Bilancio di metà legislatura delle politiche di sostegno allo sviluppo delle imprese della Provincia di Trento

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PAT interventi imprenditorialità olivi et altri
In tre anni investiti dal pubblico 28,2 milioni di euro per accordi negoziali e 63 milioni di euro in protocolli

PAT interventi imprenditorialità olivi et altriNegli ultimi 3 anni, le politiche di sostegno allo sviluppo delle imprese in Trentino hanno conosciuto un cambio di passo attraverso il braccio operativo di Trentino Sviluppo.

Il cambiamento ha come “motore” l’approccio negoziale, che ha permesso a Provincia, imprese e parti sociali di mettere a punto progetti condivisi, contenenti obiettivi chiari e predeterminati. Le parole d’ordine del modello sono dunque in sintesi: partecipazione, trasparenza, orientamento ai risultati e loro verifica ex-post.

Tutto questo si è tradotto in due percorsi fondamentali: i progetti di Trentino sviluppo (protocolli d’intesa e altri interventi analoghi sottoscritti con le aziende) e gli accordi negoziali previsti dalla legge unica sull’economia (la 6 del 1999, che disciplina il sostegno provinciale alle imprese). Il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi ha tracciato un bilancio degli strumenti utilizzati dalla Provincia.

In ter anni sono stati sottoscritti 71 fra accordi negoziali e protocolli d’intesa, che hanno coinvolto in maniera diretta 151 imprese (a cui si aggiunge tutto l’indotto). L’occupazione complessivamente coinvolta ammonta a 6.647 unità. Di queste, 1.076 sono – o saranno, a regime – nuovi posti di lavoro, creati sulla base del contenuto negli accordi stessi. Gli accordi negoziali hanno comportato investimenti per quasi 69 milioni di euro, di cui 28,2 da parte della Provincia. I protocolli siglati con Trentino Sviluppo hanno comportato invece investimenti privati per 172 milioni di euro e 63 milioni di investimento pubblico. 

«Sono numeri significativi – sottolinea Olivi – che testimoniano del valore del cambio di registro che abbiamo impresso alle nostre politiche. Il dato fondamentale però riguarda i criteri ispiratori: non più i contributi a pioggia del passato, ma interventi concertati fra tutti gli attori del sistema, rivolti ad imprese che a loro volta si impegnano ad investire, per generare una forte spinta verso l’innovazione e la crescita della competitività del tessuto economico trentino». 

I protocolli d’intesa siglati da Trentino Sviluppo con le aziende prevedono la messa a disposizione dell’azienda di tutta una serie di strumenti e utilità – in ambito finanziario, immobiliare, per il supporto tecnico-scientifico, per la formazione dei dipendenti – al fine di favorire il suo insediamento in Trentino o la sua crescita industriale. Coinvolgono anche le rappresentanze dei lavoratori e gli altri soggetti di volta in volta mobilitati (università, enti e istituti di ricerca o di istruzione, enti locali) e vincolano  l’azienda al raggiungimento di particolari obiettivi di carattere occupazionale. Dal 2015 al 2017 Trentino Sviluppo ha firmato 37 protocolli che hanno coinvolti in tutto 80 aziende, finalizzati fra l’altro all’insediamento di nuove realtà produttive in Trentino (Vetri Speciali, Fly, Dr. Schär, gruppo Bonfiglioli solo per citarne alcune), al potenziamento di quelle già esistenti oppure alla ridestinazione di compendi industriali dismessi. Ciò ha prodotto un incremento occupazionale di 850 addetti e un’occupazione consolidata, a regime, di quasi 2.735 addetti. Importante anche l’effetto leva calcolato sulle operazioni condotte da Trentino Sviluppo nel 2015: ogni euro investito in strutture produttive da parte della società provinciale genererà in cinque anni 9 euro di indotto complessivo sul territorio trentino.

Gli interventi di Trentino Sviluppo hanno inoltre consentito di accrescere le sinergie fra il mondo dell’impresa ed il sistema della ricerca e dell’alta formazione del Trentino – uno dei principali fattori di attrattività del territorio – e di riutilizzare spazi per l’insediamento di nuove attività (uffici e insediamenti produttivi), o per il loro ampliamento e/o ristrutturazione.

Nello stesso arco temporale, sono stati siglati 34 accordi negoziali, che hanno coinvolto 71 aziende. Anche qui, la firma è avvenuta nell’ambito di tavoli che hanno visto coinvolti tutti i soggetti interessati, Provincia, impresa, sindacati. Gli accordi negoziali prevedono l’erogazione alle imprese, da parte della Provincia, di contributi finanziari a sostegno degli impegni di natura imprenditoriale che l’azienda si assume. Fondamentale anche in questo caso il raggiungimento o il mantenimento di precisi livelli occupazionali concordati con le parti sociali.

Gli accordi negoziali riguardano essenzialmente due tipologie di interventi: progetti di ricerca o investimenti fissi. La maggior parte degli investimenti, 43,2 milioni di euro sui 68,8 totali, è andata al sostegno alla ricerca applicata. Complessivamente gli accordi hanno portato al consolidamento di 3.912 addetti, all’incremento di 226 occupati e all’impegno a formare 176 giovani, utilizzando principalmente lo strumento della Garanzia Giovani. Gli impegni occupazionali sono soggetti a controllo da parte di Apiae, mentre l’impegno relativo all’occupazione giovanile è monitorata tramite l’Agenzia del Lavoro.