Orchestra “Haydn” di Bolzano e Trento: torna ad esibirsi il violoncellista russo Alexey Stadler

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Sul podio c’è l’estone Arvo Volmer che dirige pagine di Prokof’ev , Čajkovskij e Schönberg

Alexey Stadler 2La LVIII Stagione sinfonica dell’Orchestra “Haydn” di Bolzano e Trento prosegue martedì 17 ottobre a Bolzano (Auditorium, ore 20.00) e mercoledì 18 ottobre a Trento (Auditorium, ore 20.30) ospitando il giovane violoncellista russo Alexey Stadler.

Nato a San Pietroburgo nel 1991, l’artista ha iniziato a suonare il violoncello a quattro anni. Allievo del Conservatorio “Rimskij-Korsakov” della sua città natale, ha studiato con David Geringas, Natalia Gutman, Lynn Harrell, Frans Helmerson e Alexander Rudin. Premiato in vari concorsi in Francia e in Russia, ha vinto concorsi cameristici in Austria e in Italia in duo con la pianista Karina Sposobina; nell’agosto 2012 ha vinto il Tonali Grand Prix di Amburgo. 

Sotto la direzione del M° Arvo Volmer, Alexey Stadler eseguirà le Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra, op. 33 di P. I. Čajkovskij. Il musicista compose le Variazioni pensando ad un eccellente violoncellista, il Fitzenhagen, direttore della Società musicale imperiale russa e stimato professore nel Conservatorio di Mosca. Costui era un personaggio introverso e di poche parole e probabilmente anche per una certa affinità psicologica aveva incontrato le simpatie di Čajkovskij, che gli dedicò questo brano di notevole impegno virtuosistico. Si tratta di una composizione ispirata alla poetica del Settecento e in primo luogo all’esempio mozartiano, della cui musica l’autore fu un fedele e appassionato ammiratore. La partitura fu portata a termine nel 1876 e venne eseguita per la prima volta a Mosca l’anno successivo.

Il programma del concerto presenta quindi un capolavoro assoluto del Novecento: l’inquieta e febbrile “Notte trasfigurata”, quasi l’esordio compositivo di un Arnold Schönberg non ancora approdato alla dodecafonia, ma già capace di un linguaggio musicale personalissimo. Scritto per sestetto d’archi, il lavoro fu completato nel dicembre 1899 e pubblicato nel 1905 come op. 4. Schönberg preparò nel 1917 una versione per orchestra d’archi, rivista negli Stati Uniti nel 1943. La partitura trae spunto da una lirica di Richard Dehmel, scrittore tedesco che in quegli anni godeva di grande fama. Il testo è tratto dalla raccolta Weib und Welt (Donna e mondo, 1896): è il dialogo inquieto di due amanti in una notte tersa e fredda. Lei si rammarica di aver sposato un uomo che non ama e con il quale, per dare uno scopo alla propria esistenza, ha concepito un figlio. Lui, teneramente, le dichiara il suo amore incondizionato. La musica, come dice lo stesso Schönberg, “non illustra nessuna azione né dramma, ma si limita a descrivere la natura ed a esprimere sentimenti umani”.

In apertura di serata sarà eseguita la Sinfonietta op. 5 di Sergej Prokof’ev, pagina composta dall’autore russo all’età di soli 18 anni, quando ancora provvedeva alla sua formazione musicale presso il Conservatorio di Mosca. Rivista una prima volta nel 1914 e successivamente nel 1929, venne presentata per la prima volta nella sua versione definitiva il 18 novembre 1930, nella Sala della Società Filarmonica di Mosca.