Valdastico: Delrio accelera sul completamento. Il trentino Gilmozzi frena decisamente

tavola rotonda valdastico progetto sbocchi trentino
Il collegamento autostradale tra Veneto e Trentino tramite l’A31 è fondamentale per l’economia del NordEst

tavola rotonda valdastico progetto sbocchi trentinoAll’assemblea nazionale dell’Anci che si è svolta a Vicenza, il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture, Graziano Delrio (Pd), ha fatto l’analisi delle opere infrastrutturali prioritarie per il Veneto e per il NordEst: tra queste, anche il completamento verso Nord dell’autostrada Valdastico, sottolineando come il collegamento col Trentino sia in fase avanzata di studio.

Sulla Pedemontana Veneta, Delrio si è detto ottimista affermando che il governo «ha dato alla Regione il suo contributo, che è vicino alla Regione, che ha trovato una soluzione, e quindi si va avanti». Quanto alla Valdastico Nord, «è un dossier che abbiamo risolto definitivamente – ha detto deciso Delrio -. Si era bloccato due anni e mezzo fa, adesso stanno progettando la parte esecutiva del tratto veneto e stanno studiando il corridoio di fattibilità con la Provincia di Trento sulla parte trentina». 

Dichiarazioni commentate con glaciale freddezza nella sede della giunta provinciale trentina: per l’assessore alle infrastrutture, Mauro Gilmozzi (PD), «vale quanto ho già detto ripetutamente. Con la Provincia c’è necessita di arrivare ad un’intesa che si concluderà se positiva con la ratifica del consiglio provinciale. Siamo lontani da questo scenario e mi pare molto azzardato non considerarlo». Gilmozzi ribadisce che sul tema della Valdastico «abbiamo attivato un gruppo di lavoro, ma gli stessi tecnici hanno sempre ribadito che non basterà individuare possibili soluzioni ingegneristiche per ottenere l’intesa, bensì dimostrare l’utilità del tratto trentino della Valdastico per la Valsugana, attraverso una proposta d’insieme verificata con un processo partecipativo aperto a comuni e cittadini e poi al consiglio provinciale». 

Sarebbe ora che il Dem Delrio mettesse con decisione i piedi nel piatto con il suo collega di partito Gilmozzi, richiamandolo ad una maggiore apertura su quelle che sono necessità ineludibili del territorio, dell’economia e dell’ambiente del NordEst, che da decenni aspetta la creazione di un corridoio moderno di comunicazione tra Veneto occidentale e Trentino in sostituzione all’inadeguata Valsugana. Continuare a costruire muri di gomma come stanno facendo da anni le maggioranze autonomiste progressiste che governano il Trentino nel timore che un percorso più breve tra Trentino e Veneto possano togliere soldi alla loro gallina dalle uova d’oro (l’Autostrada del Brennero) è politicamente deleterio, dimostrando di non avere una sufficiente visione del futuro oltre la punta del proprio naso. 

Lo stesso Gilmozzi dovrebbe trarre le conseguenze della propria azione di governo: negli ultimi tempi non è stato molto capace nell’adempiere ai compiti cui è preposto, dallo scandalo della realizzazione del nuovo ospedale del Trentino bloccato per le modalità di composizione della commissione giudicatrice fortemente volute dalla giunta provinciale nonostante fossero ben chiari i rischi insiti nella decisione, agli appalti pubblici di rilevante importo quasi sempre bloccati da aspetti procedurali e burocratici con relativo corollario di ricorsi amministrativi tra i concorrenti che rimandano per anni l’apertura dei cantieri e la spesa dei fondi disponibili a vantaggio dello sviluppo dell’economia locale. 

Se si guarda fuori dalle stanze della giunta provinciale trentina, il territorio ha già dato ampia disponibilità ad accogliere il completamento dell’A31 in territorio trentino. La Vallagarina ha avanzato la proposta di un raccordo tra A31 e A22 all’altezza del casello di Rovereto Sud, sia per creare un asse viabilistico verso il Garda che per realizzare un polo logistico sfruttando gli spazi abbandonati della ex Montecatini posti in una posizione strategica. Una soluzione di gran lunga migliore di quella, pasticciata, avanzata dalla stessa giunta provinciale di Trento con poca convinzione, di fare uno sbocco in Valsugana.

Serve una decisione che non può più essere rimandata dal Trentino: lo stesso Delrio ha l’asso nelle sue mani: si decida ad impiegarlo. Ai trentini sta decisamente a cuore il rinnovo trentennale senza gara della concessione A22: abbia il coraggio politico di legare la firma al rinnovo di A22 al definitivo abbandono di ogni pregiudizio verso l’A31, che deve essere realizzata nella sua interezza come un’autostrada e raccordata all’Autobrennero a Rovereto. Ogni altra soluzione dimostra solo che la politica progressista non è in grado di incidere seriamente sul governo del territorio e sullo sviluppo dell’economia.