Emilia Romagna, rientra l’emergenza maltempo ma i danni sono gravi

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La Regione stanzia 2 milioni per le prime esigenze. Chiesto lo stato di calamità al Governo

 

maltempo emilia romagna settembre 2015 3Rientra l’emergenza maltempo in Emilia Romagna dopo i nubifragi delle scorse ore che hanno danneggiato pesantemente il territorio e le infrastrutture. Per fare fronte alle prime esigenze, la Regione ha stanziato i primi fondi. «I due milioni stanziati sono per queste ore sono una reazione immediata per gestire gli eventi, ai livelli di quella del terremoto» ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in occasione della riunione in Prefettura a Piacenza sull’emergenza maltempo, accompagnato dall’assessore regionale alla protezione civile Paola Gazzolo.

Bonaccini ha espresso anche «cordoglio per la famiglia di Luigi Albertelli», la guardia giurata travolta dalle acque del Nure. Il presidente ha inoltre spiegato aver sentito anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti, per alcuni interventi. «Il governo deve essere vicino al territorio, anche dal punto di vista delle risorse – ha concluso – Vi staremo vicini, non passeggeremo in mezzo alla cittadinanza per fare una passerella. Abbiamo bisogno di far ripartire l’economia: il Piacentino sarà la nostra priorità».

«Ci vuole coraggio a parlare ancora di eventi eccezionali, quanto accaduto si ripeterà presto anche in altre città. Il problema è principalmente urbanistico, soprattutto in un Paese che da decenni consuma 8 metri quadrati di suolo al secondo, e l’Emilia-Romagna è ai primi posti in questa classifica di demerito» sostiene Gabriele Cesari, presidente dell’Ordine dei geologi dell’Emilia-Romagna, dopo l’esondazione dei fiumi Nure e Trebbia nel piacentino che ha provocato ingenti danni. «Questa è l’ennesima alluvione che interessa la nostra regione negli ultimi mesi dopo Secchia, Panaro, Santerno, Baganza, Bevano e Savio. I cambiamenti climatici proporranno certamente nuovi eventi meteorici intensi come quello di domenica. Un geologo lo deve sapere bene, perciò chi parla di manutenzione e pulizia degli alvei non individua il nocciolo della questione. Il problema è urbanistico. Tutte le nostre città hanno avuto espansioni e insediamenti in ogni parte del territorio, comprese rischiose aree adiacenti a fiumi e torrenti; in questo processo sono stati complici anche alcuni colleghi geologi consulenti di amministrazioni favorevoli a speculazioni spregiudicate o funzionari di enti di controllo troppo compiacenti verso “amministrazioni amiche”». Peraltro, secondo il presidente dei geologi emiliano-romagnoli, «gli stanziamenti di fondi per la prevenzione sono molto più lenti della piena dei fiumi, oltre che degli annunci, e soprattutto sono sempre più inadeguati per prevenire queste catastrofi, mentre aumentano le risorse necessarie per riparare i danni sempre più ingenti. La Regione deve avere coraggio per contrastare il consumo irragionevole di suolo, sul modello della Toscana e la sua legge regionale 65 del 2014».

Un tavolo tecnico al Ministero dell’Economia per stabilire le misure più adeguate per far fronte all’emergenza alluvione a Piacenza e stanziare risorse aggiuntive rispetto a quelle già definite dalla Regione Emilia-Romagna e un incontro con i vertici Anas sulla Statale 45. L’annuncio arriva dal sottosegretario all’Economia Paola De Micheli, piacentina, che in queste ore è rimasta in costante contatto con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. «Renzi mi ha confermato la sua visita in provincia di Piacenza – precisa De Micheli – entro la settimana. Abbiamo parlato anche degli interventi e delle misure più efficaci da assumere per dare un sostegno rapido ai sindaci e agli abitanti della Val Nure e della Val Trebbia colpiti dall’alluvione. In attesa che vengano compiute tutte le valutazioni della Protezione Civile, già domani pomeriggio avvieremo un tavolo tecnico al ministero dell’Economia per approfondire nel dettaglio le misure e stanziare le risorse aggiuntive a quelle della Regione. Sempre domani incontrerò anche i vertici Anas per un confronto sugli interventi per la Statale 45». «Come già sottolineato dal presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini nel vertice con gli amministratori locali, ricostruiremo tutto – conclude il sottosegretario – e nessun abitante dei paesi che in queste ore sono stati investiti dal disastro sarà lasciato solo. Tutti riavranno le loro case e non lasceremo tracce della distruzione che ha sconvolto le nostre splendide valli. Metteremo in campo ogni strumento per farle tornare il più rapidamente possibile alla loro bellezza».

