Il premier si accorda con Kompatscher e Rossi per aggiornare lo Statuto speciale. Polemica con le opposizioni per il volo di Stato e l’impiego dell’elicottero per spostarsi nelle tappe del suo tour elettorale a sostegno dei candidati sindaco di Bolzano, Trento e Rovereto
Giornata all’insegna dell’autonomia speciale del Trentino Alto Adige e del supporto elettorale alle candidature dei sindaci PD uscenti e, forse, rientranti di Bolzano, Trento e Rovereto quella di Matteo Renzi, giunto in ampio ritardo all’aeroporto di Bolzano con un volo di stato sul Falcon della presidenza del Consiglio, con a bordo tutta la pattuglia parlamentare locale.
In una saletta dello scalo bolzanino la parte politica più “pesante” per l’autonomia regionale: valorizzare l’autonomia e ampliarla lavorando assieme è la posizione condivisa dal premier Matteo Renzi e dai presidenti di Alto Adige, Arno Kompatscher, e Trentino, Ugo Rossi. A Bolzano è stato concordato il calendario che prevede di approvare entro il 2015 le norme di attuazione in attesa, istituire specifici tavoli su nuove deleghe e un metodo di lavoro per aggiornare lo Statuto.
«Vogliamo valorizzare l’autonomia e l’identità, non togliendo nulla alle specificità ma impegnandoci invece a verificare possibili deleghe in più nel percorso delle riforme. E a farlo in una cornice di lavoro condivisa» ha ribadito Renzi al suo arrivo all’aeroporto di Bolzano. Nel colloquio, Kompatscher e Rossi hanno confermato che le autonomie speciali non sono estranee al cammino delle riforme e intendono continuare a garantire il loro contributo. Con il premier hanno pertanto approfondito le prossime tappe di aggiornamento dell’autonomia e concordato un cronoprogramma che prevede entro il 2015 l’approvazione delle norme di attuazione riguardanti le deleghe di funzioni sull’attività amministrativa e organizzativa di supporto agli uffici giudiziari, sulle funzioni amministrative del TAR di Bolzano e quelle del Parco nazionale dello Stelvio.
Il memorandum prevede inoltre l’approvazione delle norme di attuazione relative al ripristino delle competenze provinciali in alcuni settori: le attività commerciali, gli standard urbanistici (in particolare di distanze minime tra i fabbricati), gli appalti, le fasce di rispetto stradali, l’ordinamento e il lavoro del personale proprio e di quello degli enti dipendenti. Accordo trovato anche sull’approvazione entro il 2015 delle norme di attuazione sulle modifiche all’uso della lingua in uffici giudiziari e amministrazioni, sul nuovo ordinamento finanziario di Regione e Province autonome, sulla toponomastica con il recepimento dell’accordo Delrio-Durnwalder, sulla delega di funzioni per l´attività amministrativa e organizzativa di supporto alle commissioni tributarie e per l´attività delle agenzie fiscali.
Il percorso condiviso Governo-autonomie prevede inoltre la costituzione di tavoli di confronto Stato-Province di Bolzano e Trento in tema di attività venatoria, scuola e formazione degli insegnanti. «Come ha detto espressamente il premier, per le autonomie speciali non si parla di diminuzione di competenze, perché non si torna indietro, bensì di salvaguardare le attuali e valutare un loro ampliamento», ha osservato Kompatscher. «Abbiamo concordato un metodo lavoro per arrivare all’aggiornamento dello statuto, in linea con il percorso di riforma costituzionale che garantisca il principio pattizio, vale a dire l’intesa. Rispetto a questo rinnovato impegno ci sarà da lavorare, in sintonia, con le delegazioni parlamentari e la Commissione dei 12», hanno sottolineato Kompatscher e Rossi.
