Corte dei Conti parifica il bilancio della regione Veneto con piccoli rilievi

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Zaia: «la Corte riconosce la virtuosità della Regione». Polemiche dal Tosiani sul presunto debito

 

corte conti giudizio parificazione regione veneto zaia«Una Sezione di controllo della Corte dei Conti virtuosa ha parificato una Regione virtuosa». Così il presidente Luca Zaia ha salutato il giudizio di parificazione della Sezione regionale di Controllo per il Veneto della Corte dei Conti sul rendiconto generale della Regione del Veneto per l’esercizio finanziario 2015.

Al termine dell’udienza, dopo la relazione del magistrato istruttore Giampiero Pizziconi e la requisitoria del Procuratore regionale, Paolo Evangelista, la Corte, presieduta da Diana Calaciura Traina, ha dichiarato la regolarità del rendiconto 2015, con la sola esclusione del conto del patrimonio e di alcuni contributi in favore di proprie società partecipate, la locazione finanziaria relativa all’edificio cosiddetto “Palazzo della Regione” e a una questione di minima sulle partite di giro.

«Ci stiamo raffrontando in modo trasparente, persino collaborando, dove e quando possibile, con una Sezione della  Corte dei Conti brava e attenta nel sottolineare alcune criticità emerse – prosegue Zaia –. Sono certo che in altre Regioni questa attenzione non ci sia e non esista nel nostro Paese omogeneità di valutazioni e di giudizio. Ma io preferisco dovermi confrontare con dei giudici che fanno il loro mestiere, agendo esattamente come la Regione, nell’interesse della comunità veneta». 

La Corte ha promosso a pieni voti la Regione del Veneto sugli obiettivi del patto di stabilità interno e il pieno raggiungimento del pareggio di bilancio per l’esercizio 2015, ottenendo risultati di gran lunga superiori rispetto all’obiettivo fissato in sede di Conferenza Stato-Regioni, nonché sulla gestione del personale, essendo stati rispettati tutti i vincoli normativi che il legislatore ha imposto ai fini del contenimento della spesa pubblica.  

Per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse comunitarie, pur confermando le notazioni critiche dello scorso anno sulle “partite di giro”, il Procuratore ha rilevato che sul piano metodologico non si deve confondere l’aspetto gestionale amministrativo, che vede la Regione del Veneto tra le prime in Italia nella performance di realizzazione di realizzazione dei progetti con fondi UE, con quello delle scritture contabili.

Particolare attenzione la Corte ha dedicato alla gestione del settore sanitario, la cui spesa ammonta a ben 9.314 milioni di euro, cioè l’84% della spesa totale della Regione. 

«Quindi – ha rilevato Zaia – la parificazione del nostro rendiconto rappresenta una implicita approvazione della componente nettamente più rilevante del nostro bilancio, quella della sanità. Terremo sicuramente conto dei rilievi proposti dai giudici, ma, come loro stessi hanno rilevato, è necessario che i ritardi accumulati in primis dallo Stato non si riversino sulla programmazione delle Regioni e, per quanto riguarda il processo di razionalizzazione della spesa, ribadiamo con forza la necessità non solo di centralizzare gli acquisti, ma anche di introdurre i costi standard, per i quali non finirò mai di battermi. E in materia di sanità – ha aggiunto il Governatore – sicuramente raggiungeremo nuovi importanti risultati grazie alla riforma che abbiamo recentemente varato e che garantirà un’ulteriore ottimizzazione delle risorse disponibili, senza alcun ridimensionamento dei servizi ai cittadini». 

I rilievi negativi della Sezione veneta della Corte dei Conti riguardano invece l’indebitamento, le partite di giro, le partecipazioni societarie e il conto del patrimonio. In particolare: la conferma delle criticità per quanto riguarda le due operazioni finanziarie già classificate lo scorso anno come “indebitamento occulto”, riguardanti il contributo annuo di circa 13,3 milioni di euro erogato dalla Regione a Sistemi Territoriali spa e l’operazione da 1,1 milioni di euro a copertura degli oneri derivanti dall’accensione da parte di Veneto Sviluppo spa di una provvista finanziaria con la Banca Europea degli Investimenti. La Corte ritiene che tali azioni avrebbero dovuto essere considerate come indebitamento regionale, contribuendo a determinare il limite complessivo di indebitamento  previsto dalla normativa. La Regione sostiene, invece, che queste operazioni, risalenti a precedenti esercizi, siano comunque state debitamente autorizzate da appositi articoli di leggi finanziarie regionali, approvati dal legislatore regionale nel pieno della propria autonomia legislativa in materia. A questo s’aggiunge la non corretta imputazione ai fini dell’indebitamento regionale la stipula del leasing finanziario all’immobile “Palazzo della Regione” a Venezia, ex Compartimentale FF.SS.. Per quanto concerne il conto del patrimonio, pur riconoscendo il Procuratore nella sua requisitoria che la Regione ha fatto tesoro dei rilievi dello scorso anno della Corte – anche realizzando una banca dati sui beni patrimoniali che ha portato a rideterminarne in aumento del 84,6% il loro valore –, si ritiene che rimanga ancora molto lavoro da fare per completare la ricognizione del complesso dei beni regionali e per definirne il reale valore di mercato e i costi manutentivi da sostenere.    

Zaia ricorda i risultati conseguiti dalla Regione «nonostante i crescenti vincoli introdotti dalla normativa statale. La Regione del Veneto: ha mantenuto pressoché inalterata anche nel 2015 la pressione tributaria, rinunciando a una leva fiscale complessiva potenziale di 1,159 miliardi, consapevole dell’importanza di non intaccare il potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese (vedi tabella allegata); si è confermata l’unica Regione a Statuto Ordinario che non ha applicato una manovra in aumento sull’addizionale regionale Irpef; ha razionalizzato i propri costi, registrando la spesa corrente pro capite più bassa d’Italia: 2.071 euro contro una media di 2.425; ha un livello di spesa di investimento di 344 euro pro-capite, ben sopra la media nazionale che è di 276 euro p.c.; è la terza Regione con i livelli più bassi di indebitamento pro capite: 239 euro, contro una media nazionale 670 euro; con l’1,7% paga sul debito complessivo il tasso di interesse più basso tra le Regioni a statuto ordinario».

Su oltre 13 miliardi e 452 milioni di euro di spesa amministrata con il bilancio regionale «segnalo che solamente ormai circa 50 milioni di euro sono a disposizione degli assessorati per iniziative e spese discrezionali, una cifra notevolmente ridotta rispetto a qualche anno fa – sottolinea Zaia -. Ma abbiamo responsabilmente rinunciato ad attivare la leva fiscale che, come spiegato, ci avrebbe offerto un margine di 1.159 milioni di euro all’anno di extra budget, che preferiamo lasciare nelle tasche dei cittadini, per le necessità di famiglie e imprese».

Sul giudizio di parificazione intervengono i Tosiani che puntano sull’ammontare del debito della Regione che, secondo loro, «supera i 3 miliardi di euro». Per i consiglieri tosiani Giovanna Negro, Maurizio Conte, Stefano Casali e Andrea Bassi «la relazione della Corte dei Conti parla chiaro per il terzo anno consecutivo il bilancio regionale è stato ‘bocciato’ e il disavanzo è pari a -316.515.343,44 euro. I fondi ammontano complessivamente a 1.989,7 milioni di euro e i vincoli a 878,1 milioni ed elevano il disavanzo da iscrivere nel bilancio di previsione 2016, da 316,5 milioni a 3.184,3 milioni».