Unioncamere Veneto: cresce il commercio, ma previsioni fosche per il futuro

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Cciaa di Bolzano commercio crisi venedite grucce abiti
Gli imprenditori del settore vedono nero

 

commercio crisi venedite grucce abitiNel secondo trimestre 2016 le vendite al dettaglio hanno registrato un +1,1% rispetto al corrispondente periodo 2015. Rispetto al trimestre precedente anche l’indice destagionalizzato ha registrato una variazione del +1,2% (+3,4% il dato congiunturale grezzo). La rilevazione è stata realizzata da Unioncamere del Veneto in collaborazione con Confcommercio Veneto.

Per Giuseppe Fedalto, presidente Unioncamere Veneto, quelli emersi «sono dati ondivaghi: alla continua crescita delle vendite si affiancano ordini in calo dopo oltre un anno di tendenza positiva. Ma l’aspetto che più preoccupa è quello legato alle previsioni degli imprenditori che si attendono periodi di forti contrazioni». Fadalto osserva che «i piccoli esercizi continuano a soffrire e la timida ripartenza respirata negli ultimi trimestri ha già terminato lo slancio». 

La dinamica positiva delle vendite è data in particolare dal fatturato dei supermercati e grandi magazzini (+1,5%), seguiti dal commercio al dettaglio non alimentare (+0,6%). Male gli esercizi al dettaglio alimentare (-0,9%). «I negozi di vicinato continuano a soffrire – rileva Massimo Zanon, presidente di Confcommercio Veneto -. Ma anche il dato positivo registrato negli esercizi di medie e grandi dimensioni, soprattutto sul fronte dei consumi, si è già smorzato a partire da fine luglio. Ad agosto si è registrato un sentiment negativo, sia da parte dei consumatori che sul piano delle imprese, comprese quelle di grandi dimensioni. I prezzi di vendita hanno segnato un -0,1%) rispetto al +0,2% del trimestre precedente». 

I prezzi sono risultati in aumento per il commercio al dettaglio non alimentare (+0,5%) e per quello alimentare (+0,3%). Negativa la variazione per supermercati, iper e grandi magazzini (-0,5%). Gli ordinativi, dopo oltre un anno col segno positivo, sono tornati in calo dello 0,3% specie nel commercio al dettaglio non alimentare (-0,6%), ma anche nell’alimentare (-0,2%). Indicatori stabili per supermercati, iper e grandi magazzini, al contrario le aree commerciali più piccole hanno messo a segno un -1,2%. Più 0,7% su base annua per l’occupazione confermando la dinamica positiva dello scorso trimestre (+1,8%). L’aumento è stato soprattutto nei supermercati, iper e grandi magazzini (+2,1%), -1,2% nel commercio al dettaglio alimentare e -0,9% non alimentare. 

Scende la fiducia degli imprenditori per i prossimi tre mesi. Il saldo tra chi prevede un aumento e chi un calo del volume d’affari crolla a 17,2% punti percentuali (+1 nel trimestre precedente), al pari degli ordini che registrano un 22% (-4,8%). Peggiora pure il saldo dell’occupazione che si attesta a -3,7% contro il +2,5% precedente, mentre sul versante dei prezzi di vendita gli imprenditori si aspettano un calo del 5% rispetto alle previsioni di aumento dello scorso trimestre.