Dal 5 gennaio via ai saldi in gran parte del NordEst

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Confcommercio Veneto si aspetta acquisti in linea con l’anno scorso. Gabriel: «grande distribuzione ed e-commerce spengono le vetrine dei centri urbani»

 

saldi 2009 vetrine negozi 5Saldi, cresce il clima di attesa. Ma non saranno strepitosi. Lo dice la Federazione Moda Italia di Confcommercio Veneto. Per il Centro studi della Confederazione, alla fine della stagione dei saldi ogni persona avrà speso in media 140 euro, ogni famiglia 350. Perfettamente in linea con gli esiti dell’anno scorso.

«Se stiamo lentamente risalendo la china – dichiara il presidente di Confcommercio Veneto, Massimo Zanon – la strada verso l’uscita dalla crisi è ancora lunga. Non ci facciamo illusioni, ma cerchiamo di essere cautamente ottimisti: i saldi saranno sostanzialmente in linea con l’andamento dell’anno scorso, salvo i contraccolpi di un fenomeno in crescita esponenziale: l’acquisto online che, come abbiamo visto, a Natale sembra averla fatta da padrone».  

«Non ci aspettiamo un inizio scoppiettante – aggiunge il presidente della Federazione Moda Italia Veneto, Giannino Gabriel -. Complici la crisi e la concorrenza dei centri commerciali, ma soprattutto l’esplosione dell’e-commerce, che in questa stagione segna un +28% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Va detto che negli ultimi mesi del 2016 le vendite non sono andate poi male, ma i capi importanti, come giacche, giacconi e cappotti, sono rimasti in negozio. La speranza è che i consumatori si riservino di acquistarli in occasione delle vendite di “fine stagione”. Hanno venduto bene, invece, accessori e capi leggeri».

Confcommercio Veneto aspetterà la conclusione dei saldi, fissata al 28 febbraio, per tracciare un bilancio più dettagliato e completo. Rimangono sul tappeto i temi sui quali in questi ultimi anni si è aperto un dibattito serrato all’interno della categoria, che – da sempre per il rispetto delle regole – prende atto di un’evoluzione rapidissima e si interroga sul proprio futuro. 

«Le vetrine nei centri urbani continuano a spegnersi, mentre scende il livello di chi subentra ai negozi storici – dichiara Gabriel –. Facciamo appello alle istituzioni, Regione in testa, perché si avvii una vera e concreta politica di rivitalizzazione delle città svuotate dallo strapotere dei centri commerciali nelle periferie dello shopping».