Emilia Romagna la Giunta stanzia 1 milione di euro per superare i campi nomadi

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Gualmini: «risorse a disposizione dei comuni che intraprenderanno percorsi di cambiamento». Lega Nord e Forza Italia sulle barricate

 

emilia romagna campi nomdadi zingari romNon più grandi campi, ma soluzioni insediative durevoli e dignitose, come le microaree familiari, pubbliche e private. Con un sostegno economico di un milione da parte della Regione Emilia-Romagna. La Giunta ha approvato il bando, rivolto ai comuni e alle unioni, per la realizzazione di progetti abitativi alternativi alle aree sosta di grandi dimensioni, a rischio di degrado, insicurezza, tensione sociale e condizioni igienico-sanitarie non accettabili. 

Il bando attua la legge regionale sull’inclusione sociale di Rom e Sinti che recepisce le norme europee di settore, fissando un nuovo patto tra diritti e doveri di queste comunità. «Come avevamo promesso – spiega Elisabetta Gualmini, vicepresidente e assessore al welfare e alle politiche abitative – alla legge è seguita l’approvazione del bando, che uscirà in tempi brevissimi. Il finanziamento è limitato, un milione in tutto per la regione, e sarà devoluto a quei comuni che sono maggiormente pronti e motivati a intraprendere percorsi di reale cambiamento». 

Sul finanziamento complessivo di un milione, 700.000 sono per gli interventi in conto capitale, 300.000 per gli interventi in spesa corrente. Saranno ammessi al contributo i progetti che prevedono, in conto capitale, l’acquisto nell’ambito del territorio comunale di appezzamenti da destinare alla realizzazione di micro-aree familiari pubbliche (o all’adeguamento di quelle già esistenti) da parte dei comuni o delle unioni. I progetti potranno anche riguardare, per la parte d’interventi di spesa corrente, il supporto economico per l’accesso o la gestione di abitazioni tradizionali (alloggi sul mercato, oppure gli alloggi popolari, laddove ci siano i requisiti validi, previsti per tutti i cittadini), forme di sostegno sociale ed educativo (scolarizzazione, formazione professionale, inserimento lavorativo) per l’autonomia dei nuclei familiari, interventi di mediazione sociale e dei conflitti. Ogni progetto verrà finanziato per l’80% del costo complessivo dell’intervento ammesso al contributo, con un limite di 250.000 euro per gli interventi in conto capitale e di 70.000 euro per gli interventi di spesa corrente.

In Emilia-Romagna sono presenti 3.077 persone (lo 0,067% della popolazione regionale, di cui 1.081 minori, ovvero il 35,13%) di etnia Rom e Sinti. La quasi totalità ha la cittadinanza italiana (95,9%). Vivono in 182 tra campi e aree (82 pubblici e 100 privati), 66 dei quali irregolari (dati ufficiali, novembre 2015). I campi considerati di grandi dimensioni (ospitanti da 71 a 130 persone) sono 6, 8 quelli che ospitano da 41 a 70 persone. Quelli più piccoli (massimo 40 persone), perlopiù aree di sosta, sono 166. Le province con il maggior numero di campi e aree sono Reggio Emilia (76 insediamenti per 745 persone), Bologna (29 insediamenti per 509 persone), Modena (35 insediamenti, 325 persone), Piacenza (9 insediamenti, 180 persone) e Rimini (14 insediamenti, 197 persone). Dal 2003 al 2012 le persone inserite dai comuni negli alloggi hanno raggiunto una quota considerevole: 568 in 123 appartamenti.

La vicenda dei campi nomadi, per la quale la Giunta regionale ha stanziato un milione per chiuderli, «sarà il Vietnam della giunta Bonaccini e noi, da parte nostra, siamo già pronti allo scontro» annuncia Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega Nord, che ha manifestato la contrarietà del Carroccio al provvedimento. «In aula e in commissione – attacca Marchetti – non hanno voluto ascoltarci. Hanno preferito andare alla conta e votare a maggioranza un provvedimento dannoso e scellerato. Bene, vorrà dire che la discussione la faremo in altri luoghi. Per quanto mi riguarda ho già pronta una proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere l’abolizione di tutte le microaree. Non basta cambiare il nome a un campo Rom per risolverne i problemi. O queste persone si vogliono integrare mandando i propri figli a scuola e andando a lavorare onestamente, o non c’è verso di trovare accordi. Non siamo disposti a dare un solo euro a chi viene a casa nostra con l’obiettivo di fare i propri comodi fregandosene delle nostre regole».

Critiche anche da Galeazze Bignami di Forza Italia: «larga parte di questi individui ci prende in giro, vogliono i diritti senza i doveri, ma se sono nomadi, che si muovano ogni 15 giorni, loro presenza crea tensione sociale».