, turno S; replica domenica 8 ore 17.00, turno U), il Teatro Malibran ospiterà il sesto concerto della Stagione sinfonica 2014-2015 della Fondazione Teatro La Fenice, che vedrà l’Orchestra del Teatro veneziano impegnata in un programma a cavallo tra Sette e Novecento, diretto dal venticinquenne maestro italo-francese Lorenzo Viotti, vincitore nel 2013 a soli 23 anni del Concorso di Cadaqués in Spagna.

La prima parte del concerto sarà interamente dedicata a Wolfgang Amadeus Mozart, con due composizioni scritte entrambe nel 1782: l’Ouverture dall’Entführung aus dem Serail (Il ratto dal serraglio) KV 384 e la Sinfonia n. 35 in re maggiore KV 385 Haffner.
La seconda parte si aprirà con il celebre Adagio per archi op. 11a di Samuel Barber, del 1936, per concludersi con la Sinfonia in do di Igor Stravinskij, eseguita per la prima volta a Chicago nel 1940.
Rappresentato al Burgtheater di Vienna nel 1782, Die Entführung aus dem Serail si apre con un’Ouverture tripartita costruita con materiale dell’opera. Nell’iniziale, esuberante Presto in do maggiore, le atmosfere orientali della vicenda sono evocate dall’impiego di strumenti tipici della musica «alla turca»: ottavino, triangolo, piatti, timpani e grancassa. Il successivo Andante in do minore anticipa nei suoi momenti salienti l’aria tenera e accorata di Belmonte che apre l’opera. Conclude l’Ouverture la ripresa abbreviata del Presto, che nell’opera si conclude su una cadenza sospesa alla dominante direttamente collegata all’apertura del primo atto, mentre nella versione da concerto, scritta da Johann Anton André, termina con la riesposizione completa e la cadenza conclusiva sul primo grado di do maggiore.
Anche la Sinfonia in re maggiore KV 385 “Haffner” nasce nel luglio 1782, durante le prove dell’Entführung aus dem Serail, come serenata in sei movimenti commissionata per festeggiare il conferimento di un titolo nobiliare a Sigmund Haffner, borgomastro di Salisburgo. Qualche mese dopo, eliminando la marcia iniziale e uno dei due minuetti e ampliando leggermente l’organico, Mozart ne farà emergere la struttura sinfonica latente, e la Sinfonia verrà eseguita per la prima volta al Burgtheater di Vienna il 23 marzo 1783. Caratterizzata da grande vitalità ed energia, la sinfonia è articolata in quattro movimenti – Allegro con spirito, Andante, Menuetto e Presto – e presenta nell’ultimo movimento un’irresistibile citazione dell’aria di Osmin dal terzo atto dell’Entführung.
L’Adagio per archi op. 11a di Samuel Barber, divenuto oggi un classico della musica americana neoromantica, nasce nel 1936 come movimento lento del Quartetto per archi n. 1 in si minore op. 11, ed è quindi trascritto per orchestra d’archi e trasformato in una composizione autonoma, eseguita per la prima volta da Arturo Toscanini a New York, il 5 novembre 1938, sul podio della NBC Symphony Orchestra. Nello scriverlo, il ventiseienne Barber ha in mente una musica pura, svincolata dal culto dell’avanguardia, frutto della sensibilità e dell’ispirazione, attenta alla comunicazione immediata. Strutturalmente, è una lunga fascia timbrica in crescendo dinamico graduato, basata su una breve cellula melodica che si sviluppa per gradi congiunti ascendenti. Gli archi scivolano in modo continuo tra i loro accordi lamentosi fino a raggiungere un picco spasmodico, dopo il quale il discorso musicale si scioglie in una dimensione più tranquilla, anche se in un clima più doloroso.
Composta a ridosso della seconda guerra mondiale, in parte in Francia e in parte negli Stati Uniti, su commissione della Chicago Symphony Orchestra, la Sinfonia in do è una delle partiture più significative della produzione neoclassica di Stravinskij. Scritta nello spirito di Haydn e Beethoven, si rifà alla struttura tradizionale della sinfonia classica in quattro movimenti, della quale ha anche la durata e l’organico, ma che rivisita liberamente, senza progetti di restaurazione fine a se stessi, con un linguaggio moderno. Articolata in quattro movimenti – Moderato alla breve, Larghetto concertante, Allegretto e Tempo giusto alla breve preceduto da un Largo introduttivo – la Sinfonia in do viene eseguita per la prima volta a Chicago il 7 novembre 1940.