L’Aida di Verdi al Teatro Comunale di Bologna

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Aida Micheli Sferisterio macerata
Prosegue la stagione lirica nella sala Bibiena con il titolo verdiano che torna in scena dopo 16 anni

Aida Micheli Sferisterio macerataLa Stagione lirica del teatro Comunale di Bologna prosegue, dal 12 al 22 novembre (8 repliche il 12, 14, 15, 16, 18, 19, 21 e 22 novembre), con una delle opere più amate di Giuseppe Verdi, “Aida”, che torna così in sala Bibiena dopo 16 anni.

Si tratta dello spettacolo, opportunamente rivisitato, già visto al Macerata Opera Festival nel 2014 e la scorsa estate. La regia è di Francesco Micheli mentre sul podio dei complessi artistici, orchestra e coro, del Comunale salirà Frederic Chaslin, già conosciuto dal pubblico bolognese per aver diretto nelle stagioni operistiche e sinfoniche. 

Nel ruolo di Aida si alterneranno le soprano Monica Zanettin e Anna Lucrezia Garcia, in quello di Radames canteranno, invece, Carlo Ventre e Antonello Palombi (Ventre, Radames di riferimento degli ultimi anni, salterà la prima recita a causa di una tracheite). Nei panni di Amneris sono impegnate Nino Surguladze e Cristina Melis, in quelli del padre di Aida, Amonasro, Dario Solari e Stefano Meo, in quelli di Ramfis Enrico Iori e Antonio Di Matteo. 

«La regia – ha dichiarato Micheli – intende recuperare appieno l’aspetto più intimo dell’opera, poiché, contrariamente a quanto farebbe pensare la scena del trionfo, Aida per il 70% è un lavoro cameristico. Certo, gli animali che tutti si aspettano, ci sono, ma sono disegnati. Lo spettacolo sarà immerso in una sorta di gigantesco computer, con i protagonisti circondati da effetti grafici, da simboli e ideogrammi tratti dal Libro dei Morti, il sacro testo degli egizi che aveva lo scopo di aiutare i defunti nel raggiungimento del mondo ultraterreno». Per Chaslin “Aida” «rappresenta lo spartiacque nella produzione verdiana: dopo la sua composizione il compositore ha avuto una sorta di crisi creativa, originata dalla visione del “Lohengrin” di Wagner, proprio a Bologna, che non gli ha fatto scrivere nuove opere per 17 anni, prima dei due ultimi capolavori, “Otello” e “Falstaff”. Con “Aida” Verdi è rimasto legato ad un linguaggio classico, creando però un terremoto che non è riuscito a nessun altro compositore dopo di lui».