Finanza etica e credito cooperativo NordEst in convegno a Lasize

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Tema del primo incontro promosso da Bcc trentine e venete e fondo Nef

 

fondo nefLa finanza etica è stato il tema al centro del convegno intitolato “Cultura e opportunità del risparmio responsabile”, promosso da Nef, il primo fondo etico creato per il credito cooperativo in collaborazione con Amundi, in sinergia con Cassa Centrale Banca di Trento e la Federazione veneta delle banche di credito cooperativo. 

Il convegno, che si è svolto nello spazio della Dogana veneta a Lazise (Verona), si è rivolto alle 200 banche di credito cooperativo (Bcc) nazionali che, delle complessive 360, hanno aderito a fondo di finanza etica. Nef, lanciato nel luglio 2015 da Neam, società partecipata dalle Bcc trentine e venete, è nato con l’obiettivo di gestire e raccogliere investimenti fatti in Paesi e in società coerenti ai criteri “Esg” (Environment, social e governance), ovvero in strumenti finanziari che rispettano precisi criteri di gestione oltre alla sostenibilità ambientale e sociale: dai diritti umani al benessere dei dipendenti, alla trasparenza e alle pratiche anti corruzione. Il fondo Nef capitalizza oggi circa 100 milioni di euro con più di 7.000 piani di accumulo capitale in tutta Italia basandosi su 210 convenzioni con banche di credito cooperativo italiane. 

«Dal lato della finanza mancava da alcuni anni una proposta etica in coerenza con la missione del credito cooperativo – ha affermato il vicedirettore generale di Cassa Centrale Banca, Enrico Salvetta – e questa esigenza ha trovato una risposta efficace nel fondo Bilanciato Etico affidato alla società Amundi, espressione del Credit agricòle con un’ampia esperienza storica nel campo del risparmio responsabile». 

«L’obiettivo dell’incontro di Lazise è quello di sostenere un’iniziativa finanziaria, prima assoluta a livello nazionale, per il credito cooperativo – ha aggiunto l’amministratore di Neam e direttore della Federazione veneta delle Bcc, Fabio Colombera – che concretizzi l’impegno nei confronti degli investimenti correttamente concentrati nella finanza etica e in prodotti che garantiscano la sostenibilità per clienti e risparmiatori. Investire in titoli sostenibili è redditizio- ha osservato – dieci anni fa non c’era questa consapevolezza: è molto importante e significativo il successo che registrano proprio le banche territoriali proponendo la finanza etica, perché il sociale è insito nel loro Dna». Fabio Colombera ha quindi annunciato che si è deciso di devolvere una parte dei proventi a organizzazioni e Ong impegnate nella soluzione di crisi umanitarie.