I recital pianistici di Stefano Bollani e Roberto Prosseda esaltano la “Settimana Mozartiana” di Rovereto

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Roberto prosseda pedalpiano rovereto 2
Al Teatro Zandonai protagonisti Mozart, tra improvvisazioni e sconfinamenti jazzistici di Bollani e l’originalità del pedalpiano di Prosseda

 

Roberto prosseda pedalpiano rovereto 2La “Settimana Mozartiana” di Rovereto organizzata dall’Associazione Mozart Italia si è caratterizzata per due eventi pianistici molto originali, con protagonisti Stefano Bollani e Roberto Prosseda.

Bollani ha intrattenuto un pubblico molto caloroso con uno spettacolo che, sul filo conduttore di Mozart, ha spaziato dal classicismo al jazz, con numerose improvvisazioni libere su temi moti e orecchiabili dal pubblico presente, inframezzati dal virtuosismo istrionico di Bollani che ha piroettato con mani e corpo dalla tastiera dello Steinway gran concerto a quella dell’organo Hammond tarato su una tonalità che ricorda una marimba, spesso unendo tra loro le sonorità dei due strumenti, con la mano sinistra impegnata nel basso continuo all’organo e la destra negli arpeggi sul pianoforte.

La chiusura della “Settimana” è toccata ad un recital per pedalpiano, uno strumento ormai poco utilizzato nei concerti, ma che sta riscuotendo interesse. Protagonista dell’evento è stato Roberto Prosseda, cultore dello strumento che consta di due pianoforti sovrapposti, con quello inferiore comandato da una pedaliera simile a quella di un organo da chiesa. Prosseda per interpretare trascrizioni per pedalpiano e pagine originali per questo strumento si è fatto costruire dall’organaro Claudio Pinchi e dalla ditta Egidio Galvan di Borgo Valsugana un’apposita struttura in grado di azionare, via pedaliera, un normale pianoforte a coda, variabile dal mezza coda (come nel caso del concerto nella bomboniera del Teatro Zandonai) al gran concerto, direttamente sulla tastiera di quest’ultimo, fornendo tra diversi tipi di registro ai pedali (nota singola, doppia nota con ottava superiore e tripla nota con ottava inferiore e superiore). 

Prosseda nel suo recital assomigliante più ad una conferenza che ad un semplice concerto (ad ogni pezzo illustrava le caratteristiche della composizione e alcune note sommarie sul suo compositore) ha dimostrato una notevole la capacità tecnica nel coordinare i movimenti di braccia e piedi, culminate nel virtuosismo dei “Priéres” op 64 di Charles Henri Alkan.