I Giovani Imprenditori dei Paesi G20 riuniti ad Istanbul

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G20YEA Instanbul 2015 delegazione dei Giovani Imprenditori di Confindustria
Per i 51 delegati di Confindustria, guidati dal Presidente Gay, priorità al tema dell’economia digitalizzata. Intensificata anche la collaborazione con il B2

 

G20YEA Instanbul 2015 delegazione dei Giovani Imprenditori di Confindustria500 giovani imprenditori hanno partecipato a Istanbul al vertice annuale del “G20 Young Entrepreneurs’ Alliance”, la rete – fondata nel 2009 proprio in Italia – che riunisce i giovani imprenditori dei 20 paesi più industrializzati. Il vertice ha preceduto di poche settimane l’omologo incontro dei Capi di Stato e di Governo in programma ad Antalya.

A Istanbul presenti anche 51 imprenditori di Confindustria guidati da Luca Donelli (responsabile Rapporti internazionali e comunitari) e dallo sherpa Nicola Altobelli, che hanno reso quella italiana una delle delegazioni più numerose. Dopo 6 anni da quando l’allora presidente Federica Guidi firmò il documento finale del primo “G8 Young Business Summit” a Stresa, ha partecipato ai lavori come relatore anche il presidente nazionale Marco Gay. E proprio Gay ha firmato il “final communiqué”, il documento che sintetizza le raccomandazioni e le azioni prioritarie dei Giovani Imprenditori che sarà consegnato alla presidenza turca, nonché ai governi tutti i paesi partecipanti. Significativa per questo motivo la presenza alla cerimonia di firma anche della Console Generale d’Italia a Istanbul Federica Ferrari Bravo.

Il “communiqué” pone come elemento prioritario lo sviluppo d’infrastrutture digitali, oggi sempre di più il cuore di un ecosistema innovativo in cui l’importanza crescente dell’interazione tecnologica, consente lo sviluppo di nuovi prodotti – anche attraverso piattaforme di collaborazione – e l’accesso a nuovi mercati. Un tema che interessa da vicino le nostre imprese e sul quale si sono concentrati i delegati italiani: «l’azione di Confindustria, anche nell’ambito del B20, è stata focalizzata sul concetto di “digitalized economy” e non più solo di “digital economy”. Un aspetto cruciale per lo sviluppo di un’economia manifatturiera come la nostra che può innovarsi anche tramite il contributo delle start-up e delle nuove imprese su scala globale – ha dichiarato Gay -. Un obiettivo che richiede un’azione coordinata di attori pubblici e privati. Per questo spero che, anche quest’anno come avvenuto in passato, il Governo italiano darà alle proposte del G20YEA la giusta attenzione».

Accanto al tema delle infrastrutture digitali, le priorità individuate dai giovani imprenditori sono state: l’adozione di misure fiscali che favoriscano l’accesso ai capitali soprattutto per le start-up, la promozione di programmi d’istruzione mirati a incoraggiare l’imprenditorialità tra gli studenti, nonché iniziative per sostenere la collaborazione tra grandi corporation e imprese più giovani.

G20YEA Lia Correzzola e Matteo Tomba delegati FVG al G20YEA 2015 IstanbulPer il Friuli Venezia Giulia hanno partecipato Lia Correzzola (Pordenone) e Matteo Tomba (Udine), entrambi veterani del progetto G20YEA. Consci dell’importanza del settore manifatturiero per il territorio friulano e per il tessuto sociale, hanno sostenuto nei vari tavoli di discussione la necessità di promuovere e sostenere l’innovazione di prodotto e di processo nelle nostre aziende, per non perdere definitivamente la capacità produttiva e il saper fare fiulano. Sviluppare quindi ulteriormente le abilità e la competitività a livello locale, ma senza dimenticare l’orizzonte globale con cui le nostre aziende devono confrontarsi e a cui si rivolgono come mercati. Per questo motivo la necessità di realizzare una “digitalized economy”, obiettivo comune degli imprenditori giovani di tutto il mondo, corrisponde perfettamente alle esigenze della Regione, che ancora oggi presenta ampi margini di miglioramento per quanto riguarda le infrastrutture digitali, la digitalizzazione delle procedure burocratiche e il conseguente snellimento del comparto pubblico, la digitalizzazione e la presenza online delle nostre aziende. 

«Il progetto G20YEA in questo contesto rappresenta per noi una grande opportunità: nel definire gli obiettivi irrinunciabili a livello mondiale per promuovere l’imprenditoria e il benessere economico – dice Lia Correzzola -, fornisce anche una serie di “ricette” e procedure già testate e validate per raggiungere questi obiettivi. Le cosiddette “best practice” che a vari livelli e in vari contesti sono state capaci di generare ambienti favorevoli allo sviluppo economico e sociale sono lì a portata di mano, in attesa che le nostre amministrazioni decidano di discuterne per decidere quali applicare e come personalizzarle per il nostro territorio». Per Matteo Tomba «la mia esperienza nel gruppo del G20YEA è iniziata nel 2008 a Stresa, dove si svolse la prima edizione. C’erano solo una novantina di delegati dei paesi del G8. Negli anni il movimento è cresciuto passando ai paesi del G20, e quest’anno allargandosi a alcuni paesi emergenti come la Somalia. Ogni anno nella tre giorni del summit abbiamo l’opportunità di confrontarci e conoscere realtà nuove che arricchiscono il nostro bagaglio culturale di giovani imprenditori».