Unioncamere Friuli Venezia Giulia, netti i segnali di ripresa dell’economia regionale

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FVG presentazione dati congiuntirali 3 trim 2015
Secondo l’indagine congiunturale del III trimestre 2015 tiene bene il manifatturiero, ossigeno anche alla domanda interna. Primi segnali di inversione nelle costruzioni, storicamente le più vessate

 

FVG presentazione dati congiuntirali 3 trim 2015La manifattura del Friuli Venezia Giulia continua a restituire ottimi segnali all’interno di un trend che ora, come sottolinea il Presidente di Unioncamere FVG, Giovanni Pavan, evidenzia segni di ripresa anche sul mercato interno ed è questo, probabilmente, uno dei dati che contraddistinguono maggiormente l’analisi che il sistema camerale regionale mette puntualmente a disposizione dell’opinione pubblica.

«Rassicura anche – spiega Pavan – il fatto che per la prima volta il saldo del Commercio sia positivo e che, lo dico con cognizione di causa provenendo dal quel mondo, le Costruzioni, seppur sostenute da numeri ancora molto deboli, stiano lentamente uscendo dalla palude».

Dall’analisi emerge altresì che in regione, a fine settembre scorso, il calo di imprese attive (92.366) rispetto allo stesso periodo del 2014, è stato del -1,17%, contrazione determinata dalle società di persone (-2,6% pari a 469 imprese attive in meno) e dalle imprese individuali (-1,3%, 760 imprese attive in meno) cui si contrappone un incremento delle società di capitale (+0,9%, 159 imprese attive in più). «Tutto questo non è certo frutto di meccanismi aggregativi – ha osservato ancora Pavan ma è certo che negli ultimi anni forme diverse di partnership commerciale e gestionale come i contratti di rete, sulle quali le CCIAA hanno fortemente investito, si sono rivelate strategiche per la sopravvivenza di piccole imprese alla ricerca di nuovi sbocchi su mercati esteri». Al netto del Primario, le imprese attive sono calate dello 0,8% (-630 unità). Continuano a calare le imprese della manifattura (-1,7% rispetto al 30 settembre 2014), quelle del commercio (-1,3%), le imprese dell’edilizia (-1,9%), quelle dei trasporti (-3,1%). Crescono le imprese attive dei servizi alle imprese, soprattutto dei servizi alle famiglie e persone (+1,6%).

Questo in sintesi il volto dell’indagine congiunturale Unioncamere Fvg presentata stamattina in Cciaa a Udine dal presidente Giovanni Pavan assieme al collega e padrone di casa, Giovanni Da Pozzo, presidente CCIAA di Udine e a Nicola Ianuale, omologo in Questlab Srl, società incaricata di elaborare l’indagine (campione di circa 1.500 imprese regionali). Proprio Da Pozzo, nel suo breve intervento introduttivo, utile anche per rivolgere un saluto ai colleghi Paoletti e Madriz e ai segretari generali delle CCIAA regionali, ha precisato che «non vi è però, sempre, un perfetto allineamento tra dati micro e macro, l’ottimismo è dovuto a un adattamento alla situazione, il fondo l’abbiamo toccato? O è una percezione reale che l’economia stia salendo? Export? Nella composizione del Pil italiano è il 20%, perciò la vera chiave di lettura è il mercato interno e non credo che, considerate le complessità, i tempi saranno rapidi».

Concetto, quello della rapidità sui tempi di ripresa, ampiamente affrontato anche dallo stesso Pavan.

Nel corso del 2015 si è ampliata la divergenza nei profili di crescita tra le economie emergenti e i paesi avanzati: i primi hanno accentuato il rallentamento del proprio ritmo di espansione, i secondi hanno consolidato la crescita. L’economia degli Stati Uniti ha continuato a beneficiare degli effetti

positivi derivanti dagli stimoli di natura fiscale e monetaria: alla significativa accelerazione nel 2°  trimestre (+3,9% su base annua), e seguita una crescita del Pil più ridotta (+1,5%) ma nel complesso resta favorevole l’andamento dei consumi e del mercato del lavoro.

Nell’area euro, il 1° semestre conferma i segnali di rafforzamento del ciclo economico emersi alla fine del 2014, grazie all’impulso fornito dal Quantitative Easing, alla discesa dei prezzi dei beni energetici e al deprezzamento del cambio. Il terzo trimestre conferma la crescita del Pil AD un +0,3% in termini congiunturale e un +1,6% in termini tendenziali. Il clima di fiducia delle famiglie e delle imprese continua a migliorare, anche per effetto della discesa (peraltro ancora moderata) del tasso di disoccupazione e della crescita degli occupati.

Le previsioni a breve periodo confermano la crescita del PIL, anche se un ritmo moderato, crescita sostenuta principalmente dalla domanda interna. I miglioramenti occupazionali continueranno a favorire la crescita del reddito disponibile e i consumi. Viceversa si prevede un rallentamento della  domanda estera: le esportazioni risentiranno del rallentamento della domanda mondiale nella parte finale dell’anno, mentre l’aumento dei consumi favorirà l’incremento delle importazioni.

