Brennero, allarme rosso per la probabile chiusura del confine ai migranti da parte dell’Austria

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Frontiera brennero controllo polizia
Oltre a sospendere Schengen, il governo austriaco intende porre un limite fisso complessivo di 127.500 immigrati fino al 2019. Preoccupazione in Alto Adige

 

Frontiera brennero controllo poliziaLa proposta da parte dell’Austria di sospendere gli effetti dell’accordo di Schengen ripristinando i controlli ai suoi confini ha fatto scattare l’allarme rosso anche in Italia e in particolare al valico del Brennero da dove solitamente transitano tutti gli immigrati provenienti dal fronte meridionale.

Lo scenario è visto con estrema preoccupazione da parte del governatore altoatesino Arno Kompatscher che si è immediatamente consultato con il suo collega tirolese Gunther Platter, anche per il significato politico che la riproposizione dei controlli ai confini porrebbe all’interno degl equilibri dell’euroregione Tirolo composta da Trilo, Alto Adige e Trentino.

Secondo Kompatscher, «se l’Austria chiude i confini ad Est attualmente sotto pressione dagli arrivi dai Balcani, una fetta del flusso migratorio potrebbe riversarsi sul Brennero, con forti ripercussioni sull’Alto Adige nel caso di blocco alla frontiera con l’Austria».

La questione sarà affrontata il 25 gennaio a Brdo in Slovenia nel corso della riunione delle regioni dell’arco Alpino.

Intanto, il giro di vite sulla politica dell’accoglienza da parte dell’Austria prosegue con la proposta da parte del vice cancelliere Reinhold Mitterlehner di introdurre un “tetto limite” complessivo alle presenze di immigrati nel paese di 127.500 unità valevole fino al 2019 su cui il governo austriaco ha trovato l’accordo e che prevede che per il 2016 Vienna accetti solo 37.500 profughi. 

Il cancelliere Werner Faymann ha parlato di un «valore indicativo» che si orienta a un livello massimo di 1,5% della popolazione austriaca. Il vice-cancelliere Mitterlehner ha detto che saranno compiute le verifiche di legge necessarie per evitare che la nuova normativa possa pregiudicare il diritto d’asilo. Ha fatto riferimento al modello svedese che prevede un limite alla capacità di elaborare le richieste di asilo. In discussione c’è anche la possibilità di sospendere per un periodo di tempo nuove richieste o di creare nelle aree di confine delle zone di attesa. 

Il cancelliere Faymann ha anche detto di aver compiuto questo passo dopo essersi consultato con Angela Merkel: «il coordinamento con la Germania resterà stretto», ha aggiunto il cancelliere, rinviando colloqui concreti a dopo il decreto. 

La questione di un tetto limite tiene banco anche in Germania ed è uno dei cavalli di battaglia dell’alleato di governo della Csu. Finora però la cancelliera ha sempre rifiutato di accordare l’introduzione di un limite al flusso di profughi verso la Germania. «Valuteremo le conseguenze quando eventualmente si verificheranno» ha detto il capo della cancelleria e coordinatore della gestione dell’emergenza migranti in Germania, Peter Altmeier, commentando la decisione austriaca. Per Altmeier, la decisione di Vienna non configura un vero e proprio tetto ma un valore indicativo: «e questo è qualcosa d’altro. Bisogna dunque attendere».

«Il governo tedesco punta sempre a una soluzione comune europea che riduca in maniera sensibile e duratura il numero dei profughi, partendo dalle cause che producono le fughe» è la dichiarazione del portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert. Sul piano politico, invece, la decisione austriaca rilancia le richieste della Csu, il partner bavarese di governo, di una soluzione simile anche per la Germania. «Lo fanno gli austriaci e quindi dobbiamo farlo anche noi», ha detto il segretario generale del partito Andreas Scheuer da Wildbad Kreuth, dove i deputati regionali della Csu sono riuniti per il seminario invernale, al quale è attesa anche Angela Merkel. 

La decisione austriaca ha spinto il capogruppo della Lista Civica Trentina Rodolfo Borga a stilare un’interrogazione. «Se il blocco di confine venisse attuato, a sopportare le conseguenze sarebbe il Trentino Alto Adige. A tal riguardo si rileva che il flusso verso l’Austria è stimato in 700 persone al giorno. Un numero con tutta evidenza elevatissimo, se si considera che attualmente i richiedenti asilo ospitati in Trentino sono circa 950. La quasi totalità dei richiedenti asilo sono maschi adulti (che nella maggior parte dei casi non otterranno lo status di rifugiato). La presenza di minori, donne e famiglie è quindi del tutto minoritaria». 

Borga ricorda come la questioen sicurezza sia legata a doppio filo con l’immigrazione: «anche in Trentino alcuni richiedenti asilo si sono resi responsabili di reati, legati principalmente allo spaccio di droga, anche in danno di minorenni. A quanto è dato sapere, alla denuncia dei responsabili (le criminali leggi recentemente introdotte dal Parlamento italiota hanno escluso di regola la possibilità dell’arresto) non segue alcun provvedimento di carattere amministrativo concernente la permanenza in Italia (a spese del contribuente) di questi delinquenti. In tale contesto la provincia di Trento ha sempre dato la massima disponibilità nell’accogliere richiedenti asilo ed anche recentemente la Giunta si è dichiarata pronta a sostenere la Provincia di Bolzano qualora Austria e Germania sospendano Schengen». 

Stante questo scenario, Borga chiede «se non sia il caso che, giunti a questo punto, la provincia di Trento subordini la propria disponibilità all’accoglienza ad alcune condizioni e segnatamente: a) all’invio in Provincia in luogo di maschi adulti, di donne, bambini e famiglie; b) all’invio di stranieri provenienti da Paesi che si trovino in situazioni tali da far presumere la concessione dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria (così da evitare di trovarci tra un paio d’anni con clandestini da rimpatriare); c) all’attivazione di misure amministrative che comportino l’espulsione immediata dei richiedenti asilo che si rendono responsabile di reati dolosi, così da evitare la presenza in Provincia di delinquenti certificati, mantenuti, peraltro, dal contribuente italiano».stazione ferroviaria brennero 1