Corte dei Conti: la Regione Friuli Venezia Giulia promossa sul bilancio

0
230
FVG corte conti serracchiani spedicato
Per la prima volta l’ente replica in udienza alla relazione della Corte. Serracchiani: «riconosciuto il buon lavoro effettuato. Sulla sanità serve un intervento da parte del Governo centrale» 

FVG corte conti serracchiani spedicatoLa Regione Friuli Venezia Giulia «è promossa sul bilancio». A dirlo è il presidente della Corte dei Conti regionale, Antonio Caruso, al termine dell’udienza di parifica del rendiconto regionale 2016. Durante l’udienza tanto il presidente, quanto il referendario Marco Randolfi e il Procuratore generale Tiziana Spedicato, hanno dato un giudizio positivo sulla gestione dell’ente, pur rilevando le dovute criticità, da Mediocredito all’armonizzazione contabile della sanità.

La novità di quest’anno, spiega Caruso, «è che viene data la possibilità alla Regione di esporre in quest’udienza le sue osservazioni e valutazioni sui fenomeni emergenti dal controllo e più in generale sugli esiti della gestione dell’esercizio 2016». 

Secondo il Procuratore regionale Tiziana Spedicato «è stata una buona gestione. Si vede da diversi criteri, come la riduzione dell’indebitamento o dagli obiettivi di finanza pubblica raggiunti dalla Regione». Per il referendario Marco Randolfi, nella relazione durante l’udienza sulla parificazione del rendiconto 2016, «con riferimento all’indebitamento regionale, va segnalato che non è stato contratto nuovo debito nel 2016 e che l’indebitamento complessivo si è ridotto per via dell’ordinario ammortamento dei prestiti assunti in passato». 

La partecipazione della Regione in Banca Mediocredito Fvg è «tra le più problematiche, come si è già riferito negli scorsi anni», afferma il Procuratore Spedicato. La Regione, aggiunge Spedicato, «ha rivolto anche nel 2016 particolare attenzione alla società partecipata e, puntando al risanamento e al rilancio dell’attività verso la clientela regionale, si è mosso in direzione di una partnership industriale bancaria di maggior respiro, alla quale collegarsi». Dopo aver preso in analisi gli esiti 2016, Spedicato aggiunge che «il risultato della gestione operativa, pur positivo, continua a registrare un costante decremento. Alla luce di un’evoluzione negativa dei principali indicatori, gli esiti del possibile percorso di risanamento si presentano incerti». L’immissione di risorse pubbliche, rileva, «presuppone da parte del livello di governo una riflessione sulla valenza strategica di una partecipazione pubblica nel settore del credito e un’analisi dell’economicità della gestione della partecipata”. La destinazione di risorse regionali al comparto del credito, aggiunge, «sottrae inevitabilmente risorse, già carenti, ad altri settori ugualmente strategici». 

L’esclusione della sanità regionale dal meccanismo dell’armonizzazione contabile sta generando «rappresentazioni contabili non pienamente regolari – rileva il referendario Randolfi -. Ad oggi con il rendiconto sull’esercizio finanziario 2016, la Regione Friuli Venezia Giulia adotta pienamente i principi dell’armonizzazione contabile, con la sola, non trascurabile, eccezione rappresentata dalla sanità». La scelta di escludere quest’ambito, fatta dalla Regione negli anni passati, non è priva di effetti. «Con riferimento a tale esclusione – evidenzia Randolfi – in questa sede è bene evidenziare come questa scelta del legislatore regionale, solo in parte giustificata dal regime di autofinanziamento della sanità regionale, da un lato stia generando effetti contrari alle logiche che sovraintendono al coordinamento della finanza pubblica e ai principi dell’armonizzazione cui dichiaratamente la Regione non si è adeguata e dall’altro stia fornendo rappresentazioni contabili non pienamente regolari nella gestione degli enti del servizio sanitario regionale (Ssr)». La Corte auspica che si provveda a una piena armonizzazione. Gli enti sanitari devono disporre di «patrimonializzazione adeguata – ricorda Randolfi -. La sana e prudente gestione degli enti che operano nel servizio sanitario regionale richiede che gli enti stessi dispongano di una patrimonializzazione adeguata. Nel caso in cui detta patrimonializzazione sia addirittura negativa, gli utili di esercizio (peraltro derivanti in gran parte da trasferimenti regionali) non possono essere distolti a favore eventualmente di altri enti, se non dopo aver ripristinato la propria consistenza patrimoniale iniziale».

«Stiamo affrontando tempi nuovi: l’armonizzazione dei bilanci ci chiama a tenere conti in ordine e affrontare una sfida nuova» ha detto la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, commentando la “promozione” che la Corte dei Conti ha dato al bilancio 2016. Quanto alla problematicità della vicenda Mediocredito, Serracchiani dice di credere «che la valenza di Mediocredito si comprenda guardando a quel che succede alle banche venete e a quanto questo incida negativamente sul nostro territorio, sul NordEst e sull’intero sistema bancario italiano. Con Banca Mediocredito siamo di fronte a un’altra situazione. Abbiamo fatto una cessione dei crediti deteriorati, abbiamo già messo in conto un aumento di capitale decisamente importante ma che serve a mettere la banca sul mercato, consentendole di essere quel prezioso asset regionale che è stata per tanto tempo».

Quanto al sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia, questo «non può essere inserito nell’armonizzazione contabile se lo Stato non provvede prima a dare gli strumenti per farlo» sottolinea la Serracchiani in risposta alle osservazioni della Corte dei Conti. «C’è un problema – dice – al sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia l’armonizzazione dei sistemi contabili non si può applicare, certamente non con queste regole e non lo si può fare neppure volontariamente come abbiamo fatto in altri settori in passato. Sarà necessario un intervento dello Stato e sarà necessario anche che nei rapporti Stato-Regione questo venga chiarito. Per il resto la cosa che importa è che, anche per quanto riguarda la sanità, i conti sono in ordine».