Unindustria Pordenone lancia il progetto pilota di rilancio dell’occupazione giovanile nel territorio

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Via libera da Regione, Comune e Triplice sindacale. Agrusti: «iniziativa concreta per favorire l’ingresso dei giovani qualificati nel mondo del lavoro»

progetto uninustria PN giovaniUnindustria Pordenone ha presentato le linee guida del progetto pilota per il rilancio dell’occupazione giovanile nel Pordenonese di prossima sottoscrizione con l’amministrazione locale e le parti sociali. Dalla Regione è già arrivato il placet dell’assessore al lavoro, formazione, istruzione, Loredana Panariti (i sottoscrittori sono Unindustria, Agenzia Regionale per il Lavoro e Organizzazioni Sindacali) di un «documento operativo che ha l’obiettivo di promuovere i tirocini nonché, quale logica azione sia a monte sia a valle, lo scambio di informazioni sui fabbisogni formativi dei territori. Una collaborazione – ha evidenziato Panariti, sottolineando che il 33% di quanti hanno frequentato i tirocini sovvenzionati dalla Regione ha trovato occupazione – che il protocollo potrà garantire ottimi risultati se, tutti insieme, riusciremo ad essere incisivi e collaborativi».

Il presidente di Unindustria Pordenone, Michelangelo Agrusti, ha spiegato che «presentare iniziative concrete a sostegno dell’occupazione, è il nostro modo di festeggiare il 1 maggio. Numerose sono le iniziative che abbiamo messo in cantiere, impegnative da un punto di vista analitico, progettuale e realizzativo, e apparentemente temerarie. Tuttavia l’investimento sul capitale umano è indispensabile e urgente, al di là di ogni ipotesi di scenario futuristico, il mondo 4.0 non attende e richiede prontezza di azione, ambizione e capacità di adattamento. Per far fronte a questa certezza, Unindustria Pordenone ha sviluppato un progetto per sostenere l’occupazione dei giovani nelle aziende del territorio, che propedeuticamente anticipato dalle attività di education e opportunamente inserito e integrato nelle politiche attive regionali, possa migliorare le performance occupazionali e contemporaneamente rappresentare un rinnovamento generazionale e culturale delle nostre strutture organizzative».

Il progetto è costituito da un pacchetto di tre azioni finalizzate a invogliare le aziende ad assumere giovani dai 18 ai 29 anni. L’obiettivo esplicito è l’inserimento al lavoro dopo le attività formative in tirocinio di mestiere che diventa «premessa – ha aggiunto ancora Agrusti evidenziando il pre-salario da circa 500 euro che verrebbe erogato in questa specifica fase – per la loro successiva assunzione, agevolata da una riduzione del costo del lavoro. L’obiettivo implicito è invece costituito dalla motivazione dei giovani ad apprendere un lavoro, ad acquisire una professionalità anche in settori diversi da quelli del loro percorso di studio». Fanno parte del pacchetto una campagna di comunicazione rivolta alle imprese associate, nonché ai giovani e alle famiglie con l’obiettivo di sensibilizzare verso il rilievo sociale assunto dalla disoccupazione giovanile; la conferma dell’impegno di Unindustria per la promozione di forme concrete di formazione finalizzata all’inserimento al lavoro con una attività di promozione e coordinamento di Unione che si assumerà il compito di individuare presso aziende associate figure professionali caratterizzate dalla necessità di conoscenza di un vero e proprio mestiere che richiedono particolari attitudini al lavoro.

La Territoriale, tramite i propri servizi delle Aree Lavoro ed Education, ha detto Paolo Candotti, direttore generale di Unindustria, sarà a disposizione delle imprese per il supporto tecnico e promozionale dell’iniziativa e seguirà direttamente l’evoluzione del progetto nelle singole realtà. L’Agenzia regionale per il lavoro effettuerà una prima selezione dei giovani e sottoporrà all’impresa una serie di candidature per l’avvio del “tirocinio di mestiere”, attività coerente con il progetto “Garanzia Giovani” e delle ulteriori attività ad essa competenti in virtù della disciplina regionale sulle politiche attive del lavoro. Sempre l’Agenzia fornirà consulenza alle Imprese in merito alle incentivazioni previste dalla vigente normativa regionale per la stabilizzazione lavorativa dei giovani che hanno svolto il tirocinio di mestiere.

Il Pordenonese ha chiuso il 2016 con una serie di indicatori economici positivi, ma permane – almeno localmente – la percezione che la crisi non sia finita e tutto ciò nonostante la produzione industriale nella Destra Tagliamento, lo scorso anno, abbia segnato un incremento pari al 3% con un consolidamento del recupero occupazionale manifestatosi nel 2015. Tuttavia, a inizio 2017 mancavano ancora 5.000 posti di lavoro rispetto agli occupati ante-crisi del 2008. «In ogni caso – ha detto Candotti – i segnali di miglioramento occupazionale di cui sopra non interessano in egual misura tutti i settori produttivi: cresce l’occupazione nel terziario avanzato, nei servizi alle imprese, nell’ampio e diversificato settore metalmeccanico e si consolidano le posizioni nel settore del legno-arredamento mentre l’edilizia attraversa una crisi senza precedenti».