Fincantieri, messa in galleggiamento per il gigante del mare “Msc Seaview”

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Nave da crociera da 750 milioni di valore, la più grande costruita in Italia 

msc seaside floodCerimonia della “messa in acqua” della più grande nave da crociera mai costruita in Italia, nei cantieri di Monfalcone (Gorizia) della Fincantieri. Si tratta della “Msc Seaview”, gigante da 154.000 tonnellate che dal giugno 2018 solcherà i mari del Mediterraneo, prima di trascorrere l’inverno in Brasile.

La nave gemella, la “Msc Seaside”, è a sua volta in fase di ultimazione, sempre a Monfalcone, con consegna prevista il 30 novembre a Trieste, da dove il colosso del mare partirà alla volta di Miami, scelta quale base per le crociere programmate da Msc nei Caraibi. Le prenotazioni del primo “grand voyage” sono già vicine al tutto esaurito. “Seaview” e “Seaside” sono le prime due navi che Msc ha deciso di costruire in Italia, con un investimento che supera i 750 milioni di euro per imbarcazione. Fanno parte di un piano industriale da 9 miliardi di euro, che prevede la costruzione di undici nuove navi entro il 2026. La prima, “Msc Meraviglia”, è già stata consegnata a giugno e altre cinque lo saranno entro il 2020, unendosi alle dodici già operative. Attualmente è inoltre in fase di realizzazione “Msc Bellissima”, presso i cantieri francesi Stx. 

Con 323 metri di lunghezza, una stazza lorda di 154.000 tonnellate e una velocità di punta di 21 nodi (circa 39 km/h), “Msc Seaview” ospiterà fino a 5.179 viaggiatori, assistiti da uno staff di 1.400 persone. Le cabine a disposizione sono 2.066, di cui il 76% con finestra o balcone sul mare. Ci sono anche due appartamenti da 70 metri quadrati e 70 suite. La nave è dotata di 21 ponti, 17 punti bar, 8 piscine, zona vip, teatro, negozi e palestra. Non manca una spa dotata di sauna e “snow room”, dove verrà prodotta neve artificiale per la sauna alla finlandese. Due sono i ristoranti principali, per un totale di 1.700 coperti, cui si aggiungono un buffet da 1.500 posti, un ristorante esclusivo e una serie di punti etnici a tema. La cerimonia di “messa in acqua” alla quale ha partecipato l’amministratore delegato del Msc Cruises, Gianni Onorato, è il primo momento in cui lo scafo della nave tocca l’acqua all’interno del bacino di carenaggio. Da qui “Msc Seaview” sarà trasferita alla banchina di allestimento per la realizzazione degli interni. 

«Msc contribuisce allo sviluppo della “blue economy” italiana: abbiamo un piano di investimenti ambizioso, che prevede sei nuove navi entro il 2020 – ha detto Onorato -. “Msc Seaview”, che sarà operativa da maggio 2018, con basi a Genova, Napoli e Messina». Secondo Onorato, «l’Italia beneficia del circolo virtuoso della “blue economy”: un giro d’affari da 43 miliardi, pari al 3,5% del pil. Dai cantieri parte il volano per lo sviluppo: sulla “blue economy” si concentri la politica per avere impatto su crescita e posti di lavoro». Onorato ha espresso un giudizio molto positivo sul «nuovo sistema della governance delle autorità portuali», sottolineando che «i porti giocheranno un ruolo chiave nello sviluppo della crocieristica: il mercato chiede navi sempre più grandi e i porti devono creare infrastrutture per permettere alle navi di attraccare». Onorato infine ha ringraziato il ministro Graziano Delrio, per «l’impegno nella ricerca di soluzioni per la sostenibilità dell’industria crocieristica a Venezia». 

Pierfrancesco Vago, presidente esecutivo di Msc Cruises, ha sottolineato che «la mesa in acqua di “Msc Seaview” è un’ulteriore pietra miliare nell’espansione della flotta del gruppo. Stiamo davvero facendo la storia con il design delle nostre navi. Già oggi siamo leader di mercato nel Mediterraneo e in Europa e il posizionamento di “Msc Seaview” in queste aree chiave ci consentirà di spingerci anche oltre, portando una delle navi da crociera più innovative in un’area che è centrale nelle nostre strategie globali».

Per l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, «“Msc Seaview” rappresenta una sfida che Fincantieri è fiera di portare avanti con successo, come dimostra il traguardo raggiunto oggi. Si tratta di una nave spettacolare, secondogenita di una classe di nuova generazione che sta mettendo alla prova tutte le nostre migliori capacità tecniche e gestionali, considerato che il suo varo tecnico avviene a meno di nove mesi di distanza da quello del prototipo che ha avviato la serie, “Msc Seaside”». Bono ha parlato di «due splendide unità che richiedono una vera impresa e che il nostro gruppo consegnerà nel rispetto delle altissime aspettative dell’armatore in termini di affidabilità e qualità del prodotto». 

Prima dell’allagamento del bacino, il direttore del cantiere Fincantieri di Monfalcone, Roberto Olivari, ha sottolineato le dimensioni di Msc Seaview (153.000 tonnellate), parlando di «progetto unico nel suo genere, frutto di un imponente lavoro di squadra che porterà il nostro stabilimento e il “Made in Italy” in tutto il mondo».

Alla cerimonia ha partecipato anche il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, che ha anticipato come alla cerimonia di consegna di “MSC Seaside” che avverrà nella città giuliana il 30novembre prossimo, «cosa di cui siamo molto orgogliosi, consegneremo all’armatore Aponte l’onorificenza speciale della città. Siamo orgogliosi di essere italiani – ha continuato Dipiazza – e dovremmo fare ancora di più per pubblicizzare le migliaia di persone che lavorano e che creano gioielli unici al mondo come questi». Secondo il sindaco, «siamo in uno stabilimento che è unico non in Italia ma al mondo, dove abbiamo visto cose straordinarie e una tecnologia mai vista». In riferimento allo stop nella trattativa tra Fincantieri e Stx, Dipiazza ha evidenziato che «Fincantieri per farsi conoscere nel mondo avrebbe dovuto spendere 20 o 30 milioni di euro: grazie a Stx l’hanno conosciuta ovunque. A Macron auguriamo che si intoppi su qualche marciapiede», ha concluso il sindaco con una battuta. 

Riferendosi alla prevista cerimonia di presentazione di “Msc Seaside” a Trieste, il presidente dell’Autorità portuale, Zeno D’Agostino, ha sottolineato «la vicinanza sempre maggiore fra i porti di Trieste e Monfalcone», evidenziando che «assieme a Comune e Regione stiamo pensando a come organizzare al meglio la cosa».