In Trentino convegno sulla riforma del terzo settore

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Bobba: «sul Servizio civile universale ci siamo ispirati al Trentino»

luigi bobba trento convegno riforma terzo settoreÈ stato il Servizio civile universale del Trentino (in sigla SCUP) a dare il nome al nuovo Servizio civile nazionale. Il sottosegretario del ministero del Lavoro e delle politiche sociali Luigi Bobba, nel suo intervento al convegno sulla riforma del Terzo Settore nella sala Depero all’interno del palazzo che ospita la sede della provincia di Trento, ha riconosciuto la «vitalità delle realtà associative e del volontariato del Trentino». «Ci siamo ispirati a una terra come quella trentina – ha detto poi a margine, il sottosegretario – dove le reti associative, mutualistiche e cooperative hanno una capacità di migliorare la qualità di vita dei cittadini più deboli e, più in generale, la qualità di vita di tutti, che certamente rappresentano l’obiettivo di fondo della legge 106/2016».

L’assessore provinciale al sociale, Luca Zeni, ha aperto i lavori del convegno spostando il focus sulla riforma in chiave locale: «sono oltre 5.000 le istituzioni impegnate sul territorio, oltre 100.000 i volontari, che rappresentano quasi il 20% della popolazione, e più di 10.000 gli occupati. Sono dati che indicano la solidità del sistema, che ci vede al secondo posto in Italia per numero di volontari e istituzioni». 

Se in Italia vi sono 4,7 milioni di volontari, 681.000 dipendenti, 271.000 lavoratori esterni e 5.000 lavoratori temporanei, in Trentino il numero delle istituzioni non profit è di 5.371 organizzazioni, inoltre il 74% degli enti non profit trentini ha una finalità solidaristica, rispetto al 62% del quadro nazionale. Andando a scomporre vi sono più di 100 istituzioni e 2.000 volontari ogni 10.000 abitanti, rispetto alla media nazionale di 50 istituzioni ogni 10.000 abitanti.

Il sottosegretario Bobba ha parlato di una «riforma di sistema, che ha il suo principio ispiratore nella Costituzione italiana e fa sì che venga riconosciuto il ruolo delle realtà associative, che nascono in virtù del principio di sussidiarietà e svolgono attività di interesse generale, civico, solidaristico e di utilità sociale». È, in sostanza: «lo stato di nascita degli enti del Terzo Settore», introdurrà un cambiamento profondo e, accanto ad elementi di tipo regolatorio ha anche molte norme di carattere promozionale, che spingono per generare innovazione e risposte nuove. Infine il sottosegretario, illustrando i punti cardine della riforma, si è soffermato sulla creazione di un registro unico nazionale con un unico database, che favorirà la trasparenza».

Il convegno ha visto quindi l’intervento di Monica Poletto, presidente di CDO Opere Sociali e coordinatrice del Tavolo legislativo del Forum del Terzo Settore, che è entrata nel dettaglio della legge. Quindi Emanuele Cusa, docente presso l’Università degli studi di Milano-Bicocca, ha spostato il focus sull’impatto della riforma sull’ordinamento giuridico della provincia di Trento, ricordando che il «cuore di questa legge è sostenere l’autonoma iniziativa dei cittadini che concorrono a perseguire il bene comune, favorendo la partecipazione e l’inclusione». Infine Giorgio Casagranda, presidente del Centro di servizio per il volontariato di Trento ha presentato alcune iniziative in Trentino.