Le piogge torrenziali cadute nella notte fra 13 e 14 settembre, che hanno causato l’emergenza alluvionale nel Piacentino, avrebbero provocato criticità anche «nell’Alta Val Ceno, nel Parmense, nei comuni montani di Bardi, Varsi, Varano de’ Melegari e Bore» segnala il consigliere regionale Galeazzo Bignami (Fi) in un’interrogazione, chiedendo alla Giunta regionale interventi urgenti anche lì «per il ripristino della viabilità nelle frazioni isolate e l’invio di aiuti ai cittadini». Infatti anche nel Parmense sono stati segnalati «allagamenti, esondazioni di canali e smottamenti», con conseguenze «di isolamento per alcune frazioni. La scuola materna di Bardi sarebbe stata evacuata dai vigili del fuoco a scopo precauzionale e numerose utenze avrebbero interrotto i servizi».

Il consigliere regionale Matteo Rancan (Lega Nord) ha depositato un’interrogazione alla Giunta regionale per conoscere lo stato di salute dei ponti nel Piacentino, stradali e ferroviari, tra anno di costruzione, interventi di manutenzione straordinaria, eventuali ampliamenti, limitazioni di capacità e tipologia dei flussi. Dopo l’alluvione in Valnure e Valtrebbia «si sono riscontrati crolli di ponti, allagamenti di immobili, frane, auto spazzate via, strade “mangiate” dall’acqua e dal fango» – ricorda – e, in una decina di Comuni, anche «case isolate e bloccate dall’acqua e interruzioni dell’energia elettrica. A Bobbio è crollato il ponte di Barberino portando con sé la conduttura del gas mentre il fiume Nure, tra Ponte dell’Olio e Bettola, in località Recesio, ha completamente eroso la carreggiata della strada statale 654 facendola crollare». 

Anche Tommaso Foti (Fdi-An) ha presentato una interrogazione alla Giunta, parlando di «ritardi nell’allertare la popolazione, interessata dall’alluvione delle frazioni di Roncaglia e Borghetto, nel comune di Piacenza», dove «molte case, garage e cantine risultano fortemente danneggiate. Ancora alle 8 della mattina del 14 settembre – afferma – gli abitanti di Roncaglia non erano stati minimamente avvisati del pericolo di esondazione, nonostante la situazione manifestatasi a monte avrebbe dovuto fare prevedere quanto poi accaduto». Inoltre, prosegue, gli «abitanti della frazione di Roncaglia» avrebbero riferito che «all’avvenuto innalzamento dell’argine maestro in una frazione del comune confinante, non sia seguita, da parte di Aipo, l’attuazione di un intervento organico e coerente», ignorando la pericolosità della situazione.

«La macchina dei soccorsi opera a pieno ritmo, attivo l’intero sistema di Protezione civile e i tecnici per il ripristino delle reti fondamentali come acqua, luce e gas» dice l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo, che ha incontrato i tecnici dell’Agenzia nazionale di Protezione civile, chiamati per i sopralluoghi nel Piacentino necessari a valutare la dichiarazione dello stato di emergenza per l’alluvione di lunedì. Gazzolo ha visitato anche Roncaglia, frazione di Piacenza duramente colpita da un’ondata di fango, detriti e tronchi trascinati dalla corrente, incontrando i residenti insieme agli amministratori provinciali e del capoluogo. 

Dopo il vertice in Provincia stamani con il presidente della Regione Stefano Bonaccini, l’assessore ha proseguito nella visita alle zone colpite, incontrando anche – insieme alla vice presidente della Provincia, Patrizia Calza – il prefetto Anna Palombi, che ha la direzione del soccorso urgente su scala provinciale. «La macchina dei soccorsi opera a pieno ritmo – ribadisce – insieme ai volontari di Protezione civile, la cui azione è stata potenziata dall’arrivo di 15 squadre dal resto della regione. I cittadini colpiti stanno partecipando, in molti danno la disponibilità ad aiutare nelle operazioni di sgombero dei detriti e di pulizia dal fango». In tutte le zone colpite «sono all’opera l’intero sistema di Protezione civile e i tecnici di tutti gli enti competenti per il ripristino delle reti fondamentali come acqua, luce e gas. Abbiamo parlato direttamente con i cittadini, che mostrano grande forza d’animo – prosegue l’assessore – e ci chiedono velocità d’azione e informazione sul risarcimento dei danni subiti. Con le lacrime agli occhi per ciò che è andato perduto, ma anche con le maniche rimboccate per pulire il prima possibile». 

Si sta provvedendo alla riapertura della viabilità, dove possibile, anche in via provvisoria o con senso unico alternato. Oggi sono cessati infatti gli allarmi emanati per i fiumi Trebbia, Nure e Ceno.maltempo emilia romagna settembre 2015