Corte dei Conti, Zaia critica le osservazioni sollevate al bilancio della regione del Veneto

0
187
Corte dei Conti targa
Bilancio 2014 parificato con ombre sulla gestione finanziaria delle società partecipate e sulla gestione dei fondi comunitari

 

Corte dei Conti targaLa Corte dei Conti hanno parificato il bilancio della regione del Veneto del 2014, ma con alcune esclusioni e dinieghi relativi al conto del patrimonio, alla gestione finanziaria delle società partecipate e alla parte del bilancio relativa alla gestione dei fondi comunitari, cosa che ha indispettito il governatore Luca Zaia.

«Pur rispettando le conclusioni del Procuratore, non è possibile in alcun modo condividerle, soprattutto alla luce di un’indeterminata, confusa e penalizzante azione programmatoria dello Stato nei confronti delle Regioni che ne condiziona pesantemente l’azione, e pertanto invito la Corte a non accogliere le sue richieste». Nonostante sapesse che la “legittima difesa” dell’Ente regionale non avrebbe prodotto alcun ripensamento, Zaia, dopo la requisitoria del Procuratore Regionale, Carmine Scarano, si è rivolto alla Sezione regionale di controllo per il Veneto della Corte dei Conti per ribadire che la gestione finanziaria della Regione del Veneto doveva essere maggiormente premiata.

«Anche se il giudizio di parificazione c’è, non posso accettare che sia solo parziale –  spiega Zaia –, perché questa procedura non tiene in alcun conto le condizioni Autostrada A31 inaugurazione 1 tratto luca zaiaoperative estremamente penalizzanti alle quali ci costringono le politiche centraliste del governo. Mi sono permesso, non certo per irriverenza, di definire “zoppa” la competenza della Sezione regionale della Corte dei Conti, in considerazione del fatto che manca in questo procedimento un’attività di accompagnamento all’Ente Regione, un’attività preventiva di collaborazione da parte degli organi dello Stato per far sì che la funzione di controllo e di indirizzo politico svolta dalle amministrazioni locali si traduca e si evinca puntualmente nei documenti contabili e di bilancio. Invece non è così: chi amministra i territori, dopo aver subito vincoli, tagli economici continui, patti di stabilità che aleggiano come avvoltoi sul proprio operato, norme inadeguate, deve anche sopportare un giudizio poco lusinghiero da parte di chi gli ha reso difficile la vita. In sintesi: il danno e la beffa».

Tra i rilievi della Sezione della Corte dei Conti alcuni riguardano operazioni in partita di giro e poste definite di “indebitamento occulto”. Per le prime, i rilievi della Corte riguardano la possibilità che una non corretta imputazione di poste contabili all’interno delle partite di giro, potrebbe violare i principi di attendibilità nonché di veridicità di bilancio e inoltre alterare gli indicatori per la verifica del patto di stabilità. Secondo la Regione, si ritiene che la Corte esprima una propria interpretazione delle normative riguardanti la materia. In realtà, la Regione ritiene di essersi comportata correttamente, avendo evitato di portare direttamente all’interno del proprio bilancio entrate e uscite che riguardano gestioni commissariali riguardanti, tra le altre, anche i contributi per il superamento dell’emergenza alluvione del 2010 e gli interventi per fronteggiare i problemi di traffico e mobilità a Mestre, ossia gestioni che richiedono contabilità speciali e non ordinarie, perché almeno in origine nate come emanazioni statali e non regionali.

Quanto alle poste di indebitamento occulto, i rilievi della Corte riguardano in particolare due operazioni finanziarie attivate da Sistemi Territoriali spa e da Veneto Sviluppo spa. La Corte ritiene che tali azioni avrebbero dovuto essere considerate come indebitamento regionale, contribuendo a determinare il limite complessivo di indebitamento  previsto dalla normativa. Secondo la Regione del Veneto, viceversa, sulle poste di “indebitamento occulto”, la Regione sostiene che queste operazioni siano state debitamente autorizzate da appositi articoli di leggi finanziarie regionali, approvati dal legislatore regionale nel pieno della propria autonomia legislativa in materia, con tutti i crismi della legalità e della legittimità. Peraltro, tali operazioni, che risalgono a precedenti esercizi, non hanno mai trovato, così come impostate, in tutti questi anni opposizione alcuna da parte della Corte. 

Gli uffici regionali, in particolare, precisano che l’operazione di Sistemi Territoriali di acquisto di treni è un’operazione di leasing contratta nel 2010, allorché, in base alla normativa allora vigente (legge 350/2003, art. 3 comma 17), tali interventi non venivano classificati come operazioni di indebitamento per il comparto della pubblica amministrazione. Inoltre, il finanziamento BEI alla Veneto Sviluppo, è un’operazione di indebitamento contratta dalla finanziaria regionale e garantita da un pool di banche e non dalla Regione. Il contributo regionale è corrisposto a Veneto Sviluppo, sempre su esplicita autorizzazione del Consiglio regionale, solo a titolo di riduzione degli interessi, senza nessun contributo al rimborso in conto capitale. Alla luce di tali considerazioni la Regione con il debito vero e proprio contratto da Veneto Sviluppo non c’entra niente. Il contributo in conto interessi di cui sopra è stato concesso dal legislatore regionale esclusivamente al fine di consentire a Veneto Sviluppo di utilizzare le risorse BEI raccolte, per finanziare a tasso agevolato le PMI venete. 

Quanto al diniego della parifica del conto del patrimonio, della gestione finanziaria delle società partecipate, nonché della gestione dei fondi comunitari, secondo la Regione del Veneto le criticità sulla base delle quali è stato deciso il diniego sono in realtà situazioni su cui la Regione sta già lavorando e trattasi di adeguamenti a semplici prescrizioni operative che non giustificano l’assunzione di una decisione così grave. 

«Questa situazione mi ricorda quella del bombo – aggiunge Zaia –, un insetto che nonostante le ali piccole e sproporzionate rispetto alla pesantezza del corpo, riesce a volare. Quello di cui sono certo è che, nonostante gli aggravi e gli appesantimenti che lo Stato ci accolla, la Regione del Veneto continuerà a volare».

«Intendiamo comunque fare piena chiarezza su tutti i punti oggetto di contestazione –  conclude Zaia –. Nei prossimi giorni, in modo certamente irrituale, forniremo ampie ed esaurienti controdeduzioni su ogni punto. Se la Corte le rigetterà, non esiteremo a ricorrere alle Sezioni Riunite, per non lasciare ombre sulla nostra attività amministrativa, anche in considerazione del fatto che le osservazioni della Corte si riferiscono ad annualità per le quali era stata data piena parifica e non attengono a irregolarità contabili, bensì a mere interpretazioni di leggi approvate democraticamente dal Consiglio regionale».