Polemica per le pesanti critiche politiche alla Serracchiani a mezzo social formulate da un giudice di Trieste

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Galeotto un post dove si giudica la presidente Dem del Friuli Venezia Giulia come «incompetente, supponente e inconsistente». Scuse e marcia indietro dell’autore

social network loghiAncora un esempio di come i “social” siano oggetti da maneggiare con estrema cautela, tale da preferire rimanerci ben lontani invece di incappare in uno dei sempre più diffusi casi di “leoni da tastiera” che poi, all’atto pratico, si trasformano in mansueti cuccioli.

A Trieste l’ultimo caso in ordine di tempo ha visto protagonista un giudice delle indagini preliminari del locale Tribunale che, nella tarda serata della scorsa domenica, ha consegnato alla Rete un giudizio senz’appello sulla capacità politica della governatrice della regione e vicesegretaria nazionale PD, Debora Serracchiani, giudicandola «incompetente, supponente e inconsistente».

Il giudica ha consegnato il suo post a commento di un post vergato da un avvocato di Fratelli d’Italia, Claudio Giacomelli: «per voi quale tra le terribili leggi della Serracchiani è la più dannosa? Uti, Sanità o Ater?» Il magistrato risponde scrivendo «credo che era meglio se la Serracchiani non fosse entrata in politica… L’incompetenza non ha colore. Ma se anche lo ha, non cambia niente: danneggia tutti da destra a sinistra. Ma questa presidente supponente e inconsistente lascerà dopo di sé il vuoto assoluto e credo che nessuno la rimpiangerà. Un errore della Storia e basta». Bum!

Lo sfogo del giudice non passa inosservato e viene amplificato a dovere dallo stesso social e dai media locali, tanto da indurre il giudica a cancellare la sua intemerata e a scusarsi pubblicamente con l’interessata con un nuovo post che sa di classico “tacon sul buso”: si è trattato di un «commento fatto di getto», rivendicando che «tutti noi cittadini fruiamo della libertà di manifestazione del pensiero», ammettendo che «mi rendo conto di aver per un attimo sottovalutato il fatto che – ricoprendo il ruolo che ricopro – era meglio non scrivessi quelle righe per ragioni di opportunità», chiedendo infine «scusa se da cittadino ho dimenticato per un attimo che le mie parole potevano essere lette come qualcosa di correlato – anche solo alla lontana – al mio ruolo». Infine, aggiunge che, «come credo molti che mi conoscono potrebbero confermare – ho sempre avuto esternamente e soprattutto interiormente il massimo rispetto per le Istituzioni».

La governatrice del Friuli Serracchiani ha replicato con eleganza: «chi ricopre ruoli che danno grande potere sulla vita delle persone non dovrebbe gettare nessuna ombra di parzialità sul suo operato. Quando ciò accade, come in questo caso, si erode la credibilità di un intero sistema, e di ciò mi rammarico prima di tutto».