Italia-Slovenia: Gentiloni incontra a Lubiana il premier sloveno Cerar

incontro lubiana tra paolo genitloni e primo ministro slovenia Miro Cerar
Discussi i rapporti tra i due paesi. Gentiloni: «sono eccellenti e vanno rafforzati», Cerar: «l’Italia è il nostro secondo partner economico»

incontro lubiana tra paolo genitloni e primo ministro slovenia Miro CerarIncontro tra i premier di Italia e Slovenia a Lubiana a Villa Podroznik nell’ambito della cooperazione tra i due stati confinanti. Per il premier sloveno Miro Cerar «sono lieto di celebrare il XXV anniversario dei rapporti diplomatici tra Italia e Slovenia che sono ottimi in tutti i sensi. L’Italia è uno dei nostri partner economici principali, il quarto per investimenti e quest’anno il maggior numero di turisti veniva dall’Italia».

Per presidente del Consiglio Paolo Gentiloni «mi fa molto piacere che questa visita a Lubiana sia un’occasione per confermare e se possibile rafforzare gli eccellenti rapporti che ci sono tra Italia e Slovenia: siamo due Paesi vicini e amici e un esempio di come nell’ambito della comune appartenenza europea le questioni legate alle nostre rispettive minoranze siano state risolte in modo positivo. Abbiamo eccellenti rapporti commerciali, con sei miliardi e mezzo di euro di interscambio annuale, che fa dell’Italia il secondo partner commerciale della Slovenia».

Gentiloni ha portato il discorso sui flussi internazionali di extracomunitari, anache all’indomani della sentenza della Corte europea: «c’è un gran lavoro da fare sulla revisione degli accordi di Dublino, che di certo non sono risolti da una decisione della Corte Ue. Nei colloqui con Francia, Spagna e Germania sono stati fatti passi avanti, noi proseguiremo questo lavoro. Bisogna “europeizzare” i risultati sull’immigrazione, perché al di là delle vittorie che si possono ottenere nei confronti dei trafficanti di esseri umani per consolidare un meccanismo che sempre più sostituisca i flussi legali e ordinati dobbiamo condividere a livello europeo il sostegno ai paesi africani, l’impegno per i diritti umani nei paesi di transito e l’impegno comune per l’accoglienza».

Gentiloni ha assicurato il supporto italiano alla definizione del confine tra la Slovenia e la Croazia: della decisione della Corte permanente di arbitrato all’Aja sul confine marittimo tra Slovenia e Croazia «abbiamo parlato nel nostro colloquio e ho avuto occasione di ascoltare da Cerar le posizioni della Slovenia. Non c’è dubbio che la questione occupa e preoccupa a livello europeo, l’Italia è un Paese vicino della Slovenia, amico della Croazia. Credo che il contributo che possiamo dare è riconoscerci, sostenendola, nella posizione dell’Unione europea, augurandoci che possa portare a una soluzione positiva che impegni entrambi i Paesi». 

Quanto al futuro dell’Unione Europea, per Gentiloni «i prossimi mesi vedranno l’intera Ue impegnata a fare dei passi in avanti nei suoi livelli di integrazione. Credo che il modo in cui l’Ue ha reagito a un evento negativo come la Brexit possa essere esemplare di come da un fatto negativo possano esserci reazioni positive, se lavoriamo insieme. Il modo migliore per farlo non significa creare dei gruppi ristretti ed escludere altri Paesi ma significa che i Paesi che hanno la comune intenzione di procedere in modo integrato possano farlo e mi auguro che potranno farlo già dai prossimi consigli europei, a partire da quello che avrà al centro digitale e migranti».

Per Miro Cerar «sono fermamente convinto che l’Ue resterà tale solo se non ci saranno controlli ai confini interni, se non minacciamo l’esistenza dell’area Schengen. Con soddisfazione possiamo dire che la rotta Mediterranea si è calmata come risultato di uno sforzo non solo dell’Italia ma anche europeo nel Nord Africa. In Ue dobbiamo essere attivi e aiutare i Paesi dell’Africa e del Medio Oriente per risolvere i focolai di crisi, proteggere i nostri confini esterni e offrire assistenza umanitaria in tutti i campi. La Slovenia è un Paese membro responsabile dell’Ue e intendiamo rimanerlo e dare il nostro contributo in questo senso».