Bologna, la Guardia di finanza sequestra beni per oltre un milione di euro a 18 zingari

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gdf guardia di finanza scritta auto 1Auto, moto case, terreni, conti correnti e un bar nel centro cittadino confiscati. Un patrimonio spropositato se rapportato a redditi dichiarati, insufficienti o inesistenti

La Guardia di Finanza di Bologna ha sequestrato dei beni di 18 persone, come auto, moto, case, terreni, conti correnti ed un bar del centro cittadino, per oltre un milione di euro. Le Fiamme Gialle del Nucleo Polizia tributaria hanno focalizzato l’attenzione su persone con precedenti di polizia, soprattutto furti, rapine, borseggi, truffe ed appropriazioni indebite.

Le indagini patrimoniali hanno messo in luce che tutti, italiani residenti in due campi nomadi tra Bologna e provincia, avevano numerosi beni mobili ed immobili. Un patrimonio sproporzionato per gli investigatori, visto che erano sconosciuti al fisco o con redditi insufficienti. Nel corso delle indagini è stato pure scoperto che uno dei soggetti interessati aveva percepito indebitamente una pensione per 4 anni, nonostante l’avente diritto fosse morto, con conseguente danno per l’Inps per 34.000 euro.

Le persone interessate dalle misure sono residenti nei campi di San Lazzaro di Savena, via Tomba Forella, e di Bologna, in via Dozza. Il bar sequestrato si trova in via Petroni, sempre a Bologna. Una delle persone colpite dalla misura di prevenzione è ritenuta poi responsabile di una rapina, nel 2014, ad un Ipercoop a Castenaso. Per tutti gli elementi raccolti durante l’indagine dalla Guardia di finanza il pubblico ministero Massimiliano Rossi ha richiesto al Tribunale il sequestro dei beni posseduti dai pregiudicati. Sono inoltre in atto accertamenti per verificare se le persone colpite dalle misure abbiano fruito di agevolazioni a carico dei comuni (come l’erogazione gratuita di acqua, energia elettrica, gas). Il Comando provinciale della Finanza ha spiegato di aver così intensificato ulteriormente «l’attività a tutela della legalità economica e finanziaria anche attraverso un’azione di servizio tesa ad aggredire i patrimoni illecitamente accumulati dai soggetti che vivono abitualmente con i proventi derivanti da reati».

Puntuali le reazioni del mondo politico dinanzi all’operazione delle forze dell’ordine. Le indagini della Guardia di finanza su 18 residenti in campi nomadi della città «porta nuovamente all’attenzione il doppio problema di queste aree che la Lega Nord denuncia da sempre. Da una parte un’erogazione senza alcun controllo di denari pubblici» e dall’altra «una completa incompetenza del sindaco, giunta e dirigenti comunali nel verificare la reale legalità che in queste aree vige» dice Lucia Borgonzoni, consigliera comunale bolognese della Lega Nord, che ricorda come da tempo il Carroccio chiede «la chiusura dei tre campi sosta presenti a Bologna» e che «vengano sospesi i pagamenti delle utenze in questi campi. Chiederò – conclude – all’assessore Giannini di cancellare in fase di bilancio qualunque tipo di erogazione a queste aree». Borgonzoni è la consigliera comunale leghista che nel novembre scorso, durante una visita al campo sinti di via Erbosa fu colpita da uno schiaffo da una delle ospiti. Pochi giorni dopo, durante un tentativo di visitare quello stesso campo, la vettura su cui viaggiava il segretario della Lega Nord Matteo Salvini assieme alla stessa consigliera fu aggredita da esponenti di collettivi.

Forza Italia chiederà l’avvio di una commissione d’inchiesta a Bologna sulla gestione dei campi rom, e presenterà un ordine del giorno per chiedere le dimissioni dell’assessore comunale dei servizi sociali Amelia Frascaroli. A dirlo è il capogruppo in comune Michele Facci, secondo cui «i campi nomadi, oggi, sono divenuti a tutti gli effetti proprietà privata di poche famiglie di rom e sinti. Persone che non fanno vita “nomade”, ma vivono stabilmente nei campi concessi dall’amministrazione comunale». Proprio per questo «non trattandosi più di aree usate “temporaneamente”, come vorrebbe il regolamento comunale, presenteremo un esposto alla Corte dei Conti per la valutazione di un eventuale danno erariale».