Festa del Redentore, il saluto del neo presidente del Consiglio Regionale del Veneto

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venezia festa del redentore fuochi artificio
Ciambetti: «una festa dove il sacro e il profano s’incontrano, molto sentita dalla popolazione locale»

 

venezia festa del redentore fuochi artificio«E’ sincero il mio saluto di benvenuto a quanti giungono a Venezia in occasione della Festa del Redentore e ancor più affettuoso è l’omaggio che come presidente del Consiglio regionale del Veneto porgo ai Veneziani, a monsignor Francesco Moraglia patriarca di Venezia, e a Luigi Brugnaro, primo cittadino marciano, che s’accingono in questa giornata a perpetuare la tradizione che dal 1577 rinnova il ringraziamento per la conclusione dell’epidemia di peste che nel volgere di due anni aveva provocato la morte di almeno 50 mila cittadin». Lo scrive in una lettera, in occasione della tradizionale Festa del Redentore a Venezia, il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti. 

La missiva è stata inviata alle autorità civili e religiose ed è rivolta ai cittadini e ai tanti turisti presenti. «Se oggi l’evento festoso e soprattutto lo spettacolo pirotecnico in laguna ci ammaliano richiamando a Venezia decine di migliaia di persone – scrive Ciambetti -, vorrei ricordare ai visitatori e al turista che queste giornate sono un momento in cui la comunità locale celebra la sua storia, le sue tradizioni, la sua fede. Il Redentore è una festa in cui sacro e profano si intrecciano, la fede popolare esplode nella gioia ancora oggi, come nel 1577, l’autorità religiosa, il Patriarca di Venezia, si accompagna al sindaco della città e alle autorità civili in quello che non è la celebrazione di un rito stantio, ma roberto ciambetti presidente consiglio regionale venetol’affermazione della vittoria della vita sulla morte, la sconfitta della peste e di ogni male. Il concetto stesso di redenzione, sottinteso a questo giorno, ci riporta al valore del riscatto, la riconquista, la liberazione e la rinascita. Il vero fulcro della festa non è lo spettacolo pirotecnico che dal 1978 illumina il bacino di San Marco aggiungendo fascino e colore alla bellezza di questo luogo», ma «il ponte votivo e la basilica di Andrea Palladio, una delle più alte opere realizzate dall’architetto vicentino – prosegue Ciambetti – che la critica moderna ci spiega essere in competizione e dialogo con le moschee cinquecentesche del grande architetto Sinan a Istanbul: la Basilica del Redentore, come accade con il capolavoro di San Marco, è un ponte che unisce Venezia al Vicino Oriente ribadendo il ruolo che questa città ebbe ed ancor oggi ha nella storia». 

«Le suggestioni che questo evento sollecita non sono poche – aggiunge – personalmente mi auguro che esse siano fatte proprie dal visitatore, perché il Redentore non è uno spettacolo ma un momento gioioso di vita di una comunità e sarebbe importante se l’ospite e il turista s’avvicinassero a questo momento cercando di condividere con il popolo veneziano la gioia ma anche la riflessione sul significato e valore di questa festa. Con questo spirito – conclude – come presidente del Consiglio regionale del Veneto saluto quanti si uniranno a noi e ai veneziani per vivere questo momento di gioia».