Università di Trento completata la squadra di governo del rettore Collini

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Unitn paolo collini con gruppo prorettori
Unitn paolo collini con gruppo prorettoriDeflorian, Marchese, Poggio e Vallortigara nominati prorettori

Nuovi prorettori per l’Università di Trento: il rettore dell’Università di Trento, Paolo Collini, ha completato la sua squadra di governo.

Il 10 aprile aveva nominato i tre componenti del Senato accademico che per Statuto sono affidati alla sua scelta (Flavio Deflorian, al quale ha assegnato anche l’incarico di prorettore vicario per tre anni, Giuseppina Orlandini e Gianni Santucci) che si aggiungono ai quattro componenti che siedono in Senato perché eletti dal corpo accademico nel 2013 (Carlo Buzzi, Paolo Gatti, Aronne Armanini e Fabio Casati) e ai due rappresentanti degli studenti Carolina Foglia e Gabriele Hamel. Oltre a Flavio Deflorian (prorettore vicario) con delega al supporto al sistema produttivo, Maurizio Marchese allo sviluppo internazionale, Barbara Poggio alle politiche di equità e diversità, Giorgio Vallortigara alla ricerca (che in vista della nomina lascerà il suo incarico di direttore del CiMeC), Collini ha anche resa nota la lista dei delegati che si occuperanno di compiti specifici in vari settori e che lo supporteranno nella guida dell’Ateneo.

A latere della presentazione della nuova squadra di governo dell’ateneo trentino, sono stati resi noti anche alcuni indicatori statistici riguardanti l’università. Il traguardo della laurea di primo livello è raggiunto in media a 24,6 anni contro la media nazionale del 25,5. Elevata è la regolarità negli studi: il 55% conquista il titolo in corso (con un 23% che si laurea al primo anno fuori corso) contro il 41,5% del complesso dei laureati di primo livello. La riforma universitaria ha portato anche ad un aumento dei laureati che frequentano regolarmente le lezioni: il 77% dei laureati triennali ha frequentato oltre i tre quarti degli insegnamenti previsti; è il 68% a livello nazionale. L’esperienza di studio all’estero coinvolge il 16% dei laureati di primo livello dell’Università di Trento, sei punti percentuali in più della media nazionale, del 10%

All’Università di Trento chi continua gli studi con la laurea magistrale è circa il 67%, valore nettamente superiore alla media nazionale del 54%. A dodici mesi dalla conclusione degli studi, risulta occupato il 65% dei laureati, un valore di gran lunga superiore alla media nazionale del 56%. A un anno dalla laurea, il lavoro è stabile per 20 laureati su cento di Trento, la media nazionale è del 19%. Il guadagno è superiore alla media nazionale: 1.197 euro mensili netti, contro i 1.065 del complesso dei laureati magistrali. A cinque anni dal titolo, l’86% è occupato (con punte del 95,7% per l’area economico-statistica, del 92,3% per quella linguistica e del 89,4% per quella dell’ingegneria), valore superiore di cinque punti percentuali alla media nazionale, pari all’81%. Le retribuzioni nominali arrivano, a cinque anni, a 1.449 euro mensili netti (sono 1.356 euro a livello nazionale) con punte di 1.639 euro per l’area dell’ingegneria, 1.611 euro per quella economico-statistica e 1.545 per quella scientifica.

Secondo l’ultima classifica pubblicata dal Sole 24 Ore, l’Università di Trento si classifica al 1° posto fra le migliori università statali italiane. Nella classifica che il Censis realizza annualmente con La Grande Guida, l’Ateneo di Trento è sempre ai primissimi posti. Nell’ultima edizione (2014-2015) si posiziona al 2° posto tra gli atenei italiani di medie dimensioni (fra 10mila e 20mila studenti) con un punteggio di 97,8.