Grande Guerra, per la celebrazione dell’avvio del conflitto i presidenti Euregio Tirolo ad Innsbruck

0
137
Innsbruck ponte dell amicizia20Ugo20Rossi2C20GFCnther20Platter20e20Arno20Kompatscher
 Innsbruck ponte dell amicizia20Ugo20Rossi2C20GFCnther20Platter20e20Arno20KompatscherKompatscher, Rossi e Platter ribadiscono i buoni rapporti tra i tre territori che oggi sono un esempio di buona convivenza e buon governo

Il 24 maggio 1915 l’Italia dichiarava guerra all’Austria, aprendo così uno dei capitoli più drammatici della storia moderna. Ad Innsbruck, nel giorno in cui un secolo fa l’Italia entrava in conflitto contro l’Austria, i tre territori dell’Euregio Tirolo rappresentati dai rispettivi presidenti – Arno Kompatscher (Provincia di Bolzano), Günther Platter (Tirolo) e Ugo Rossi (Trentino) – hanno ricordato quel tragico anniversario e ribadito l’impegno a costruire ponti per la pace.

In mattinata, sul piazzale antistante il “Landestheater” tirolese, una celebrazione religiosa è stata officiata dai vescovi diocesani di Bolzano-Bressanone Ivo Muser e di Innsbruck Manfred Scheuer e dal vicario diocesano di Trento, Tomasi, in rappresentanza dell’arcivescovo di Trento, Luigi Bressan, «La guerra ha segnato con la morte e la povertà i nostri territori – ha ricordato Sua Eccellenza, il vescovo Scherer – ed è il monito per le future generazioni contro ogni forma di violenza e guerra».

. Il programma ha visto anche la sfilata delle varie federazioni di Schützen e Kaiserjäger e di corpi militari storici. A seguire il governatore Platter ha salutato i numerosi partecipanti, tra cui vari esponenti delle Giunte provinciali, ricordando la volontà di commemorare tutti i caduti e di rinnovare l’impegno alla riconciliazione e alla gestione comune del futuro.

Arno Kompatscher ha aggiunto che al ricordo delle vittime si aggiunge quello delle cause che provocarono la Prima guerra mondiale, «che sono il nazionalismo, l’imperialismo e l’egemonismo». Per questo, ha continuato Kompatscher «oggi dobbiamo tutti trarre il giusto insegnamento dalla lezione del passato per poter continuare a lavorare assieme per un’Europa pacificata». Ugo Rossi ha sottolineato come «il Trentino è stato teatro di guerra: 70.000 sono stati i trentini che hanno combattuto per l’Imperatore, 1.000 coloro che hanno scelto di combattere come volontari per l’Italia, 110.000 i profughi che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni in direzione delle varie località dell’Impero e del Regno d’Italia», ribadendo poi «che ogni guerra è una sconfitta, e dopo due conflitti mondiali in Europa abbiamo costruito ponti e strade di pace. Ai giovani dico: siete voi il ponte ideale verso un futuro libero da conflitti e tragedie».

Nel pomeriggio, la commemorazione si è spostata nel Centro congressi di Innsbruck, dove Rossi, Platter e Kompatscher hanno discusso con i giovani dell’Euregio della storia di allora, della situazione attuale e dei passi verso il futuro. 

La giornata della commemorazione ha avuto anche un altro protagonista: l’esposizione della bandiera italiana a mezz’asta, compromesso tra l’invito del premier Matteo Renzi ad esporre su tutti gli edifici pubblici il vessillo e le proteste dell’area sudtirolese altoatesina che ha visto questa richiesta come un affronto alla storia dell’Alto Adige, territorio conquistato all’Austria dall’Italia al termine della Grande Guerra. Tante le critiche ad una decisione da molti giudicata come “cerchiobottista” o “pavida”, provenienti specie dal centro destra, che non ha dimenticato di ricordare come l’autonomia del Trentino Alto Adige sia riccamente alimentata da finanziamenti nazionali.