Unindustria Pordenone ha ospitato la riunione Federmeccanica del NordEst

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Bisaro: «indispensabile fare partire la quarta rivoluzione, quella del digitale»

 

 

Unindustria PN riunione Federmeccanica NordEst 1Rappresentano 3.500 imprese e più di 200.000 dipendenti cui si sommano numeri altrettanto cospicui dell’indotto: sono le sezioni della Metalmeccanica delle Territoriali di Confindustria del NordEst i cui presidenti, riuniti a Pordenone, hanno dato definitivo impulso a un importante processo di rinnovamento culturale motivato dalla consapevolezza che il contesto globale e la competizione che ne deriva sono profondamente mutati e che ad essi, pertanto, è necessario applicare paradigmi nuovi di zecca con cui sostituire quello che ha fatto le fortune di uno degli ecosistemi industriali più importanti d’Europa.

Ecco che, come ha spiegato il padrone di casa, Gianfranco Bisaro, partendo da Pordenone per un percorso a tappe semestrale nelle varie Territoriali del Triveneto che diano visione a questo processo di necessario restyling di pensiero, regole e comportamenti dentro l’impresa, la crisi si trasforma in momento di transizione necessaria, articolata per ora in quattro punti: industria digitale, nuove competenze delle risorse umane, welfare e contrattazione.

Cuore del rinnovamento è anche la digitalizzazione dell’impresa perché, ha detto ancora Bisaro, «se è vero che il NordEst ha fondato sulla manifattura il suo sviluppo economico ben sapendo sfruttare le tecnologie delle tre rivoluzioni industriali, è altrettanto vero che è giunto il tempo, anche in quest’area del Paese, per la quarta rivoluzione, la 4.0, quella digitale per l’appunto». Ciò significa mettere in rete tra loro processo produttivo, prodotto stesso e consumatore per creare un circolo virtuoso.

Le nuove competenze vanno progettate a monte, dentro la scuola, con un infittimento del rapporto tra istruzione e mondo del lavoro, là dove l’alternanza tra banchi di scuola e impresa si rivela cruciale nel processo di educazione dei giovani al loro domani. Terzo punto il welfare, ossia l’idea dell’impresa comunità in cui imprenditore e collaboratori vivono in qualche modo un comune destino e, quarto ma non ultimo punto, i nuovi connotati della contrattazione, ossia il suo decentramento dove effettivamente il reddito si forma, vale a dire in impresa. «Da contratto nazionale a territoriale – ha aggiunto Bisaro – non di secondo livello ma in realtà unico e fondante il rapporto tra impresa e maestranze»

A conclusione – presente anche il direttore generale di Federmeccanica, Stefano Franchi – è stata ribadita e rafforzata la determinazione a mantenere questo raccordo tra le diverse Sezioni del NordEst al fine non solo di consolidare questa piattaforma ma, aspetto senza dubbio più importante, creare su questi temi una rete che faciliti i confronto. «Una sorta di benchmark permanente – ha concluso Bisaro – che ci dia l’effettiva distanza tra Sezioni. Evidente è, infatti, che c’è chi eccelle rispetto agli altri, confrontarsi crediamo possa essere la migliore strada da intraprendere per raggiungere il miglior risultato possibile». 

Il tavolo di lavoro, che aveva avuto un primo momento di riflessione lo scorso marzo sempre a Pordenone, si riunirà nuovamente tra sei mesi, a Treviso.Unindustria PN riunione Federmeccanica NordEst 2