Bruxelles approva il PSR 2014-2020 del Trentino: disponibili 300 milioni di euro per l’agricoltura

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agricoltura mani con zolla terra e piantina
Dallapiccola: «buone notizie per il comparto agricolo, ora più certezza nella programmazione per agricoltura e zootecnia»

 

agricoltura mani con zolla terra e piantinaVia libera da Bruxelles al Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della provincia di Trento, il programma che supporterà per i prossimi sei anni numerosi finanziamenti nel settore agricolo, forestale e nelle aree rurali. La spesa pubblica disponibile per l’intera programmazione è di 301 milioni di euro (di cui circa 129 milioni di contributi UE e circa 120 milioni a carico dello Stato).

Positivo il commento dell’assessore di settore Michele Dallapiccola: «un ulteriore punto di soddisfazione è rappresentato dal fatto che le risorse a disposizione sono in gran parte di provenienza europea e statale. In questi due anni abbiamo dovuto chiedere al sistema agricolo di avere pazienza, giacché non potevamo procedere al pagamento dei premi con le risorse aggiuntive provinciali a disposizione dal 2012 per via del blocco imposto dal Patto di stabilità; ora possiamo finalmente ripartire con i pagamenti e permettere così al sistema agricolo, in particolare a quello zootecnico, di riprogrammare con certezza i propri investimenti».  

L’approvazione definitiva del PSR 2014-2020 permette di passare alla fase esecutiva. In primis verranno sbloccati, entro ottobre, i pagamenti delle domande 2014 relativi all’agroambiente e all’indennità compensativa per un valore di circa 15 milioni di euro; entro metà novembre sarà posto in pagamento l’anticipo del premio sfalcio 2014 per un valore di circa 2,3 milioni di euro.

Tre gli obiettivi cardine su cui la Provincia – spiega ancora Dallapiccola – ha deciso di puntare: incremento della competitività del settore agricolo (promuovendo investimenti nelle aziende agricole e forestali volti anche alla diversificazione delle attività, investimenti nelle infrastrutture, miglioramento della professionalità e competenza degli operatori e ricambio generazionale); gestione sostenibile delle risorse naturali (sostenendo l’agricoltura di montagna per evitare fenomeni di abbandono e garantire il presidio del territorio, incentivando modelli produttivi sostenibili, migliorando la struttura dei boschi e tutelando l’elevato grado di naturalità del territorio); sviluppo territoriale e occupazione (favorendo l’inclusione sociale e promuovendo un’integrazione settoriale fra agricoltura e turismo, le cui sinergie potrebbero essere strategiche e rappresentare un’opportunità di sviluppo locale, espandendo e migliorando la qualità dei servizi offerti nelle aree rurali, introducendo nuove tecnologie e reti di nuova generazione per ridurre i divari in termini di connessione fra aree urbane e rurali).