La bicicletta fa male alle donne: Khamenei la vieta

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Femmina donna in bicicletta slip
«Strumento del male, dell’impudicizia, della corruzione»: nuovo passo indietro nell’evoluzione sociale e culturale dell’Islam

 

Femmina donna in bicicletta slipNuovo cammino verso il progresso sociale femminile da parte dell’Islam sciita: Ali Khamenei, la guida suprema dell’Iran ha deciso che la bicicletta «può essere strumento del male, della impudicizia, della corruzione». Se cade nella mani sbagliate, ossia nelle mani femminili: la bicicletta dovrebbe essere vietata alle donne. Khamenei prosegue nel suo dotto ragionamento spiegando che «per una donna andare in bicicletta sarebbe pericoloso perché attira troppo l’attenzione degli uomini. Poi c’è da considerare la concreta possibilità che si possa rischiare di perdere la verginità, pedalando con foga sul sellino. In generale questo uso colpevole può quindi portare l’intera società alla corruzione».

Per tutti questi elementari motivi Khamenei ne ha vietato l’utilizzo, suscitando però l’immediata protesta delle donne iraniane che non ci stanno, che giudicano una posizione del genere del tutto insensata e attraverso twitter hanno messo in atto la loro ribellione decisa. Utilizzando l’hashtag #IranianWomenLoveCycling (“Le donne iraniane amano andare in bici”) stanno postando fotografie e video mentre pedalano in luoghi pubblici. 

La campagna è stata lanciata  dalla giornalista iraniana, esule in Gran Bretagna, Marih Alinejad che, con il suo movimento «My Stealthy Freedom» (“La mia libertà clandestina”), è impegnata da anni nella lotta contro il velo obbligatorio. In questa occasione ha invitato le sue connazionali a lottare per rivendicare il loro diritto di andare in bicicletta, costi quel che costi.

La cultura islamica non è nuova a idiosincrasie verso i mezzi di trasporto, specie se a usarli sono le donne. In Arabia da anni le donne lottano per avere la libertà di guidare l’auto che per loro è vietatissima. Ora si sono pure anche le biciclette, dove per i supremi custodi dell’ortodossia religiosa vedono con terrore che il sellino si stacchi dalla canna che lo sostiene…

La decisione è stata ripresa anche in Italia. Il presidente del centro islamico di Milano, Ali Abu Shwaima, ha recentemente sostenuto che per una donna «è più decoroso e di rispetto che non vada in bicicletta». Così per manifestare centro questa posizione le donne islamiche di molte associazioni hanno organizzato una «pedalata» tutta la femminile, una marcia di otto chilometri attraverso Milano.