“Monitor dei distretti del Triveneto”: bene la crescita e l’export

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Nel primo semestre 2017 export in crescita del 4,1%, trainato dalla meccanica e agricoltura. Produzione in crescita consecutiva da 29 trimestri. Trentino Alto Adige in testa, seguita da Friuli e Veneto

TRIVENETO graficaI distretti del Triveneto hanno confermato nel primo semestre del 2017 una crescita persistente delle esportazioni, con un aumento tendenziale del +4,1%, pari a +551,4 milioni di euro, poco sotto la crescita distrettuale osservata a livello nazionale (+5,3% la variazione tendenziale nazionale). A livello settoriale sono i distretti metalmeccanici a mantenere le performance di crescita migliori, con +197,2 milioni di euro, seguiti dai distretti della filiera del sistema casa (+156,4 milioni di euro) e dell’agroalimentare (+104,5 milioni di euro).

Il secondo trimestre del 2017 ha rappresentato il 29° trimestre di crescita consecutiva: è stato così toccato il nuovo record storico trimestrale con complessivi 7,15 miliardi di euro (+3,4% la variazione tendenziale). Il Trentino-Alto Adige è la regione che ha guidato la crescita, con un incremento del +7,2%, pari a +29 milioni di euro, con 6 distretti su 7 in aumento, seguita dal Friuli Venezia Giulia con +5,7%, pari a +24,7 milioni di euro e 4 distretti su 6 in positivo. Bene anche le esportazioni distrettuali del Veneto, arrivate a 6,3 miliardi di euro con un incremento tendenziale del +3%, pari a 184 milioni di euro; anche in questo caso si tratta di un nuovo livello record che supera del 27,4% i valori osservati nello stesso periodo del 2008. 

In Veneto nel secondo trimestre del 2017, nella classifica nazionale per crescita in valore delle esportazioni, spiccano tre distretti veneti che si collocano ai primi venti posti: si tratta della Meccanica strumentale di Vicenza (+8,2%), degli Elettrodomestici di Inox Valley (+11,4%) e della Concia di Arzignano (+4,8%). Più in generale, anche a livello nazionale, i distretti della filiera metalmeccanica hanno avuto buone intensità di crescita, spinti anche dalla ripresa dei prezzi alla produzione. Segnali di accelerazione hanno interessato anche la Termomeccanica di Padova, le Materie plastiche di Treviso, Vicenza, Padova e la Termomeccanica scaligera. Buoni anche gli incrementi ottenuti dai distretti dell’agro-alimentare e della moda: in evidenza le Carni di Verona (con incremento a doppia cifra +11,8%), le Calzature del Brenta, i Vini del veronese, la Calzatura sportiva di Montebelluna, il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene e il Tessile e abbigliamento di Treviso. Infine il distretto dell’Occhialeria di Belluno, con i suoi 801 milioni di euro, ha migliorato i livelli dello scorso anno, quasi duplicando il valore esportato nello stesso periodo del 2008. 

Hanno invece avuto una leggera flessione delle esportazioni 8 distretti veneti: tra questi il Mobile di Treviso (-1,4%), il Tessile e abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno (-2,0%), l’Oreficeria di Vicenza (-0,3%) e il Marmo e granito della Valpolicella (-4,6%). Per i Dolci e pasta veronesi, soggetti a oscillazioni stagionali, il secondo trimestre 2017 ha segnato un calo tendenziale consistente che riporta il distretto sotto i valori di export degli ultimi due anni, complici le difficoltà incontrate da una primaria realtà distrettuale. 

A trainare la crescita dei distretti veneti del secondo trimestre sono stati ancora una volta Cina (+31%) e Stati Uniti (+8%), seguiti da Francia (+5,9%) e Federazione Russa (+25,5%), quest’ultima con un’accelerazione a doppia cifra già osservata nella prima parte dell’anno, che ne attesta la progressiva uscita dalla recessione grazie anche al rialzo del prezzo delle materie prime energetiche. Merita infine una menzione l’incremento delle esportazioni verso la Polonia, in significativa crescita per il terzo trimestre consecutivo. 

Nel secondo trimestre del 2017, 4 dei 6 distretti del Friuli-Venezia Giulia hanno ottenuto incrementi a doppia cifra nelle esportazioni, consentendo alla regione di realizzare nel suo complesso 458 milioni di euro di esportazioni, con un incremento di +24,7 milioni di euro, pari al +5,7%.  Miglior distretto, il Mobile di Pordenone, con +19,9 milioni di export, pari a + 11,3% tendenziale, trainato da Francia, Polonia, e Stati Uniti. Buone le performance di crescita anche dei Vini del Friuli, dei Coltelli e forbici di Maniago e del Prosciutto di San Daniele. Sostanzialmente stabili le esportazioni delle Sedie e tavoli di Manzano, mentre risultano in leggera flessione gli Elettrodomestici di Pordenone (-4,9%), a causa di un arretramento sul mercato tedesco.

I distretti del Trentino-Alto Adige hanno registrato una decisa accelerazione delle esportazioni, salite nel secondo trimestre del 2017 a 435 milioni di euro, in aumento di +29 milioni pari al +7,2% tendenziale, portando l’export distrettuale della regione oltre i livelli massimi toccati nel 2015. Il distretto che ha trainato maggiormente la crescita è stato il Legno e arredamento dell’Alto Adige con +12,2 milioni di euro, pari al +18,1%, grazie ai mercati europei, in primis quello tedesco. Sono cresciuti anche i distretti dell’agroalimentare, in particolare le Mele dell’Alto Adige (+6,8%), i Vini bianchi di Bolzano (+11%) e i Vini rossi e bollicine di Trento (+1,6%). Il Porfido di Val di Cembra ha avuto un ulteriore calo delle esportazioni rispetto agli anni precedenti, in cui storicamente il secondo trimestre segnava il picco annuale.

I poli tecnologici del Triveneto hanno mantenuto una crescita sostenuta delle esportazioni anche nel secondo trimestre dell’anno (+6,6%). Particolarmente brillante il polo del Biomedicale di Padova che ha registrato una straordinaria accelerazione con +36 milioni di euro, pari a +27,5% grazie al traino di Stati Uniti e Cina. Il polo ha così raddoppiato negli ultimi 5 anni i valori delle sue esportazioni.

In prospettiva, grazie a condizioni di crescita diffusa della domanda estera, le esportazioni dei distretti triveneti dovrebbero mostrare una buona dinamica anche nella seconda metà dell’anno. Una spinta dovrebbe arrivare, infatti, dall’accelerazione in corso nell’area dell’euro, dalla buona dinamica della domanda americana e asiatica, nonché dai primi segnali di recupero emersi dopo anni di crisi in Russia e in America latina.