Subito dopo l’accordo politico, Renzi è stato accompagnato da Kompatscher e Rossi alla visita dello stabilimento Stahlbau Pichler di Bolzano azienda della zona industriale in forte espansione. «Dobbiamo essere orgogliosi di una realtà come questa – ha detto Renzi – capace di andare a prendersi il futuro senza aspettarlo e in grado di cogliere le opportunità offerte da Expo». Ben 9 padiglioni dell’esposizione mondiale milanese, tra cui quello dell’Italia, sono infatti stati costruiti dall’impresa bolzanina che realizza strutture in acciaio, vetro e metallo.
Ma il messaggio che Renzi e Kompatscher hanno voluto lanciare dai capannoni della Stahlbau Pichler è stato soprattutto un altro, e ha riguardato principalmente le generazioni future. «La nostra Provincia ha il tasso di disoccupazione giovanile più basso d’Italia – ha sottolineato il presidente altoatesino – e una buona parte del merito di ciò è da addebitare al sistema della formazione duale capace di combinare l’apprendistato in azienda ad un solido percorso formativo. L’alternanza scuola-lavoro consente ai ragazzi di mettersi concretamente alla prova e permette di unire il sapere al fare: si tratta di un’eccellenza altoatesina che ha contribuito a costruire una società caratterizzata dal benessere».
«Siamo qua per copiare l’Alto Adige – ha aggiunto il premier Matteo Renzi – e per esportare il vostro modello della formazione professionale anche nel resto d’Italia. Ovunque vi sia un sistema duale, come in Austria, Germania o Svizzera, il tasso di disoccupazione giovanile è nettamente più basso rispetto al resto dei paesi europei, e il fatto che la percentuale dei ragazzi altoatesini senza lavoro sia circa un quarto della media nazionale conferma questa teoria. Più apprendistato significa meno disoccupazione e meno dispersione scolastica: non vogliamo cancellare le istituzioni classiche, ma intendiamo integrarle con un sistema capace di rafforzare l’istruzione di qualità con la concretezza della formazione in azienda».
A nome della Giunta provinciale, inoltre, il presidente Arno Kompatscher ha consegnato al Presidente del Consiglio un documento nel quale si propone di aggiornare alcuni passaggi del testo unico sull’apprendistato in corso di elaborazione da parte di Governo e Parlamento. Tra le richieste spiccano un’applicazione meno restrittiva delle normative europee sul lavoro minorile (come già attuato in Austria e Germania), nonché il collegamento all’apprendistato dell’esame di Stato che porta all’ottenimento di un vero e proprio diploma professionale.
Dopo la visita allo stabilimento, Renzi si è dedicato ad un comizio del PD in un teatro nel centro cittadino a sostegno della rielezione del sindaco Spagnolli, al termine del quale, sempre in elicottero, Renzi si è recato in provincia di Trento in visita agli impianti della Tassullo Spa e alle gallerie ipogee dove, dopo l’estrazione del calcare destinato alla lavorazione della calce idraulica per l’edilizia, gli enormi spazi vuoti lasciati dall’attività mineraria sono stati adattati a cella ipogea per la frigoconservazione delle mele della Val di Non e, prossimamente, per ospitare i server di un data center, ricevendo in regalo da Rossi una mela ed un pezzo di fibra ottica. «Il presidente trentino – ha detto Renzi – mi ha dato questa mela e la fibra e siamo in un momento in cui l’Italia riparte con l’Expo e non solo. Trovo sia un gesto simbolico molto bello. Trovo sia un luogo straordinario – ha concluso Renzi – anche per l’idea che si possa recuperare il 50% di energia elettrica dal diverso utilizzo, cioè conservazione delle mele insieme a un settore così importante come il data center, che sappiamo quanto sia fondamentale per il futuro». A chiusura della giornata in regione, renzi ha visitato la “camera pulita” per la produzione di circuiti integrati della Fondazione Kessler, fatto un comizio a sostegno del candidato sindaco di Trento Andreatta e, dopo una rapida trasafera a Rovereto nella piazzetta del Mart, a sostegno di quello di Rovereto, Miorandi.
