Emilia Romagna, le imprese femminili reagiscono alla crisi

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grafico crescita donnaLieve aumento delle imprese in rosa, con uan quota del 20,5% sul totale delle aziende attive in regione

Con un lieve aumento dello 0,1 per cento in un anno, a fine marzo sono arrivate a 84.210, il 20,5% del totale. Accelerano le società di capitale, +6,1% (740 unità), ma si riducono le ditte individuali e le società di persone. Continua la flessione in agricoltura, commercio e manifattura, bene invece servizi di ristorazione, alla persona e le attività professionali, scientifiche e tecniche.

Al 31 marzo scorso, le imprese attive femminili erano 84.210, pari al 20,5% del totale delle imprese regionali, con un lievissimo aumento rispetto alla stessa data del 2014 (+116 unità, pari allo 0,1%). La crisi pesa ancora per le imprese non femminili (-5.081 unità, -1,5%). In Italia le imprese “rosa” (1.141.019) sono aumentate in misura lievemente più ampia (+0,3%). È quanto risulta dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.

Le imprese in rosa sono aumentate nella maggioranza delle regioni italiane. L’incremento è stato più rapido in Veneto (+1,4%), quindi in Lombardia (+1,2%) e nel Lazio (+1,1%). L’Emilia-Romagna è risultata decima per crescita.

L’incremento delle imprese femminili è da attribuire alle società di capitale, che sono aumentate notevolmente (+740 unità, pari al 6,1%) e sono il 15,3% del totale, grazie anche alla nuova normativa delle società a responsabilità limitata. Fanno da contraltare la sensibile riduzione delle società di persone (-349 unità, -2,5%) e la flessione delle ditte individuali (-0,4%, -248 unità). Anche le cooperative e i consorzi fanno registrare una sensibile contrazione (-2,1%).

Quanto ai settori di attività economica. le tendenze sono disomogenee. La crisi incide ancora sull’agricoltura (-237 imprese, -1,8%), commercio (-142 unità, -0,6%) e la manifattura (-119 unità, -1,6%), ma la tendenza è positiva in quasi tutti gli altri settori. Si segnalano i servizi di ristorazione (+186 imprese, 2,1%), le altre attività di servizi (+85 unità, +0,6%), i servizi alla persona, e le attività professionali, scientifiche e tecniche (+80 unità, 2,8%).