La dinamica degli investimenti è attesa evolversi a ritmi ancora moderati e solo nel corso 2016 si prevede un rilancio più intenso del processo di accumulazione del capitale. Alla luce di queste tendenze, nel 2015 la crescita economica dell’area Euro si attesterà all’1,5%, per poi proseguire a ritmi superiori (1,8%) nel biennio successi

Nel 1° semestre 2015 l’economia italiana è tornata a crescere dopo la lunga fase recessiva, una crescita che confermata nel terzo trimestre del 2015 dove il prodotto interno lordo (PIL), è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% nei confronti del terzo trimestre del 2014. La variazione congiunturale del 3° trimestre è la sintesi di un incremento del valore aggiunto in tutti i principali comparti (agricoltura, industria e servizi); dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e uno negativo della componente estera netta.

Questo andamento dovrebbe essere confermato nel breve periodo, tanto da stimare una crescita del Pil pari allo 0,9% nel 2015 e a +1,4% nel 2016. La ripresa economica è quindi trainata dall’aumento della domanda interna che, nel 2015, dovrebbe contribuire alla crescita del Pil per 0,7%, con un apporto prevalente della spesa delle famiglie rispetto a quella in beni capitali. Leggermente negativo invece l’apporto della domanda estera netta (-0,1%), determinato sia dal marcato aumento delle importazioni, sia dal rallentamento del commercio mondiale connesso alla riduzione dell’attività economica nei paesi emergenti.

Nel dettaglio, di seguito l’andamento dei singoli comparti.

Per il manifatturiero positivo il ciclo della manifattura: +4,2% il fatturato complessivo (positivo da sette trimestri), +4% quello estero, +2,5% la produzione, +1,7% gli ordini esteri, +2,6% quelli interni. Si confermano i segnali positivi per l’occupazione (+0,5% anche nel 3°trimestre). Stabile il grado di utilizzo degli impianti, che in questa rilevazione sfiora il 70%.

Le previsioni positive manifestate dal 32% degli imprenditori intervistati superano la quota di imprenditori che prevedono un calo nel 4° trimestre (26%). Il saldo torna quindi ad essere complessivamente positivo: un risultato determinato dal comparto Legno-Mobile, e da quello dei Metalli, mentre maggiore incertezza viene espressa dagli imprenditori della Meccanica.

Per il commercio al dettaglio per il terzo trimestre consecutivo si confermano positive le vendite (dopo il +1,2% del 1° trimestre ed +1,1% del 2° trimestre, si registe un +2,1% nel 3° trimestre), in calo l’occupazione (-0,6%). Aumentano i costi totali (+0,8%), ed i prezzi di approvvigionamento (+1%), mentre i prezzi di vendita salgono di +0,5%. Quanto alle previsioni per la prima volta il saldo è positivo. Gli imprenditori del Commercio che prevedono un aumento delle vendite sono il 37%, al contrario gli imprenditori che prevedono un calo nel 4° trimestre sono il 24%. Complessivamente le previsioni restano sempre piuttosto incerte anche per la prevalenza di imprenditori che indicano una stabilità (39%).

I servizi all’ospitalità restano in area positiva le vendite (nel 3° trimestre: +3,2% la var. tendenziale), in leggera crescita l’occupazione (+0,84%). Risultati che sembrano fortemente correlati ad un stagione molto positiva per il turismo e in generale per l’ospitalità italiana. Le previsioni vedono il saldo d’opinione negativo in quanto riflette la forte stagionalità di questo comparto.

Le costruzioni sono un comparto che sembra tornare a galla. Con segno negativo positivo si presentano le commesse (+0,6%) e la produzione (+1,5%). Restano in area negativa il fatturato (-0,5%) e occupazione (-2%). Calano leggermente i costi. Le previsioni sono positive perché il saldo è di segno più, infatti gli imprenditori “positivi“ sono il 28%, al contrario gli imprenditori che prevedono un calo nel 4° trimestre sono il 22%. La metà degli imprenditori intervistati resta su una prospettiva di stabilità e di per se questa indicazione ci pare significativa dopo tanto pessimismo.

Il settore vitivinicolo vede positivo il fatturato (nel 3° trimestre 2015: +4,8% la var. tendenziale) in particolare quello interno perché quello estero si ferma a +0,8%. Aumentano la produzione (+5,4%), gli ordini interni (+5,4%), sono invece fermi quelli esteri. Cala l’occupazione (-2,8%). Quanto alle previsioni,  il saldo d’opinione è in area positiva (+23%) per effetto di un 39% di imprese che pensano ad un 4° trimestre in crescita ed un 15% in calo. Prevale comunque una linea di stabilità (46%).

Quanto alla logistica gli indicatori sono positivi: +3,3% il fatturato, +0,3% prezzi di vendita, +1% l’occupazione. Nelle previsioni prevalgono gli imprenditori che indicano una stabilità (52%).