La giornata di Renzi in Trentino ha solleticato le opposizioni, che hanno attaccato ad alzo zero sui mezzi di trasporto utilizzati dal premier. Per il consigliere provinciale e candidato sindaco del centro destra Urzì, «il volo di Stato Roma-Bolzano con cui il Premier Renzi è arrivato stamani in Alto Adige, “gentilmente offerto” dai contribuenti italiani a mezzo stato maggiore della Volkspartei ed ai parlamentari del Pd trentino, lascia un po’ sorpresi e perplessi. Quando dal guscio di acciaio è spuntata fuori tutta (o quasi tutta) la delegazione parlamentare altoatesina della coalizione di governo più d’uno ha storto il naso. Vero che comunque il volo per i parlamentari è gratis anche se preso su una compagnia aerea qualsiasi, ma quell’uso così spregiudicato è apparso come il godimento di un servizio privato, invece era di Stato. Ma non si era detto che erano pratiche da evitare?» Per Urzì «per quella che poi è apparsa evidentemente a tutti come una vera e propria visita di campagna elettorale per il partito di cui Renzi è segretario camuffata da visita istituzionale (di istituzionale a dire il vero c’è stata solo la stretta di mano con Kompatscher e Rossi all’aeroporto con l’impegno di parlare spesso di Autonomia nel corso del 2015, davvero un po’ pochino). Per uno che si propone come il moralizzatore e il rottamatore (si sperava anche di vecchie pratiche) davvero poco edificante».
Anche gli esponenti del Movimento 5 stelle attaccano Renzi per l’utilizzo dei mezzi pubblici per quella che in gran parte è stata una comparsata elettorale: per il deputato Riccardo Fraccaro «Renzi continua a gettare i soldi dei contribuenti dal finestrino. Per il suo tour di propaganda in Trentino-Alto Adige, in vista delle prossime elezioni amministrative, il segretario del Pd ha utilizzato ancora una volta elicottero e voli di Stato. Ben due aerei, uno per il premier e i parlamentari Pd in qualità di personale di bordo, l’altro per il suo staff, tra cui cinque cameraman, un fotografo, due tuttofare e il capo del cerimoniale di Palazzo Chigi. Naturalmente è stato messo a disposizione anche l’immancabile “Renzicottero” per il trasferimento tra un punto e l’altro della campagna elettorale. Inoltre, per la cerimonia di accoglienza del capo Pd, si è dovuto utilizzare un aereo dei Carabinieri con cinque alti ufficiali». Secondo Fraccaro «Renzi sembra “House of Cards”, ma in realtà è “House of Casta”: l’ostentazione più insopportabile degli sprechi e dei privilegi, un autentico insulto alle difficoltà del Paese da parte del ducetto Pd. Il costo operativo dell’elicottero è di 8.400 euro l’ora, quello di ciascun aereo di Stato è di 9.000 euro l’ora: il costo totale della propaganda volante di Renzi in Trentino-Alto Adige è di oltre 26.000 euro l’ora solo per gli spostamenti. Renzi sperpera i soldi pubblici in maniera ignobile. Renzi invece, per fare tre comizi, ha bisogno di due aerei e un elicottero pagati dai contribuenti. Abbiamo già presentato un esposto alla Corte dei Conti sulle spese pazze del segretario Pd, dovrà rispondere di questa scellerato sperpero di risorse pubbliche».
Attacchi anche da Forza Italia: per Scibelli, Garelli, Seppi e Calò «Renzi ha voluto usufruire dell’areo di Stato per giungere a Bolzano, nonostante il volo di linea arrivasse alla stessa ora ed ha inoltre deciso di spostarsi di 50 km in elicottero, contribuendo al dissesto della già precaria finanza pubblica». Per il consigliere nazionale di Fi, Alessandro Bertoldi «la visita del presidente del consiglio in Trentino Alto Adige è costata attorno ai 50.000 euro. Considerando che la visita del premier è di natura elettorale e mascherata da visita istituzionale tali sprechi, in un periodo di carenza di entrate e di crisi nera, sono inaccettabili».






























