“Deci”: a Udine firma del memorandum di cooperazione militare internazionale

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Udine firma Deci generali Graziano generali Hermann Lattacher Austria Denis Tretinjak Croazia Attila Takàcs Ungheria e Alenka Ermenc Slovenia
Documento sottoscritto nella sede della Brigata alpina “Julia” dai rappresentanti militari di Italia, Austria, Croazia, Slovenia e Ungheria

 

Udine firma Deci generali Graziano generali Hermann Lattacher Austria Denis Tretinjak Croazia Attila Takàcs Ungheria e Alenka Ermenc SloveniaUn nuovo “memorandum of understanding” di cooperazione militare internazionale è stato siglato a Udine, nella sede del Comando Brigata alpina “Julia”, dai rappresentanti militari di Austria, Croazia, Slovenia, Ungheria e Italia.

Per l’Italia, il generale Michele Risi, comandante della “Julia”, ha ricevuto dal Capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, la delega per procedere alla sigla del memorandum. In rappresentanza degli altri Paesi firmatari del protocollo sono intervenuti i generali Hermann Lattacher (Austria), Denis Tretinjak (Croazia), Attila Takàcs (Ungheria) e Alenka Ermenc (Slovenia). 

L’evento riveste un’importanza centrale per il Comando della Brigata alpina “Julia”, in quanto l’intesa riguarda i principi per la costituzione e operatività di un European Union Battle Group – Eugb 2017, su base “Defence Cooperation Initiative” (Deci). Un atto che conferma il ruolo di “Multinational Land Force”, che la “Julia” svolge già da alcuni anni, come capofila di Ungheria, Slovenia e Croazia. Un ruolo che ha permesso di sviluppare un’importante e basilare cooperazione multilaterale in un’area geografica centrale e di importanza strategica. L’evento di Udine fa seguito ai recenti lavori della “Deci”, svoltisi a Salisburgo e presieduti dal generale Graziano, ai quali avevano preso parte i Capi delle Forze Armate di Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria e anche Albania, che è entrata solo di recente. Scopo di questa iniziativa, attivata nel 2012, è sviluppare la cooperazione multilaterale, nonché rafforzare quella bilaterale con i Paesi del bacino adriatico e delle aree immediatamente limitrofe, al fine di garantire la sicurezza regionale.