Autostrada del Brennero, Biancofiore (Fi) all’attacco: «basta feudo Svp-Pd»

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La coordinatrice regionale azzurra richiama il governo Gentiloni ai suoi doveri. Intanto, il candidato PD in pectore alla presidenza si arrovella su come aggirare l’incompatibilità tra pensione da parlamentare e l’indennità di carica 

sede a22olivieriLa gestione sempre più disinvolta di quella gallina dalle uova d’oro che è l’Autostrada del Brennero da parte degli azionisti di maggioranza della società, ovvero le due province di Trento e di Bolzano e la regione Trentino Alto Adige (e i relativi partiti di maggioranza: PD, SVP e PATT), trasformata nella puntuale applicazione del peggior manuale Cencelli, è al centro dell’attenzione della coordinatrice regionale di Forza Italia, la deputata Michaela Biancofiore.

«E’ sconcertante che l’A22, infrastruttura fondamentale del Paese e per il corridoio europeo Helsinki-La Valletta, sia ormai da troppo tempo considerata solo il feudo politico della scellerata alleanza Svp-Patt-Pd. Anzi, dopo la nomina alla presidenza dell’ex deputato PD Luigi Olivieri nasce il sospetto che l’alleanza scaturisca proprio intorno alla gestione della linea autostradale importante al punto tale, che se anche l’Alto Adige avesse tentazioni indipendentiste, basterebbe chiudere a Salorno o a Borghetto, aumentare esponenzialmente i pedaggi e il confine di un nuovo Stato invalicabile e ben remunerato, sarebbe tracciato». 

Biancofiore si rivolge al governo Gentiloni, in procinto di rilasciare senza gara europea una ricchissima concessione trentennale dell’A22 con la tecnica dell’“in-house” in capo agli attuali azionisti. «Ha coscienza il Governo, non a caso a guida Pd, di tutto questo – domanda Biancofiore – mentre sta predisponendo l’ennesimo emendamento che travalica le regole, perché ricattato per la legge di stabilità dai 4 voti Svp? Certamente Forza Italia sarà soddisfatta se l’A22 rimarrà in mano italiane locali, ma la gara per la concessione che è uno normale strumento dell’economia di mercato, come da direttiva europea, eviterebbe almeno la costante lottizzazione politica dell’infrastruttura che, anche nelle ultime ore, dimostra tragicamente di avere dei grossi limiti di gestione oltre che di costante congestione di traffico. E che certo – ribadisce Biancofiore – non fanno bene al territorio. Con una nuova interrogazione ad horas, vigilerò che nel marchettificio della legge di stabilità, il Pd non faccia l’ennesimo danno al Paese svendendo i propri gioielli, pena esposto alla Corte dei Conti oltre quella già fatta all’Anac, che mi risulta stia cercando di vederci chiaro, auspicando che il governo italiano, presente o futuro, faccia parte quanto meno della costituenda società “in house”». 

Per la coordinatrice azzurra «sono sorprendenti le assicurazioni date da Gentiloni dopo il pressing dei presidenti delle province autonome Svp-Patt sul rinnovo della concessione quando ancora non sono stati conferiti come da obbligo di legge i 630 milioni di euro del fondo ferrovia accantonati dal 1998. Soprattutto sarebbe interessante sapere dove siano finiti gli interessi sullo stesso nel frattempo maturati, quantificabili tra i 20 e i 40 milioni di euro. La concessione è scaduta peraltro dal 2014 e ad oggi non si capisce con quali diritti e in base a cosa la Società Autobrennero Spa gestisca ancora la rete infrastrutturale e soprattutto proceda a costanti nomine politiche».

Il presidente in pectore, l’ex deputato e avvocato PD Luigi Olivieri, intanto è in ambasce per la norma provinciale che impedisce il cumulo tra la pensione da ex parlamentare (nel suo caso deputato per due legislature) e l’indennità di carica prevista per il presidente della società autostradale con le relative deleghe operative. Per Olivieri si tratta di scegliere tra i circa 3.500 euro al mese della pensione da ex deputato e i circa 100.000 euro annui d’indennità da presidente della società autostradale. Se potesse, lui vorrebbe fare un ambo e per questo si era valutata anche la possibilità di procedere alla sua nomina al vertice di A22 non già da parte del socio provincia di Trento che lo ha espresso in consiglio di amministrazione, cosa che avrebbe sfatto scattare l’incumulabilità tra le due indennità, ma da parte del socio regione Trentino Alto Adige, cosa che avrebbe consentito al Nostro di tenersi tutto il ricco grisbì. Uno scenario che sarebbe però stato indigesto a molti, forse anche a troppi elettori del centro sinistra. Tant’è che la nomina di Olivieri non è ancora stata ufficializzata, nonostante l’ex presidente Andrea Girardi (di area PATT e molto vicino al presidente della provincia di Trento e vice presidente della Regione, Ugo Rossi) abbia dato da settimane sbattuto clamorosamente la porta dando dimissioni irrevocabili sia dalla carica che da semplice componente del consiglio di amministratore della società, probabilmente schifato dalle ultime modalità di nomina, ad iniziare da quella del nuovo responsabile della comunicazione (vicinissimo al vicepresidente PD della provincia di Bolzano), criticata anche dall’Ordine dei Giornalisti per la mancanza di qualificazione professionale per ricoprire la funzione.

Ad Olivieri rimane anche un’altra possibilità, forse più in linea con una politica di dignità e di rispetto dei tanti lavoratori che dovrebbe essere il filo rosso dell’azione del PD: presiedere l’A22 gratis, vivendo della pensione da ex parlamentare (ovviamente decisamente più ricca – rispetto ai contributi versati – rispetto a quella di un qualsiasi comune Cipputi e percepita ben prima dei fatidici 65 anni di tutti i comuni lavoratori), dimostrando di essere un vero “civil servant”. A lui l’ardua scelta.