Trieste inaugurata al porto mega chiatta per manutenzione maxi yacht

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Porto trieste chiatta manutenzione maxi yacht 2
Iniziativa della Cartubi. La chiatta può immergersi fino a 10 metri di profondità

 

Porto trieste chiatta manutenzione maxi yacht 2Una mega chiatta di 90 metri, unica in Italia, capace di operare sui super yacht lunghi fino a 120 metri. Uno spazio, quello del piazzale Est Yacht division, che nel porto di  Trieste sarà destinato all’alaggio delle lussuose imbarcazioni che in un numero sempre maggiore si stanno spostando dal Tirreno all’Adriatico.

Una realtà e un progetto che sono stati oggetto di una cerimonia dedicata ad un simbolico varo, con lancio e beneaugurante rottura della bottiglia, a cui ha fatto da madrina la presidente del Friuli Venezia, Giulia Debora Serracchiani, cui ha partecipato anche il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza.

Il presidente di Cartubi, Mauro Franco, che assieme alla Ocean ha acquistato la mega chiatta in grado di immergersi fino a dieci metri di profondità, ha voluto manifestare la propria soddisfazione per il dialogo e la collaborazione che si sono instaurati fra le imprese e le istituzioni.

Ma sono state le parole del commissario dell’Autorità portuale, Zeno D’Agostino, a rappresentare quale sia l’atmosfera che si respira oggi nello scalo giuliano: «l’entusiasmo che c’è in questo momento a Trieste fra operatori portuali e fra gli imprenditori non è riscontrabile in nessuna altra parte del Paese e il nostro ruolo è quello di assecondare questo positività e favorire lo sviluppo».

Da parte sua, Serracchiani ha espresso soddisfazione per la sinergia che si è creata fra il commissario, gli investitori e la Regione: «il risultato è che tutto ciò sta facendo del porto di Trieste un luogo dove si crea lavoro». Serracchiani ha poi voluto sottolineare come la Cartubi stia andando nella direzione giusta, intercettando una quota importante del mercato del refitting per i super yacht, arrivando prima degli altri tradizionali concorrenti. E parlando di grandi potenzialità che finalmente lo scalo di Trieste riesce a sfruttare, la presidente ha citato il regime di Porto Franco e l’opportunità, anche in questo caso unica, di poter fare all’interno dell’area attività logistica di prima produzione.

Sullo sfondo la politica della Regione, ha spiegato Serracchiani, ovvero il lavoro per la costruzione del nuovo sistema portuale del Friuli Venezia Giulia che parte da un’unica cabina di regia per Trieste e Monfalcone e che in futuro coinvolgerà anche  Porto Nogaro. Questo, come ha spiegato la presidente, per essere pronti all’opportunità offerta della riforma nazionale dei porti che ha rafforzato il ruolo strategico di Trieste e di tutto il Friuli Venezia Giulia.