A Padova convegno su regionalizzazione Irpef

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Università e Consiglio regionale discutono sull’autonomia fiscale. Ciambetti: «possibilità già prevista dalla Costituzione vigente mai realizzata»

 

convegno irpef 724x1024«Senza una reale autonomia finanziaria, fiscale e tributaria le Regioni e i Comuni non possono adempiere al loro ruolo». Così il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, nel corso del convegno svoltosi a Padova sul tema “La Regionalizzazione dell’Irpef”, promosso dal Consiglio regionale del Veneto, d’intesa con il Centro Studi sulle Istituzioni dell’ateneo cittadino.

Per Ciambetti «la Costituzione la prevedeva – ha aggiunto – però non è mai stata applicata. E’ importante spingere e rendere consapevoli i cittadini affinché da un neocentralismo imperante si ritorni a dare voce alle autonomie locali ed è di assoluto valore parlarne presso l’Università degli Studi di Padova, tanto più in vista di una prossima e mi auguro non reale modifica della Costituzione». 

A fare gli onori di casa, il Magnifico Rettore dell’Ateneo patavino Rosario Rizzuto: «oggi è una giornata importante perché l’Università di Padova torna ad ospitare un’interlocuzione con il Consiglio regionale su un tema cruciale come la legislazione sui temi della fiscalità». «Si tratta di una proposta di legge statale – ha ricordato il Consigliere segretario Antonio Guadagnini, promotore dell’iniziativa legislativa regionale – che il Consiglio regionale ha già approvato e i cui effetti varranno per tutte le regioni d’Italia. Per il Veneto, significa avere in mano l’imposta sui redditi, ovvero una grande autonomia di entrata senza la quale non esiste autonomia in senso assoluto. Con la regionalizzazione dell’IRPEF si fa un passo importante in avanti anche in direzione della trasparenza nel delicato rapporto tra servizi offerti al cittadino e prelievo fiscale». 

Il prof. Mario Bertolissi ha sviluppato il profilo istituzionale e costituzionale della tematica: «il tema di fondo di questo convegno è il concetto di “giusta imposta” ed in questo senso muove la proposta di regionalizzazione dell’Irpef. In passato sono già stati compiuti degli studi in materia, ma non se ne è fatto nulla ed in questo nulla oggi ci troviamo, ovvero nella non trasparenza, nella non possibilità di controllo da parte del cittadino sulla fiscalità che lo riguarda e nella non applicazione del principio di responsabilità. Quelli appena elencati sono i caposaldi di un ordinamento che sia anche mediocremente democratico. Il provvedimento approvato dal Consiglio regionale ha un merito indubbio: getta un sasso nella piccionaia». 

Sul profilo economico-finanziario della regionalizzazione dell’Irpef si è soffermato il prof. Carlo Buratti: «la proposta del Consiglio regionale, che mira a dare alle regioni il 100% dell’imposta, potrebbe non avere molte chance di passare. La mia proposta, sulla scorta di ciò che accade in Spagna – dove il 50% dell’Irpef è assegnata alle comunità autonome – è di sostituire quanto meno la compartecipazione all’Iva, l’Irap e l’addizionale regionale dando il 50% del gettito Irpef alle regioni e su questo 50% le regioni potrebbero, entro certi limiti, variare le aliquote, le detrazioni e le deduzioni».convegno regionalizzazione irpef veneto Gaudagnini Ciambetti Buratti Bertolissi