A Padova assemblea dei presidenti delle Camere di commercio

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Presentato il rapporto Infocamere sull’imprenditorialità in Italia che chiude in positivo grazie all’apporto di nuove attività attivate dai giovani. A NordEst imprese in calo

impresa giovani agricolturaAccelera la crescita del sistema delle imprese italiane che chiude il 2016 con un saldo di cessazioni-iscrizioni di 41 mila unità (+0,7%) che portano il numero delle imprese italiane a 6.073.763. Questo grazie anche alle attività degli “under 35” aumentate in un anno del 10,2%: sono oltre 600.000, 63.646 in più rispetto a dicembre 2015. E’ un’Italia che cambia volto, secondo il rapporto Unioncamere-Infocamere presentato a Padova, in occasione dell’assemblea dei presidenti delle Camere di commercio: più Bed and breakfast e case vacanze (+16%), parrucchieri,estetisti e tatuatori (+23%) e meno imprese edili e manifatturiere. Tra i settori più dinamici che totalizzano il 60% delle 41 mila nuove imprese ci sono il turismo, il commercio, e i servizi alle imprese.

«La crescita dei giovani è stata davvero forte – ha commentato il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello -. C’è una loro volontà ad entrato nel mercato e ad essere imprenditori. I segnali positivi ci sono tutti in un Paese che ha grandissime potenzialità». Per quanto riguarda i settori preferiti dai giovani imprenditori, la Coldiretti sottolinea il boom dell’agricoltura con impresa su dieci condotta da giovani che opera nel settore (8,4%) «dove sono presenti 50.543 aziende guidate da “under 35” per effetto del crescente interesse dei giovani per il lavoro in campagna che si è esteso fino alla trasformazione e al commercio, con il boom delle vendite dirette dell’agricoltore di prodotti a chilometri zero». 

A determinare questo andamento, spiega il rapporto Unioncamere, è stato in particolare il rallentamento delle chiusure delle imprese (322.134) quasi 5.000 in meno rispetto al 2015. Quanto alla mappa geografica risulta in crescita il tessuto imprenditoriale delle regioni del Sud e delle Isole: con le sue 22.918 imprese in più, il Mezzogiorno ha determinato oltre la metà dell’intero saldo annuale, staccando nettamente anche il Centro (+13.386 il saldo) e il NordOvest (+6.255). In campo negativo il NordEst, che chiude il bilancio con un riduzione di 1.205 imprese (-0,1%).