Illustrata a Longarone (Bl) la strategia macroregionale alpina Eusalp

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Eusalp Longarone Luca Zaia Roberto Maroni
Alla presenza del presidente della regione Lombardia Maroni, di quella del Veneto Zaia e di amministratori pubblici locali spiegati quali gli obiettivi e come raggiungerli in vista della conferenza di lancio a Brdo in Slovenia

 

Eusalp Longarone Luca Zaia Roberto MaroniSi è svolta a Longarone, in provincia di Belluno, la presentazione della Strategia macroregionale alpina Eusalp, appuntamento di preparazione della conferenza di lancio in programma a Brdo, in Slovenia, il 25 e 26 gennaio prossimi.

Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto e Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia e coordinatore delle regioni italiane del Gruppo di lavoro Eusalp, insieme agli assessori regionali veneti all’ambiente, Gianpaolo Bottacin, allo sviluppo montano e ai Fondi UE, Federico Caner e al segretario di Unioncamere, Gian Angelo Bellati, hanno illustrato a una numerosa platea composta da amministratori pubblici, rappresentanti delle categorie economiche, stakeholder, quella che, nel titolo dell’incontro è stata definita “una sfida comune per gli stati membri e le Regioni”.

Le Strategie macroregionali sono uno strumento dell’Unione Europea per affrontare e gestire attraverso un’azione concertata, in aree geografiche transfrontaliere, sfide e opportunità comuni, problemi non risolvibili a livello di singola regione o di singolo Stato. Si tratta di forme di cooperazione territoriale che favoriscono un uso più efficace delle risorse finanziarie disponibili: le strategie macroregionali non posseggono una loro dotazione finanziaria specifica, ma promuovono iniziative che possono essere finanziate con fondi strutturali e di  investimento europei e fondi nazionali (come programmi operativi regionali FESR, FSE, FEASR, programmi di cooperazione transnazionale e transfrontaliera, Horizon  2020, Life, ecc.).

Eusalp è la quarta Strategia macroregionale avviata (le altre sono quelle del Baltico, del Danubio e l’Adriatico-Ionica) e il suo scopo è di promuovere lo sviluppo sostenibile e la prosperità sociale attraverso la crescita e la creazione di lavoro, il miglioramento della sua attrattività, competitività, accessibilità e connettività, assicurando nel contempo la tutela dell’ambiente e il mantenimento di ecosistemi sani e in equilibrio.

Ma il vero valore aggiunto della Strategia macroregionale per le Alpi è costituito dalla capacità di rafforzare l’accordo di solidarietà che lega le montagne e le aree metropolitane della regione alpina, per promuovere una crescita “inclusiva, intelligente e sostenibile”. Una realtà che conta 70 milioni di abitanti su un’area complessiva di 400.000 chilometri quadrati, distribuiti in sette paesi (Italia, Austria, Francia, Germania,  Liechtenstein, Slovenia, Svizzera) e in 48 tra regioni, laenders e cantoni. Per l’Italia sono coinvolte le regioni del Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria e le province autonome di Bolzano e di Trento.

E’ una delle aree più ricche nel mondo e tra quelle economicamente più dinamiche, innovative e competitive del nostro continente, ma al suo interno esistono ancora significative differenze che richiedono una risposta comune. Inoltre, nell’area Alpina gli organismi di cooperazione, anche se storicamente ben sviluppati, sono frammentati, causando  sovrapposizioni e discontinuità. Appare necessario, quindi, rafforzare il coordinamento tra le strutture esistenti e una migliore integrazione tra politiche pubbliche e tra queste e l’iniziativa privata. 

Il modello di gestione di EUSALP si basa sull’attribuzione della competenza politica a un’assemblea generale, che definisce le linee guida generali e le decisioni su policy e progetti, la cui presidenza viene assegna annualmente a rotazione e della competenza operativa a un consiglio esecutivo composto da rappresentanti tecnici di alto livello degli stati e delle regioni, che sovrintende all’attuazione del Piano d’azione rendendo operative le decisioni politiche. Al Consiglio esecutivo fanno riferimento nove gruppi d’azione costituiti anch’essi da tecnici esperti.

Le grandi sfide economiche, sociali e ambientali alle quali è attesa la regione alpina sono, in sintesi: la globalizzazione economica, i trend demografici caratterizzati dall’invecchiamento della popolazione e dall’immigrazione, i cambiamenti climatici e i loro effetti sull’ambiente e le condizioni di vita dei suoi abitanti, le sfide energetiche, la posizione geografica di area di transito, con la più vasta estensione di montagne d’Europa e la più bassa densità di popolazione.

«Sono le idee che muovono l’economia ed esse hanno bisogno di essere sostenute e concretizzate. Idee e progetti a noi non sono mai mancati e ora abbiamo uno strumento in più per trasformarli in realtà. Con l’avvento della macroregione Alpina si avvia un percorso nuovo e concreto, finisce il tempo delle suggestioni e inizia una sfida che la montagna deve accettare e vincere» ha detto il presidente della regione del Veneto, Luca Zaia, chiudendo i lavori dell’incontro di presentazione della strategia macroregionale alpina. «Ai bellunesi e a chi vive nella montagna veneta – ha continuato Zaia – dico che non possiamo permetterci di perdere le opportunità offerte da “Eusalp”. Stiamo lavorando per superare gli svantaggi che hanno frenato lo sviluppo di questi territori, ma bisogna lasciarsi alle spalle il periodo del “fado”, del pianto, e sfruttare pienamente quei “fattori della produzione”, rappresentati dalle risorse comunitarie e regionali che oggi sono a disposizione, quei finanziamenti e strumenti operativi concreti che attendono solo di essere utilizzati».   

