Emilia Romagna, la Regione approva il nuovo piano rifiuti

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Bonaccini: «siamo tra realtà più avanzate in Europa»

 

emilia romagna discarica compressioneLa Giunta regionale dell’Emilia Romagna ha approvato il nuovo Piano rifiuti, che punta a ridurne la produzione, ad aumentarne il riciclo e il recupero di energia.

Ora è al vaglio dell’Assemblea legislativa. Per il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, questo piano «ci colloca tra le realtà più avanzate in Europa”. Per l’assessore all’ambiente, Paola Gazzolo, si tratta di «un Piano innovativo, che anticipa le tappe fissate dall’Ue e che consentirà ai cittadini di risparmiare».

Sono previsti solo tre impianti di discarica in Emilia-Romagna, in via prioritaria per i rifiuti speciali, e la cessazione dei conferimenti di rifiuti urbani indifferenziati in due degli otto inceneritori. La Regione, con il nuovo Piano, intende arrivare a riciclare entro il 2020 almeno il 70% di carta, metalli, plastica, legno, vetro, organico e ridurre al 5% lo smaltimento a partire dal conferimento in discarica. Obiettivi ambiziosi se confrontati con quelli indicati dall’Europa: 60% di raccolta differenziata al 2025 (65% al 2030) e, per lo smaltimento e il conferimento in discarica, il 10% entro il 2030. Da sottolineare come oggi questa percentuale in Italia sia prossima al 40%.

«Un nuovo approccio, dunque, nella gestione dei rifiuti – sottolinea il presidente – per produrne di meno, per differenziare e riciclare di più, e per consegnare alle generazioni future un territorio più pulito, sano e stabile dal punto di vista economico». L’assessore Gazzolo spiega che «il Piano, che intende uniformare e integrare principi e azioni che dovranno essere realizzati sull’intero territorio dell’Emilia-Romagna, garantirà una gestione più innovativa e razionale, volta a ottimizzare l’uso dell’impiantistica esistente su scala regionale e a porre le basi per una tariffa unica di smaltimento. Tutto ciò avrà anche ripercussioni importanti e positive in termini di risparmi per i cittadini, che vedranno a regime una riduzione delle proprie bollette».

Il Piano sposta l’attenzione sulla parte a monte della filiera e non più su quella terminale, lo smaltimento, affrontando i temi della riduzione del rifiuto, della raccolta e dell’industrializzazione del riciclo. Quest’ultimo aspetto sarà affrontato anche promuovendo accordi volontari per valorizzare i rifiuti differenziati nell’ambito di cicli produttivi locali, favorendo quindi lo sviluppo delle aziende della “green economy”.

Già promosso a pieni voti dall’Europa, il Piano stabilisce un nuovo approccio nella gestione dei rifiuti, in continuità con quanto previsto nella legge regionale 16/2015. Tra gli obiettivi, anche l’autosufficienza per lo smaltimento nell’ambito regionale, mediante l’utilizzo ottimale degli impianti esistenti. Il Piano assegna alla “tariffa puntuale” un ruolo determinante per il raggiungimento degli obiettivi: il principio è “paghi quanto butti”, che punta a premiare i comportamenti virtuosi. Le azioni concrete che consentiranno di raggiungere gli obiettivi del Piano sono quindi la tariffazione puntuale, gli accordi di filiera previsti e in parte già sottoscritti, il fondo incentivante previsto dalla legge regionale 16/2015.

Il governo regionale ha anche sottoscritto nella sede del municipio di Forlì il nuovo accordo di funzionamento dell’inceneritore locale gestito da Hera che punta a nessun sforamento, in nessun caso, del limite delle 120.000 tonnellate-anno incenerite, smaltimento solo di rifiuti urbani, nessun conferimento di rifiuti provenienti da fuori. A sottoscrivere l’accordo, di durata quinquennale con possibilità di rinnovo, il sindaco della città, Davide Drei, e il presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Presenti alla cerimonia l’assessore regionale all’ambiente, Paola Gazzolo e l’assessore comunale, Nevio Zaccarelli, oltre a rappresentanti della provincia di Forlì-Cesena e di Hera.

«Questo accordo è la concretizzazione di chi le cose le dice e le fa – ha commentato il presidente Bonaccini -. Nella riunione della giunta regionale lo scorso ottobre qui a Forlì ci eravamo presi l’impegno di dare una risposta alle preoccupazioni di questo territorio, dove è attivo anche un altro inceneritore privato, in merito ai contenuti del decreto governativo “sblocca Italia” di vedere salire l’attività del locale impianto. Ora con l’accordo che abbiamo sottoscritto poniamo fine ai timori dei forlivesi, perché anche nel caso, e mi auguro che non succeda più, dovessimo fare fronte ad emergenze rifiuti di altre regioni, com’è accaduto con la Liguria, l’inceneritore di Forlì non verrà utilizzato».

Bonaccini ha poi sottolineato come la regione Emilia-Romagna sia ad un passo dal dotarsi di un piano rifiuti quanto mai ambizioso: «tra poche settimane porteremo all’analisi e alla approvazione dell’assemblea regionale il piano dei rifiuti. I suoi contenuti, se rispettati, ci permetteranno nei prossimi anni di portare la raccolta differenziata, al 70%, permettendoci di chiudere un paio di inceneritori e quasi tutte le discariche».

Soddisfatto il sindaco Drei: «la nostra città continua a lavorare nell’ottica di una società post incenerimento, verso quella “economia circolare” in cui il rifiuto è una risorsa da sfruttare e riutilizzare. In questa ottica l’accordo di oggi sancisce che le nostre preoccupazioni e richieste sono state ben recepite dalla regione e dal gestore dell’impianto».