Cenci: «garantito il bilancio, in calo, grazie alla diminuzione dei costi. Sono preoccupato per il futuro»
Per gli allevatori trentini l’anno archiviato non è stato facile. Anzi, «è stato un anno particolarmente pesante con quotazioni al ribasso praticamente in tutte le categorie» ha affermato all’assemblea degli allevatori il vicepresidente facente funzioni della Federazione, Antonio Cenci, in sostituzione di Silvano Rauzi, assente per la prima volta da 33 anni per motivi di salute.
Nonostante l’andamento non favorevole dei mercati, uno spiraglio di luce c’è. «La Federazione Provinciale Allevatori ha saputo organizzare e garantire i servizi a tutti i 1.167 soci, registrando addirittura un incremento nel numero dei conferimenti di vitelli e vacche di fine carriera. Anche per le carni bovine grazie al progetto di valorizzazione e certificazione si è riusciti a garantire agli allevatori una remunerazione tendenzialmente superiore alle quotazioni del mercato nazionale che, in alcuni periodi dell’anno, non coprivano neppure i costi di produzione».
I numeri fotografano l’andamento di un’annata impegnativa, non solo per la fatica e il sudore espressi nella quotidianità da chi è impegnato in questo settore importante per l’economia trentina. Il valore della produzione (somma dei ricavi delle vendite e delle prestazioni) è stato di poco inferiore ai 12 milioni di euro (in calo rispetto ai 12 milioni e mezzo del 2013). Nonostante la crisi, il settore ha proseguito con gli investimenti (390.000 euro), segno di fiducia nel futuro. A questo proposito è stato precisato che «le fonti per il finanziamento degli investimenti effettuati sono state attinte da risorse proprie derivanti dalla gestione. Non sono stati richiesti contributi pubblici in conto capitale».
Il patrimonio netto è di 6,5 milioni di euro. Diminuiscono i costi di gestione con economie nei costi per servizi e nei costi del personale. Il totale dei costi della produzione ha superato i 16 milioni di euro, ma al di sotto dei 16 milioni 922 mila euro del 2013. Calano anche gli oneri finanziari: dai 41.000 euro del 2013 scendono a poco meno di 32.000 euro in funzione del decremento del debito per mutui nei confronti degli istituti bancari. L’utile di esercizio ha superato i 45 mila euro.
Per il settore della commercializzazione, l’attività ha registrato la movimentazione di 20.412 capi (17.593 per le attività commerciali e 2.819 per il punto vendita). «Nel 2014, per la prima volta da quando l’attività è stata trasferita nelle nuove strutture di via delle Bettine, il fatturato del punto vendita carni della Federazione ha registrato una flessione dell’8,97%. Le cause – è stato osservato – vanno ricercate nella contrazione generalizzata dei consumi e, in particolare, in quelli di carne rossa» causa la crisi economica che colpisce i consumi delle famiglie. Inoltre si è assistito «al sensibile arretramento del progetto della carne trentina portato avanti con il Sait che – ha aggiunto Cenci – ha visto una diminuzione del 28% dei capi conferiti».
Un altro motivo di preoccupazione futura è legato al Programma di sviluppo rurale di prossima emanazione che potrebbe impedire il finanziamento di alcune attività di assistenza e di servizio che la Federazione Allevatori organizza a favore dei soci. L’elemento di grande incertezza per il prossimo futuro è «rappresentato dalla fine del regime delle quote latte. A livello locale – ha concluso Cenci – la produzione non potrà crescere più di tanto perché gli allevatori, se vogliono percepire i premi comunitari, devono rispettare il famoso rapporto Uba/ettaro che, di fatto, impedisce l’incremento del numero delle vacche allevate. La produzione crescerà a livello europeo e la preoccupazione è legata soprattutto alle dinamiche del prezzo del latte che, presumibilmente, sarà destinato a scendere e con molto probabilità trascinerà al ribasso anche i prezzi dei nostri formaggi e degli altri prodotti lattiero-caseari».
La Federazione gestisce anche il Centro di Fecondazione Artificiale “Alpenseme”, uno dei gioielli della zootecnia trentina: qui trovano posto prelievo, lavorazione, congelamento, valutazione e conservazione del materiale seminale bovino. Ben 95 i riproduttori impegnati in questa attività. Un impegno che si traduce nelle oltre 370.000 dosi prodotte, in flessione dell’11,3% rispetto allo scorso anno.
Alpenseme, inoltre, è il punto di riferimento per lo sviluppo delle iniziative tecnico-scientifiche del miglioramento genetico degli animali. Garantisce i supporti tecnici, commerciali e organizzativi per la pratica della fecondazione artificiale sull’intero territorio provinciale. «Il quantitativo di dosi prodotte ad Alpenseme – è stato spiegato – è strettamente legato alle strategie selettive e agli esiti commerciali del programma “Superbrown”. Da questo punto di vista, il materiale seminale prodotto dai tori “Superbrown” è stato di 212.005 dosi complessive. Molto interessante il risultato della commercializzazione del seme “Superbrown” con ben 234.750 dosi vendute, più della metà esportate».
La Federazione Allevatori gestisce direttamente Malga Juribello a Passo Rolle e Malga Pozze in Val di Sole. A Juribello, in collaborazione con l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, è proseguito il programma di controllo della diffusione dello Staphilococcus Aureus nel latte delle bovine alpeggiate. I risultati ottenuti sono incoraggianti: la gestione separata, nella sola fase di mungitura delle bovine sane dalle infette, ha consentito che nessuno degli animali sani venisse infettato. Con 152 vacche da latte provenienti da una quindicina di allevamenti si è riusciti a consegnare un latte perfetto sotto l’aspetto igienico sanitario.
Nel 2014 a Juribello è continuato il lavoro sperimentale in collaborazione con l’Università di Padova sullo studio dei nutrienti e degli aromi che, dall’erba del pascolo, passano nel formaggio.
Le iniziative si completano con la gestione del locale agrituristico. Nel 2014, soprattutto a causa del maltempo, ha registrato una diminuzione del fatturato del 19,2%.
L’assemblea è terminata con la votazione per il rinnovo del consiglio, con la conferma di tutti gli otto rappresentanti in scadenza.




























