Regione Veneto, la Giunta presenta il documento di programmazione finanziaria 2018-’20

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Veneto 2015 nuova giunta regionale assessore Gianluca Forcolin
Forcolin: «quadro nazionale desolante, ma continueremo ad investire per lo sviluppo del territorio»

Veneto 2015 nuova giunta regionale assessore Gianluca ForcolinLa Giunta regionale del Veneto ha approvato il Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2018-2020 che ora verrà trasmesso al Consiglio regionale per l’approvazione. «In un quadro nazionale a dir poco desolante, la Regione del Veneto intende continuare a lavorare per lo sviluppo del proprio territorio» sottolinea il vicepresidente e assessore al bilancio Gianluca Forcolin.

Nel documento si fa presente che è dal 2010, in particolare, che le autonomie locali concorrono in modo rilevante al miglioramento del saldo di bilancio annuale (indebitamento netto) ed alla riduzione dello stock di debito. Ancora più marcato appare lo sforzo di contenimento realizzato dalle regioni nella spesa per consumi intermedi (esclusa sanità), con una riduzione dal 2009 al 2015 del 24%, contro un aumento dell’1% da parte delle amministrazioni centrali, secondo i dati Istat.

«La situazione, per il Veneto, è resa ancor più pesante – evidenzia Forcolin – in quanto continuiamo a dover registrare un residuo fiscale medio nel periodo 2010-2014 di 17,6 miliardi di euro all’anno che non viene destinato ad un giusto riequilibrio territoriale, ma a coprire inefficienze e responsabilità altrui».

Le manovre di finanza pubblica degli ultimi anni prevedono un contributo delle regioni e province autonome ai saldi di finanza pubblica pari a 9.794 milioni per il 2018 ed a 9.796 milioni per il 2019, sia in termini di saldo netto da finanziare (tagli ai trasferimenti) che di indebitamento netto (avanzo di bilancio da conseguire). Le intese Stato-Regioni hanno previsto una copertura pluriennale attraverso la riduzione del livello di finanziamento del Fabbisogno sanitario nazionale pari a 7 miliardi a decorrere dal 2018: pertanto il contributo alla finanza pubblica ancora da coprire è pari a 2.794 milioni per il 2018 ed a 2.796 milioni per il 2019 e 2020. 

«Per il 2018 – fa presente Forcolin – a legislazione vigente non sono disponibili fondi statali con cui mitigare le ricadute delle manovre di finanza pubblica. Pertanto il contributo richiesto al Veneto sarà una riduzione delle risorse trasferite di 224 milioni di euro, palesemente insostenibile se non con una penalizzazione dei servizi ed in particolare del trasporto pubblico locale, ultimo trasferimento di rilievo stanziato nel bilancio dello Stato, o addirittura del servizio sanitario. I consistenti tagli alla spesa, introdotti in maniera ormai sistematica e strutturale, introducono elementi d’incertezza e costituiscono un forte condizionamento dell’autonomia politico-amministrativa, rischiando di rendere davvero arduo il conseguimento dell’equilibrio dei bilanci regionali, il livello di prestazione dei servizi essenziali e il contributo delle Regioni alla ripresa dell’economia e degli investimenti».

Questa situazione di generale incertezza del quadro finanziario permette di delineare solo indirizzi generali della politica finanziaria della Regione con il DEFR che, in sintesi, si possono così riassumere: 1) volontà di non aumentare la pressione fiscale regionale, confermando la cancellazione della manovra tributaria sull’addizionale Irpef, che era stata prevista per il 2018, in via cautelativa e prudenziale, al fine di sterilizzare l’effetto sul saldo di bilancio derivante dalla spesa necessaria al completamento di un’opera infrastrutturale strategica come la Superstrada Pedemontana Veneta; 2) l’attuazione dell’autonomia differenziata: il referendum indetto per il 22 ottobre potrebbe rappresentare una svolta per esercitare nuove funzioni a fronte di maggiore autonomia finanziaria; 3) proseguire nell’opera di contenimento della spesa, ricordando comunque che la Regione Veneto presenta già la spesa corrente pro capite più bassa d’Italia (2.071 euro contro una media del nord di 2.285 euro e una media delle Regioni a statuto Ordinario di 2.425 euro) e la seconda più bassa spesa di funzionamento (organi istituzionali, personale e acquisto di beni e servizi) tra le Regioni a statuto ordinario: 92 euro pro-capite contro una media di 186 euro; 4) sostenere gli investimenti, dando priorità alla realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta e continuità anche al ruolo di redistribuzione tra gli enti territoriali del Veneto degli spazi finanziari per investimenti; 5) utilizzare in modo pieno e prioritario le risorse assegnate dall’Unione Europea rendendo disponibili i relativi cofinanziamenti regionali; 6) continuare a rispettare gli equilibri di finanza pubblica; 7) lotta all’evasione fiscale.