Pochi istanti prima, una sollecitazione rivolta alle pubbliche amministrazioni, alle imprese e ai soggetti coinvolti, a essere protagonisti in questa “straordinaria avventura”, era venuta anche dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni: «siamo al fischio d’inizio di una partita nella quale il ruolo delle regioni non è subalterno a quello degli stati – ha sottolineato Maroni – e l’alleanza tra Veneto e Lombardia in questo contesto non potrà che rafforzarsi. Dobbiamo promuovere azioni comuni sui tre grandi temi dell’innovazione, della mobilità e dell’energia e ambiente, insieme anche agli altri partner italiani, facendo squadra tra tutte le istituzioni, dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia, con l’obiettivo finale di migliorare la vita di chi vive e lavora in montagna». Per Maroni è indispensabile imparare dai länder tedeschi e dai cantoni svizzeri, per i quali è una consuetudine radicata lavorare insieme al di là degli schieramenti politici e nell’esclusivo interesse delle popolazioni amministrate. «Eusalp – ha concluso Maroni –  non è solo un’imperdibile occasione per dare finalmente risposte realistiche alle necessità della montagna, di chi la abita e di chi in questi luoghi fa impresa, ma è soprattutto il mezzo per interloquire con Bruxelles e quindi con l’Europa senza passare da Roma».

Il governatore veneto ha quindi chiuso l’incontro ricordando i due grandi progetti che «possono consentire  alla montagna veneta – ha detto Zaia – di spiccare il volo: il Treno delle Dolomiti, per la cui realizzazione firmerò l’accordo entro la metà del prossimo mese di febbraio con il ministro alle infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio e il presidente della provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher e i Mondiali di sci a Cortina, un evento che se avremo l’onore di ospitare e organizzare, ci permetterà di promuovere l’intero comprensorio delle Dolomiti, le più belle montagne del mondo, patrimonio dell’Unesco».  

Eusalp Longarone tavolo relatori 1Per Federico Caner, assessore all’economia e sviluppo montano e alla programmazione fondi UE della Regione del Veneto, «“Eusalp” deve essere il mezzo attraverso il quale intercettare e utilizzare al meglio e più proficuamente per le nostre comunità i fondi strutturali comunitari, definendo con tutti i soggetti portatori di interesse, pubblici e privati, una strategia comune per l’area montana. All’interno di quest’ambito abbiamo, inoltre, il dovere di cercare di colmare  il divario esistente tra le zone più evolute e quelle storicamente penalizzate da mancati investimenti e politiche di scarsa efficacia, come nel caso di talune realtà montane e pedemontane del Veneto».

Caner ha ricordato le tre aree tematiche sulle quali si basa il Piano d’azione di “Eusalp” (sviluppo economico e innovazione; trasporti e connettività; ambiente ed energia) e i principali fabbisogni della montagna veneta relativi a esse: «per quanto riguarda il primo, dobbiamo migliorare l’attrattività e la competitività turistica della nostra montagna – ha detto l’assessore –, sostenendo le imprese esistenti e favorendo la nascita di nuove, puntando anche sulla formazione e la promozione delle competenze professionali in modo mirato alle esigenze della montagna. Per quanto concerne la connettività, gli obiettivi sono quelli di ridurre il divario digitale attraverso l’accesso alla banda larga e ultralarga e di aumentare la dotazione di servizi di base a favore della popolazione. In materia ambientale, di primaria importanza sono gli interventi finalizzati a prevenire e mitigare i rischi conseguenti particolarmente al dissesto idrogeologico, ma anche migliorare le condizioni di fruizione del patrimonio naturale e culturale e incentivare la produzione sostenibile di energie rinnovabili».

«Le risorse per operare su fronti così ampi e diversi – ha continuato l’assessore – le dobbiamo trovare tra i finanziamenti europei ai quali la strategia “Eusalp” può attingere, tra cui i 600 milioni di euro del Fondo di sviluppo regionale (Fesr), i 764 milioni di euro del Fondo sociale (Fse), i 1.184 milioni del Programma di sviluppo rurale Veneto (Feasr)».

Secondo l’assessore veneto all’ambiente, alla protezione civile e alla specificità della provincia di Belluno, Gianpaolo Bottacin, «se potessimo trattenere nei nostri territori le risorse che invece siamo costretti a versare al governo centrale e se godessimo di più autonomia, la stessa delle vicine province di Trento e Bolzano, il divario tra la montagna veneta e le realtà vicine non sarebbe così evidente. Ma recriminare serve a poco, il nostro impegno deve essere finalizzato a cambiare le cose e a mettere a frutto ogni opportunità che ci viene data per migliorare la qualità del vivere e del fare impresa in montagna. Ed “Eusalp” è un’occasione che non vogliamo perdere».

«Non dobbiamo più, però, parlare solo di criticità in modo quasi rassegnato – ha concluso Bottacin – ma di diversità della realtà montana, diversità che caratterizzano non solo il bellunese ma tutto l’arco alpino italiano e che vanno rispettate e valorizzate. Una specificità territoriale, insomma, che deve portare a forme di coordinamento sempre più efficaci tra realtà omogenee, come quella di cui stiamo discutendo oggi»Eusalp Longarone tavolo relatori 2