“Io, Robotto – Automi da compagnia”: a Rovereto il museo Civico presenta una mostra sull’evoluzione dei robot

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Museo civico rovereto 2017 mostra robot io robotto 5
La storia e l’evoluzione dei robot da intrattenimento raccontate attraverso la più ampia esposizione di modelli in Italia attraverso oltre 90 automi che hanno segnato il progresso della robotica 

Museo civico rovereto 2017 mostra robot io robotto 5A Rovereto presso Palazzo Alberti Poja, dal 25 febbraio al 27 agosto 2017, il Museo Civico ha allestito l’interessante ed originale mostra “Io, Robotto – Automi da compagnia” che propone un percorso inedito e originale fra la storia, le intenzioni, i personaggi e le curiosità della robotica da intrattenimento attraverso oltre 90 pezzi.

Nel tempo, il robot, una delle invenzioni più promettenti dell’era moderna e dalle applicazioni infinite, ha cambiato funzioni, aspetto e identità, ha acquisito nuovi ruoli e valori didattico-sociali, dal sogno e dall’immaginazione è diventato realtà. Immaginato dalla fantasia dell’uomo, il robot ha ispirato generazioni di scrittori, fumettisti, disegnatori e registi come simbolo di una tecnologia fantascientifica al confine con l’essere umano, fino a diventare, nell’epoca contemporanea, una macchina che imita l’uomo, una creatura con fattezze e gestualità che si ispirano a lui. Raggiunta la similitudine con l’uomo e la capacità di camminare il robot è pronto per il suo domani, con un’intelligenza condivisa e i sistemi di movimento molto più semplici ed efficaci delle nostre gambe. 

La mostra “Io, Robotto” è nata dalla collaborazione tra il giornalista Massimo Triulzi, esperto di tecnologia e appassionato di robotica, e Franco Finotti, direttore della Fondazione Museo Civico di Rovereto. La rassegna svela e racconta non solo l’essenza del robot come compagno della persona in una delle dimensioni principali della vita, lo svago e l’intrattenimento, ma anche la complessa e articolata evoluzione in cui il robot è inteso ora come semplice giocattolo meccanico ora come reale traguardo tecnologico ora come strumento domestico. In questa versatilità, tuttavia, sfugge a rigide classificazioni; impossibile catalogarlo proprio per la sua natura complessa frutto di ricerca, innovazione, tecnologia e creatività. 

L’allestimento della mostra è realizzato per guidare i visitatori all’interno di una vera e propria storia della robotica di intrattenimento attraverso supporti multimediali e interattivi che presentano approfondimenti tematici per contestualizzare il robot nei diversi scenari culturali di cui è protagonista, dal cinema alla letteratura alla musica, e valorizzare le caratteristiche proprie di ogni esemplare esposto. 

Fra i modelli esposti degni di nota, il primo vero robot da intrattenimento domestico, l’Aibo ERS 111 (acronimo di Artificial Intelligence roBOt) di Sony, disegnato dal maestro Hajime Sorayama e commercializzato tra il 1999 e il 2000 con un successo straordinario, tanto che i primi 3.000 pezzi destinati al solo mercato giapponese si esaurirono in 17 secondi, e Robocco Pouring Beer Robot creato nel 2000 da Asahi, una delle più grandi aziende giapponesi produttrici di birra e bibite. Robocco è l’unico automa in grado di fungere da frigorifero, aprire una lattina di birra e versarla lentamente in un ampio e fresco boccale da servire su richiesta. 

Gli amanti della musica troveranno la Little Jammers Pro, un sistema di riproduzione sonora a 6.1 canali strutturato come un’orchestra di piccoli e perfetti automi meccanici, che riproduce una vasta biblioteca di brani jazz memorizzata su cartucce dedicate. È stato realizzato nel 2001 grazie alla sinergia tra la competenza ludica di Bandai e l’esperienza musicale di Kenwood. 

La storia della robotica è segnata anche da importanti progressi a fini didattici e sociali. Lo dimostrano Pino di ZMP (2001), una macchina che aspira a diventare uomo ispirata a Pinocchio di Collodi, di cui è esposta una versione realizzata da Tsukuda Hobby, e My Keepon di BeatBoats (2011), la versione commerciale del buffo autonoma a forma di pallina gialla con due piccoli occhi, realizzato dal dottor Hideki Kozima per studiare lo sviluppo sociale nei bambini autistici e diventato famoso in tutto il mondo grazie a un video di You Tube visto da più di 3,5 milioni di volte. 

Infine, fra i modelli più recenti c’è Nao, attualmente il più complesso e sofisticato androide acquistabile sul mercato. Sviluppato nel 2012 in differenti versioni da Aldebaran Robotics, costola della Università di Parigi, Nao può riconoscere gesti e volti, è dotato di intelligenza artificiale autonoma (Nao Life) e programmabile in differenti linguaggi, e di software per il riconoscimento vocale progettato da Nuance; ha inoltre 4 microfoni che gli permettono di localizzare i suoni con precisione, videocamere che consentono di registrare in HD e mani prensili, sensori di pressione sotto ai piedi, 25 gradi di libertà di movimento.

Ricco e dettagliato il catalogo della mostra edito da Osiride.Museo civico rovereto 2017 mostra robot io robotto 1