Comuni di confine: riunione del Comitato paritetico a Bolzano

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Messi a disposizione degli enti locali confinanti di Lombardia e Veneto 550 milioni. In cantiere 400 progetti. 

comuni confine riunione bolzano da sx ugo rossi sergio bettotti roger de menech arno kompatscherDa quando, nel 2010, è stato creato il Fondo comuni confinanti (ex Fondo Odi), sono stati messi a disposizione degli enti locali che confinano con le province di Bolzano e Trento circa 550 milioni di euro, per la realizzazione di oltre 400 progetti di sviluppo locale.

«Il Fondo è uno strumento importante per la promozione di uno sviluppo più equilibrato ed armonico nelle aree di confine fra Trentino, Alto Adige, Veneto e Lombardia», hanno sottolineato a Bolzano i presidenti delle due province Arno Kompatscher e Ugo Rossi, nel corso dell’incontro del Comitato paritetico. «In futuro però – hanno proseguito Kompatscher e Rossi – oltre a sostenere, con circa un terzo delle risorse, i progetti di ambito locale presentati dai comuni interessati, deve essere fatto uno sforzo maggiore per finalizzare le risorse anche alla realizzazione di interventi di sistema e di scelte strategiche che possano impattare positivamente ed in maniera più incisiva sul futuro di questi territori montani. Pensiamo a progetti di ampio respiro come il traforo dello Stelvio, la ciclabile del Garda, la ferrovia di superficie delle Dolomiti, o a interventi infrastrutturali, come la diffusione della banda larga o la realizzazione di bacini idrici montani, che possano assolvere ad una molteplicità di funzioni». 

«Si concretizza e si rafforza – ha detto il presidente del Comitato, il deputato bellunese Roger De Menech – quel principio di leale collaborazione fra Governo centrale, province autonome e territori confinanti che sta alla base dell’accordo con cui il Fondo ha preso vita».

Il Fondo comuni confinanti coinvolge di 48 comuni, di cui 42 confinanti con la provincia di Trento e 6 con quella di Bolzano. In Lombardia sono interessati territori delle province di Sondrio e Brescia, in Veneto enti locali delle province di Verona, Vicenza e Belluno. In base a quanto previsto dalla legge finanziaria 2010 Trentino e Alto Adige «concorrono agli obiettivi di perequazione e solidarietà» assicurando ciascuna un intervento finanziario di 40 milioni all’anno, che vengono ripartiti secondo percentuali e criteri prestabiliti. Per fare due esempi, agli enti locali della provincia di Belluno è accordato il 46% delle risorse (36,4 milioni di euro all’anno), e a quelli della provincia di Sondrio l’11% (8,7 milioni di euro). Sono previsti progetti di carattere locale e di “area vasta” che perseguano tre obiettivi strategici come la valorizzazione dei territori, lo sviluppo economico e sociale e la coesione dei territori in ambiti come la mobilità, il turismo, lo sviluppo digitale, la sanità, l’istruzione, la tutela del territorio, il risparmio energetico, la valorizzazione delle risorse naturali e culturali.

Nei primi sei anni di esistenza del fondo, che si è dotato di una segreteria, di uno sportello dedicato e due sportelli decentrati nelle province di Belluno e Sondrio, sono stati messi in cantiere 372 progetti, 117 in Lombardia e 255 in Veneto. Fra questi sono previsti uno studio preliminare per la realizzazione di un traforo dello Stelvio, un piano triennale d’investimenti del Parco nazionale dello Stelvio in Lombardia (circa 12 milioni complessivi), un collegamento tra i comuni lombardi di Valvestino e Magasa e le valli Giudicarie (32 milioni), una ciclabile sul Garda bresciano (10 milioni), il completamento del progetto di collegamento sciistico Comelico superiore-Alta Pusteria (26 milioni stanziati attraverso il fondo, circa 44 milioni l’investimento complessivo), lo studio di fattibilità del Treno delle Dolomiti-Ferrovia Bellunese, un sostegno alla domanda per l’accesso alla banda larga nelle aree di confine tra Trento e Bolzano, un piano di marketing territoriale delle Dolomiti, la realizzazione del collegamento funiviario Cortina-5 torri (18 milioni del fondo su un totale di 24,2).

Siglata a margine della riunione del Comitato comuni confinanti un’intesa tra le Province di Bolzano e Belluno, i comuni di Sesto e Comelico superiore per la realizzazione di infrastrutture che porteranno alla completa integrazione dei comprensori turistici “Croda Rossa-Monte Elmo” e “Comelico superiore” per un investimento complessivo di 44 milioni di euro, il 70% coperto con fondi pubblici e il 30% da privati.

Il progetto è inserito nell’area montana meno turisticamente sviluppata del Veneto che, a differenza di altre zone limitrofe, risulta “soggetta ad un processo di spopolamento”. Per contribuire a frenare questo processo gli amministratori dell’area hanno deciso di puntare sul turismo, realizzando delle infrastrutture turistiche invernali collegate con gli impianti dell’adiacente comprensorio di Sesto Pusteria. In dettaglio è previsto di collegare gli impianti esistenti in Comelico già realizzati grazie al co-finanziamento del Fondo Odi, con due nuovi impianti di risalita in territorio bellunese.

La cabinovia “Popera” permetterà di scendere dall’omonima pista da Campotrondo in Valgrande fino alla Cima dei Colosei attraverso il collegamento con la pista di monte Croce. La seggiovia “Valgrande” con agganciamento automatico da 4 o 6 posti darà accesso alla pista da Campotrondo in Valgrande fino all’intersezione con la pista Campo. Inoltre, al Passo Montecroce Comelico, al confine tra le due Province, è prevista la nuova cabinovia “Kreuzberg-Signaue”, fondamentale per il collegamento al complesso sciistico di Sesto Pusteria. 

Stando alle previsioni dei progettisti per completare l’iter burocratico e i lavori si arriverà alla stagione invernale 2019-2020.